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Inganni e melette

Il primo caso di lacrimazione di un’immagine sacra documentato dagli annali storici

Mer 21 Dic 2011 | di Alberico Cecchini | Attualità
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A due passi dall’Isola Tiberina, tra il Tevere e Largo Argentina, proprio nel cuore del ghetto ebraico, nel 1546 accadde un fatto che sconvolse tutta la popolazione della zona. Due giovani ebbero un diverbio e passarono alle mani. Uno di questi, a un certo punto, afferrò un coltello, mentre l’altro, già a terra, lo implorò nel nome dell’immagine della Madonna posta sull’archetto che li sovrastava. A queste parole, il primo gettò a terra il pugnale, ma il secondo lo afferrò e vilmente lo uccise.

Tutte le persone che accorsero, gran parte di fede ebraica, videro che l’immagine sacra versava lacrime copiose dagli occhi. Lo stupore fu grande e gli accertamenti non diedero spiegazioni. Per la grande commozione, la gente decise di costruire una grande chiesa che, nel 1612, fu ultimata anche se ridimensionata rispetto al progetto precedente, forse per evitare contrasti con la comunità ebraica.

Oggi Santa Maria del Pianto è sede di Italia Solidale e ospita al suo interno quel quadro ritenuto il primo caso di lacrimazione documentato dalle cronache delle autorità cittadine. La festa si celebra l’ultima domenica di gennaio.

Un preludio, 250 anni prima, di ciò che avvenne nel 1796, quando, nell’arco di alcune settimane, 122 immagini sacre della Vergine Maria, in tutto lo Stato Pontificio, continuarono a muovere gli occhi sotto lo sguardo della popolazione. Napoleone stava invadendo l’Italia e, giunto ad Ancona, dove anche il quadro della Madonna del Duomo già da mesi muoveva gli occhi, volle avere tale immagine per distruggerla: ma, guardandola, cambiò improvvisamente idea e ordinò di lasciarla coperta.

L’immagine di S. Maria del Pianto, custodita nell’omonima chiesa che si affaccia su Piazza delle Cinque Scole, è particolare perché la Madonna porge al bambino Gesù una mela. Lo stesso frutto, attraverso il quale il peccato originale entra nell’uomo, diventa il frutto che Maria dona a noi, Suoi figli, attraverso Gesù, per liberarcene. La Vergine, promessa già dalla cacciata dall’Eden per schiacciare il capo a Satana, pianse per gli inganni della falsa fede. Il male più grande  che Padre Angelo Benolli combatte con i libri “Uscire da ogni inganno“, “La famiglia non si inganna” e “La vita non si inganna”.  Il fondatore di Italia Solidale, la cui sede è oggi nel complesso di Santa Maria del Pianto, scelse proprio la mela come esempio per rappresentare la maturità sessuale delle persone, prima di sapere che un giorno si sarebbe trasferito sotto quell’immagine. 
 


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