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Dolce, costosa attesa

Inutili ansie e medici che curano solo i propri interessi possono rendere la gravidanza un vero salasso

Mar 28 Feb 2012 | di Sabrina Protano | Salute
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La cicogna costa cara agli italiani, anche prima del suo arrivo. Nei novi mesi che precedono la nascita, infatti, le spese che i futuri genitori sono chiamati ad affrontare sono numerose e spesso inutili. Sì, perché il mercato ha scoperto un nuovo business: l’ansia delle future madri, creata, o quantomeno intensamente alimentata, da medici e siti internet che consigliano un numero di esami e di analisi non solo davvero eccessivo, ma che spesso ha poco a che fare con la salute delle mamme e dei bambini. Se a ciò si aggiungono i consigli, spesso sbagliati e non richiesti, di parenti e amici, allora diventare ansiose senza motivo diventa automatico per la maggior parte delle donne in dolce attesa. E il risultato è di vivere la gravidanza come una vera e propria malattia.

Gli esami previsti dal SSN
Per tornare con i piedi per terra ed evitare ansie e spese del tutto inutili, basterebbe pensare che i controlli garantiti gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale sono un numero decisamente inferiore a quello a cui invece si sottopongono le future mamme. Il decreto 10 settembre 1998 del Ministero della Salute, infatti, prevede soltanto 3 ecografie e 3 “emocromo completo”, tanto per fare un esempio. Un’assistenza di base, insomma, considerata dagli esperti più che sufficiente.

Controlli eccessivi
E invece le gestanti si sottopongono ad una quantità eccessiva di analisi. Questo accade soprattutto perché gli stessi ginecologi prescrivono sistematicamente un numero di esami superiore a quello previsto dal Ministero e decisamente esagerato per il controllo di una gestazione fisiologica, cioè che decorre senza particolari problemi. Per non pensare a quelle donne che iniziano a spendere addirittura prima del concepimento, per una serie di analisi che dimostrino che il loro organismo è “a posto”. Il controllo più abusato è senza dubbio l’ecografia. Strumento prezioso e indispensabile, data la sua natura non invasiva, in gravidanza viene spesso usata in maniera quasi ossessiva: ormai quasi ogni ginecologo (privato) arriva a raccomandarne 9, cioè una al mese. Se poi si pensa a quanto costa ciascuna ecografia, e cioè dai 70 ai 150 euro, si fa presto a capire come la spesa totale al termine di una gravidanza possa essere davvero da capogiro. Si potrebbe ricorrere a strutture pubbliche, dirà qualcuno. Ebbene, è praticamente impossibile: non solo i tempi di attesa sono lunghissimi (cosa improponibile per alcune ecografie, come quella morfologica, che deve essere effettuata esattamente tra la ventesima e la ventiduesima settimana di gestazione), ma c’è anche da considerare il fatto che ormai alcune analisi, a causa del prezzo del ticket, costano come quelle effettuate privatamente, se non di più! E poi il punto non è la scarsa efficienza o convenienza del nostro Sistema Sanitario: il punto è che di tutte quelle analisi non ci sarebbe bisogno (senza considerare, ovviamente, le gravidanze a rischio). E non ci sarebbe bisogno neanche di ricorrere necessariamente ad un ginecologo privato, come invece, secondo un’indagine di Altroconsumo, fa il 70% delle gestanti, probabilmente spinte da amici e parenti che consigliano di farsi seguire privatamente per stare più tranquilli.

Nelle tasche dei nutrizionisti
Poi, c’è il business dell’alimentazione. È vero, alcune regole vanno seguite, come quella di evitare alimenti crudi per non contrarre la toxoplasmosi, o quella di mangiare sano evitando di abbuffarsi di dolci. Ma tra il consigliare alcune semplici regole di base e l’essere bombardati di vitamine, ferro, integratori di ogni tipo, c’è una bella differenza. Il fatto è che, in questo business pre-parto, anche le farmacie, i nutrizionisti e i dietologi hanno bisogno del loro guadagno! Basti pensare che solo le vitamine costano mediamente 20-30 euro al mese. E pensare che fino a 30 anni fa le donne mangiavano tutto senza problemi e non conoscevano il sesso del nascituro fino al momento in cui lo mettevano al mondo!

Nelle tasche di tutti gli altri
E che dire di tutte le altre spese? I dermatologi consigliano, a prescindere,  di applicare su pancia e gambe delle creme antismagliature, che costano mediamente dai 25 ai 45 euro a confezione. In realtà, sempre in situazioni di donne senza particolari problemi, basterebbe usare un buon olio alle mandorle, che costa decisamente meno. Poi c’è il discorso dell’attività fisica: alcuni dicono sia necessario iscriversi in piscina, o meglio ancora ricorrere ad un personal trainer, l’unico in grado di far praticare ad una gestante attività fisica nel modo corretto. Ma basterebbe fare una bella camminata tutti i giorni, invece di spendere tutti quei soldi. Poi ci sono i vestiti premaman: se indossi ancora i vestiti di prima, per quanto siano i più morbidi del tuo guardaroba, già al quarto mese di gravidanza sei considerata una madre snaturata… “Ma davvero vuoi rischiare che il tuo bambino si senta costretto e soffra”? E allora via centinaia di euro per acquistare costosissimi vestiti da gestante nei pochissimi, elitari, negozi a disposizione. E infine c’è il famigerato corredino per il neonato. Alcuni siti internet consigliano addirittura 3 termometri: forse sarebbe meglio comprane uno solo, e magari anche aspettare che il bambino nasca e gli venga la prima febbre; consigliano anche decine di prodotti per la pulizia, quando la migliore cura per la pelle delicata e sensibile dei neonati è acqua e sapone neutro. In pratica, le future mamme sono sommerse da messaggi promozionali che fanno sembrare indispensabili i più disparati prodotti per la loro cura e per quella del bambino, contribuendo solo ad alimentare ansie inutili.

Maternità al naturale
Ma insomma! Forse dovremmo fidarci un po’ più di Madre Natura e vivere la maternità in modo meno medicalizzato. La gravidanza non è un malattia: è il processo naturale per eccellenza. Anche perché probabilmente “qualcuno” prima di noi ha già pensato a come tutelare le donne che aspettano un figlio.    

 



I PROGRESSI DEL XXI SECOLO
Ecco alcuni oggetti esagerati che alcuni consigliano di acquistare o procurarsi durante la gravidanza.
1. - Il dvd con le immagini registrate tridimensionali dell’ecografia morfologica. Una specie di primo filmino di famiglia.
2. - On line si può trovare una sorta di steteoscopio con cui ascoltare il battito del cuore del feto.
3. - Sempre sul web si trovano anche microfoni e altoparlanti fetali, per permettere (come recitano gli slogan) ad amici e parenti di parlare direttamente al nascituro.
Niente più misteri, insomma. Ma non era meglio quando era peggio?


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