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Troppa TV accorcia la vita

Sei ore al giorno possono costare cinque anni di vita in meno. L’allarme da una ricerca australiana

Mer 21 Dic 2011 | di Maurizio Targa | Media

Un famoso spot dei tempi andati asseriva che “una telefonata allunga la vita”. Oggi con i cellulari e le loro misteriose onde non ce la sentiremmo certo di giurarlo, eppure, benché la scienza non abbia ancora appurato se i telefoni mobili siano dannosi o no alla salute, un’Università australiana ha proclamato un inquietante, contrario verdetto: è la tv ad accorciare la vita; precisamente ogni ora passata davanti al piccolo schermo ci costerebbe 22 minuti di esistenza. Ad emettere la sinistra sentenza, pubblicata sul British Journal of Sports Medicine, è stata l'Università del Queensland, stato del nord-est dell’Australia. Il responso è stato pronunciato in seguito ad uno studio condotto su undicimila adulti di oltre 25 anni, residenti proprio nel Paese dei canguri. Gli scienziati dell’isola hanno stimato che, nel 2009, i baldi connazionali abbiano passato 9,8 miliardi di ore davanti al video e da un'estrapolazione sulla base di questa equazione arriva il dato choc: 22 minuti di vita bruciati per ogni ora di TV, il doppio del tempo che si manda in fumo aspirando una sigaretta, stimato in undici minuti. Ma perché la cara vecchia tele farebbe tanto male? «Il tempo trascorso guardando il televisore - sostengono gli studiosi australiani - è associato a una riduzione dell'aspettativa di vita paragonabile a quella legata ai principali fattori di rischio per malattie croniche, come l'inattività fisica o l'obesità. Non solo: l'1% di spettatori che si attacca allo schermo addirittura per 6 ore al giorno - rincarano gli autori -  rischia di morire 4,8 anni prima rispetto a chi, all'estremo opposto, snobba completamente la tv». Insomma, il conto per gli abitanti di Sidney e dintorni è più che salato: la loro passione per (l’ex) tubo catodico costa 286 mila anni di vita persi prematuramente.

Il rischio è planetario
Poco importa se i calcoli degli autori siano basati esclusivamente su dati australiani: «Gli effetti della tv negli altri Paesi del mondo industrializzato sono con ogni probabilità assolutamente comparabili», assicurano gli esperti, considerando che nelle nazioni più sviluppate del pianeta le malattie big killer (principali cause di morte nel mondo occidentale, come malattie cardiovascolari e patologie tumorali) sono sostanzialmente le stesse e che le ore passate davanti al piccolo schermo sono grosso modo sovrapponibili; quattro al giorno nel Regno Unito, come ricorda il britannico Daily Mail, dato più o meno analogo a quello europeo, Italia compresa, e alle cinque ore degli spettatori Usa.
«Le persone non si rendono conto di quanto sia importante - ha dichiarato Lennert Veerman, principale coordinatore della ricerca -; dovrebbero provare a guardare meno televisione e a dedicarsi ad altre cose, possibilmente attività di svago».
Non è certo la prima volta che la scienza punta il dito contro gli effetti dell'abuso di tv sulla salute. All'inizio del 2011 un altro studio del MIT (Massachussets Insitute of Technology) aveva dimostrato che il rischio di ammalarsi di diabete tipo 2, ovvero la forma associata ai cattivi stili di vita, e di malattie cardiache aumenta del 20% dopo appena due ore di tv al giorno. E che l'eccessivo attaccamento alla televisione andrebbe considerato rischioso quanto fumare, ingrassare o non fare sport, è la conclusione cui è arrivato un ulteriore studio, contemporaneo a quello australiano, condotto a Taiwan e pubblicato online da The Lancet, rivista scientifica di ambito medico. Questa ulteriore ricerca, firmata da Chi-Pang Wen del National Health Research Institutes di Taiwan e da Jackson Pui Man Wai della National Taiwan Sport University, ha analizzato i dati raccolti su oltre 400 mila persone che avevano partecipato a un programma medico di screening fra il 1996 e il 2008. Rispetto a chi non svolgeva alcuna attività fisica se non sollevare il telecomando, le persone che facevano anche poco esercizio (92 minuti a settimana, circa un quarto d'ora al giorno), avevano un rischio di morte prematura del 14% inferiore e una probabilità di morire di cancro minore del 10%. In media, rispetto ai pigri, i semi-sportivi avevano un'aspettativa di vita tre anni più lunga. Benefici indipendenti dall'età e dal sesso, equivalenti a quelli di un'efficace campagna anti-fumo, precisano gli autori.

Tv e merendine, un mix micidiale
Le prove che incastrano la televisione sono ormai tante: è ormai acclarato come i giovani che vedano due o più ore di TV al giorno non solo abbiano una maggiore probabilità di essere obesi, ma anche di soffrire di ipertensione, noto fattore di rischio delle malattie cardiache. E non è solo il cuore ad essere in pericolo: stazionare davanti al video sconvolge anche il metabolismo, non solo per le ore tout court trascorse a guardare i programmi, ma anche i contenuti del piccolo schermo hanno le loro responsabilità. Come ha riscontrato un’indagine dell'American Journal of Public Health, l'impatto della televisione sul girovita dei bambini è strettamente correlato al numero di pubblicità trasmesse mentre i piccoli oziano di fronte ai cartoni.

Anche la mente ne risente
L’alto consumo di televisione influisce pesantemente sullo sviluppo cognitivo dei bambini, in special modo sulla lettura e sulla comprensione della matematica. Secondo l’Università la Sapienza di Roma, che ha monitorato 1800 bambini di età tra i quattro e gli undici anni, è emerso che il 36% dei ragazzi ha la TV in camera, dormendo da 30 a 60 minuti in meno rispetto a quanto necessario. Tutto ciò sviluppa insonnia, mancanza di attenzione e scarso rendimento a scuola e sono proprio gli studenti che possiedono la televisione in camera ad ottenere voti più bassi. Secondo un’altra indagine si evidenzia come l’uso non corretto del mezzo televisivo incida negativamente sulla comunicazione e sulla percezione di sazietà durante i pasti. Recenti ricerche statunitensi hanno dimostrato, infine, una correlazione tra sintomi di depressione, obesità materna e tempo di fruizione della televisione da parte dei figli: uno stile corretto di utilizzo della televisione nei bambini è determinato dallo stato di benessere della mamma.

Altre forme di dipendenza...
Insomma, una catastrofe. E, se difficilmente accadrà che in testa ad ogni programma apparirà lo spot “La tv nuoce gravemente alla salute”, bisogna stare attenti a non demonizzare il mezzo: non dimentichiamo che forme anche peggiori di dipendenza sono riscontrabili verso internet, videogames, lotterie e giochi vari e l’attaccamento eccessivo alla Tv non è certo la più minacciosa tra quelle appena elencate.            


ADOLESCENTI: QUASI TUTTI SOLI CON LA TV  
                                                 
Il questionario, sottoposto a 700 ragazzi compresi tra i 9 ed i 14 anni da parte dell’Università del Piemonte Orientale, ha prodotto i seguenti risultati:

• il 51% delle famiglie ha tre Tv in casa;
• il 47% ha il televisore in camera;
• l’84% dei ragazzi rimane solo davanti alla TV;
• a cena il 49% delle famiglie ha il televisore acceso.


NELLE ISOLE I TELESPETTATORI PIÙ TENACI

Il 59,1% degli italiani guarda la televisione per circa  4 ore al giorno, sono l’8 % gli irriducibili che dichiarano di trascorrere più di 4 ore davanti al piccolo schermo. Il consumo di televisione è significativamente maggiore della media nelle isole, dove viene vista nel 22,4% dei casi oltre quattro ore al giorno, contro l’8,2% del Sud, il 7,8% del Nord-Est, il 5,8% del Centro e il 3,4% del Nord-Ovest.

Fonte Rapporto Italia – Eurispes 2009
 


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