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Piccoli biscazzieri crescono

Sempre più bassa la soglia dell’azzardo: ormai si gioca dai dodici anni. Ed il gioco è un vero allarme sociale

Mer 21 Dic 2011 | di Maurizio Targa | Attualità

Dopo alcol, droga e bullismo c'è un altro demone che sta attanagliando con sempre maggior forza gli adolescenti: il gioco e le scommesse. È sempre più bassa infatti la soglia d’ingresso nell’universo dell’azzardo, limite che a volte scende fin sotto i dodici anni. Si stima infatti che un adolescente su dieci tra i 12 e 17 anni giochi a gratta e vinci, slot machine e poker online, spendendo 30-50 euro al mese, spesso stimolato dai genitori, che nel frattempo stanno magari acquistando altri gratta e vinci o biglietti simili.
Lo rileva il Codici, il Centro per i Diritti del Cittadino, autore di una ricerca che ha visto coinvolti studenti romani di scuole medie inferiori e superiori. Le di molte banconote che i ragazzi hanno dichiarato di spendere prendono il volo per diversi motivi: il 25% confessa di giocare per sfidare la sorte ed assaporarne il brivido, il 30% si illude di avere in questo modo più soldi da spendere durante il week-end, un buon 15% degli intervistati dichiara poi candidamente di farlo esclusivamente per noia. Il pericolo che questi teenager possano diventare persone a rischio dipendenza da azzardo è forte e preoccupa: l’appeal del gioco nelle nuove generazioni è addirittura superiore a quello riscontrato nei loro genitori, se è vero che secondo un’altra inchiesta realizzata dal portale Skuola.net su un campione di oltre 700 giovani, ben il 68% dei minori ha giocato almeno una volta online, contro solo il 54% degli adulti. 
Per questi ultimi sembra poi sia proprio la crisi economica la paradossale molla che li spinge a giocare. L'Agita, associazione degli ex giocatori d'azzardo, afferma che il giro d'affari del gioco nel 2011 è stato pari a 50 miliardi di euro, con l’industria delle scommesse saldamente posizionata in quinta posizione per fatturato tra le imprese italiane dopo Fiat, Telecom, Enel, Ifim. E se si analizza la spesa pro-capite, l'Italia ha il primato mondiale, con oltre 500 euro dilapidati a persona.

Come ti accalappio il pupo
È evidente che il web abbia contribuito non poco nell’avvicinare i minori all’azzardo, venendo meno o quasi il filtraggio costituito dal contatto faccia a faccia tra biscazziere e giocatore. E la percezione del pericolo è minima: il 40% dei minorenni si dichiara convinto che il gioco con vincite in denaro non sia loro affatto vietato. «Dalla nostra esperienza - spiega Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni – emerge che il sistema migliore per cominciare qualsiasi discorso con i giovani è quello di stare loro vicini. Ovviamente i ragazzi sono attratti dal gioco e il loro interesse aumenta quando c’è la possibilità di fare soldi in modo sbrigativo, con una semplice puntata. Per legge i minorenni non possono giocare, perché devono fornire i loro dati personali». 

Per non cadere nella rete
Un interessante progetto educativo dal nome  "Gioco on-line: rischi e pericoli" è stato sviluppato dall’Azienda Autonoma dei Monopoli in collaborazione con la Polizia di Stato. Rivolto ai ragazzi delle scuole superiori, ha come obiettivo la sensibilizzazione delle fasce d’età più giovani verso i pericoli derivanti dall’azzardo. Il programma ha ricevuto il patrocinio del Dipartimento della Gioventù e si avvale del supporto tecnologico dei portali Youtube e Skuola.net. «Chiediamo ai ragazzi di esprimersi e di mostrarci il loro approccio alla rete sotto il profilo specifico del gioco, e come intendono e percepiscono il concetto di gioco responsabile - ha spiegato Armando Iaccarino, dirigente dell'Ufficio contrasto all'illegalità dei Monopoli -; da una parte c’è la necessità di informare i ragazzi sui rischi di uso irresponsabile della rete e sull'approccio incauto al gioco, ma vogliamo anche ricevere qualcosa da loro: solo conoscendo gli aspetti del mondo in cui ci caliamo possiamo rendere efficaci gli strumenti di repressione a nostra disposizione». Il progetto è partito a dicembre 2011 e si concluderà a fine anno scolastico; da gennaio sono in programma una serie di incontri nelle scuole superiori tenuti dagli Agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni con gli studenti e le loro famiglie.

Reprimere? Meglio prevenire
Il fenomeno del gioco minorile è diffuso in tutta la penisola, ma in alcune regioni va peggio che in altre: è il caso della Campania, secondo l’allarme lanciato dall’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione NoiConsumatori che lancia la proposta: «Dato che i cartelli di divieto di gioco ai minorenni servono a ben poco, è necessario rivoluzionare i controlli introducendo anche per slot machine e videopoker l’uso della tessera del codice fiscale, proprio come avviene da anni per i distributori automatici di sigarette». Anche sul web, come ribadiscono dai Monopoli di Stato, l’Azienda tiene ben alta la guardia nella sua attività di contrasto contro i siti illegali: dal 2007 ad oggi oltre 3.500 portali sono stati oggetto di inibizione da parte del Monopolio di Stato mentre superano gli 800 milioni i tentativi di accesso, a questi stessi siti, respinti dall’Amministrazione. Ciò dimostra come ad un’offerta ampia corrisponda, sciaguratamente, un’immensa disponibilità al gioco illegale.  A far eco al Direttore dei Monopoli il responsabile del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Antonio Apruzzese, il quale pone l’accento sulla prevenzione. «L’attività di repressione e controllo, da sola, non porta risultati – afferma Apruzzese -: bisogna puntare sulla prevenzione. Il dialogo con i ragazzi sicuramente è la forma più efficace per tutelarli all'interno del vasto oceano della rete. Alcuni pericoli forse sono poco conosciuti ed approfonditi – conclude il Direttore -, ma non per questo bisogna sottovalutarli o prenderli con leggerezza».                                                


PENE PIÙ SEVERE PER CHI CONSENTE IL GIOCO A MINORI

Sanzione pecuniaria da 5mila a 20mila euro e chiusura del locale da dieci a trenta giorni. Sono i provvedimenti che rischia chi dovesse consentire ai minori di prendere parte nel proprio locale a qualunque gioco con vincita in denaro. Se la violazione dovesse riguardare i videogiochi, inoltre, il trasgressore verrà sospeso da uno a tre mesi dall’albo degli operatori con conseguente inibizione dall’attività per il periodo. Alla terza violazione nell’arco di un triennio, radiazione a vita dalle concessioni amministrative. Chiaro segnale nei confronti dei gestori affinché alzino la soglia di attenzione su chi partecipa ai giochi con vincita in denaro: un dovere morale ed un obbligo di legge che non consentono più margini d’errore.


OCCHIO AI FILTRI
Non è sempre agevole distinguere i giochi d'azzardo tra i “preferiti” che un ragazzo ha salvato sul proprio browser internet, ma attraverso i programmi di content filtering o gli strumenti messi a disposizione dai diversi software di navigazione, il problema può essere limitato.
È possibile infatti fissare a proprio piacimento alcuni parametri che permettono di bloccare l'accesso a siti non adatti ai minori: si possono ad esempio filtrare le pagine web in base al tipo di gioco, piuttosto che in base al sito che lo contiene e così via.
Alla tecnologia è sempre bene abbinare qualche buona abitudine:
• tenere controllati quali siti e quali attività svolgono in internet i ragazzi;
• stabilire delle regole chiare in merito ai giochi che i ragazzi possono utilizzare sul web;
• informare i propri figli che il gioco d'azzardo online è una pratica illegale per i minori: esistono in merito dei riferimenti normativi precisi;
• informarli sulle dinamiche del gioco d'azzardo: le aziende che lo gestiscono mirano ad ottenere un profitto, quindi, se si perde, si perdono soldi reali;
• controllare se e come è utilizzata la carta di credito dai vostri figli; essendo richiesta nel gioco d'azzardo online è bene fare attenzione;
• giocare d'azzardo online può creare dipendenza: tenere informati i ragazzi su questo pericolo può salvaguardarli.
 


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