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La Pompei del '900

Tra le rovine di San Pietro Infine, l'unico paese italiano distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale e mai ricostruito

Ven 27 Gen 2012 | di Alma Pentesilea | Bella Italia
Foto di 6

Per anni solo silenzio e polvere. Lontano la vita della nuova comunità. Lontano il ricordo, lontano quegli orrori, le grotte, i rifugi, le fughe, la guerra, la morte. Sono bastati 10 giorni per cancellare una storia millenaria e i riti quotidiani della gente di San Pietro Infine, paese medievale, a 9 km da Cassino, divenuto teatro di uno dei momenti più drammatici della Seconda Guerra Mondiale. Sono passati quasi 70 anni da quella guerra che ha mietuto vittime, lasciando ferite che non si sono mai cicatrizzate veramente. Ora quel paese ha deciso che la Storia, quella con la esse maiuscola, non può e non deve essere dimenticata, che quelle pietre hanno ancora troppo da dire per essere lasciata così “come una cosa posata in un angolo e dimenticata”. Per questo San Pietro Infine, grazie alla gente volenterosa che lo abita, sta tornando a vivere.

TRA LE PIETRE DI IERI E DI OGGI
Sveglia alle 6 per immortalare quelle pietre con le prime luci dell’alba. A farmi da Cicerone Massimo Giangrande. Cammino fra quelle rocce mentre la mia guida mi spiega  come gradualmente il paese vecchio stia riprendendo vita. «Era un cumulo di macerie e sterpi. Dopo la fine della guerra, pochissima gente è rimasta qui. Poi il paese vecchio è stato completamente abbandonato. A valle ne è stato costruito uno nuovo, ma moltissima gente si è trasferita in cerca di fortuna in Canada».

LE GROTTE

Cominciamo il cammino dalle grotte nelle quali donne, bambini e uomini si rifugiarono durante i bombardamenti: sono strette, buie, anguste. «Le scavarono con i picconi, cercando di farsi largo nella montagna». In quei mesi terribili nacquero anche dei bambini: la vita che si fa strada tra la morte, la gioia che si fa largo nella disperazione. Ci inoltriamo nel paese: case diroccate, alcune con interni ancora intatti, una porta in legno che fa pensare a vite passate. Sembra quasi di cogliere i passi dei sanpietresi di allora, le loro fatiche nel salire quelle scalinate strette che portavano nella parte alta del paese. E poi la farmacia, l’arco dei baroni e la Chiesa di San Michele. «è pericolante e devono essere compiuti dei lavori di messa in sicurezza – mi spiega l’architetto Paolo Vacca che da anni sta lavorando alla ricostruzione del paese vecchio -. La nostra idea è di non ricostruirla, ma di lasciarla così: lacerata, squarciata, come simbolo di ciò che è stato». Dalla chiesa si domina il panorama circostante: colline e montagne che sembrano inseguirsi, lontano, mentre il sole comincia ad alzarsi. Scendiamo e raggiungiamo la Piazza che, a breve sarà intitolata a Monicelli: «In questa piazza nel 1959 – continua l’architetto – sono state girate delle scene de “La Grande Guerra” di Monicelli. Qui sono stati Gassman e Sordi».
Se li ricordano tutti in paese: «Monicelli stava lì, sulla sua sedia, lontano. Sordi e Gassman invece ridevano e scherzavano. Ricordo che ci davano 500 lire se gli andavamo a prendere l’acqua», spiega l’architetto. La piazza è stata ristrutturata ed ora può accogliere anche 1200 persone. Come è avvenuto a fine agosto per la seconda edizione di “Storie nella Storia", festival del cinema, documentario e reportage, curato dal Direttore Artistico Angelo Maria Villani. «Sono moltissimi i progetti che vorremmo portare avanti - spiega il presidente della neonata Fondazione Parco della Memoria Storica Fabio Vecchiarino -. Dal 2002 abbiamo avviato l'opera di ricostruzione, ma stiamo lavorando affinché San Pietro venga considerata una tappa obbligata: il modo migliore per conoscere la storia ed evitare di commettere gli stessi errori è vedere da vicino cosa hanno prodotto gli uomini nel passato. Perché la guerra va ricordata, per educare le future generazioni alla pace».  


CINEMA E MUSICA
Nel 1944 J. Huston, padre di Angelica, realizzò un film, “The Battle of San Pietro”, riconosciuto dalla critica cinematografica il più grande documentario di guerra mai girato in cui vengono raccolte immagini di sanpietresi che escono dalle grotte dopo la liberazione. Ad esso si ispirò il regista Steven Spielberg nel girare il film “Salvate il soldato Ryan”. Gli stessi U2 scelsero immagini del film di Huston nel loro videoclip “In God’s Country”.
Il regista Mario Monicelli nel 1959 si recò a San Pietro per girare alcune scene della “Grande Guerra” con Sordi e Gassman.


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