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Che cosa ci ha insegnato la nevicata del 2012

Non c’era niente da fare o ci si poteva organizzare? La verità è nel mezzo

Mar 28 Feb 2012 | di Armando Marino | Attualità

Ci hanno costretto in casa, rovinato viaggi e gite, fatto morire dal freddo e costretto a faticare con la pala. Ma, soprattutto, le nevicate del mese scorso ci hanno dato una lezione importante. Abbiamo imparato quanto è fragile questo Paese. E abbiamo capito che non è una fragilità senza rimedio, non è una vulnerabilità genetica a cui non si può sfuggire e che gli italiani si portano dentro tutti come un tarlo. Chi si sa organizzare ha superato le difficoltà superabili senza veri drammi. Gli altri hanno patito il peggio. Nei giorni della tormenta peggiore, due teorie si sono confrontate: quella secondo cui non c'è nulla da fare se nevica così tanto e quella secondo cui ci si poteva organizzare anche in città non abituate a nevicate intense. C'è del vero in entrambe, ma non fare distinzioni è un modo per assolvere o condannare tutti. è vero ad esempio che Roma non può essere attrezzata come le città del Nord, visto che nevica seriamente solo una volta ogni tanto. Non mi scandalizza che gli autobus non avessero le catene, ad esempio. Ma spargere il giusto quantitativo di sale dando retta alle previsioni, quello si poteva organizzare al momento, e non è stato fatto. Così come organizzare per tempo squadre di spalatori. Ma forse è più facile poi accusare la protezione civile e il “complotto nordista”. Negli stessi giorni Milano ha superato la sua nevicata senza problemi. Succede perché è una città che ha la neve nel Dna? No, visto che nel 2009 la neve aveva bloccato tutto proprio come a Roma. Né si può ricondurre tutto a un fatto ideologico, destra-sinistra. A Torino, amministrata da un sindaco di sinistra, città che ha ospitato le Olimpiadi invernali, si è bloccata la metropolitana e le sale operatorie del principale ospedale. Semplicemente c'è chi sa fare e chi no, nell'uno e nell'altro schieramento. E c'è poi chi si dà delle priorità. Trenitalia ad esempio: avete fatto caso che i ritardi peggiori, quelli da sette ore e più, si sono concentrati soprattutto sugli Intercity, i treni dei poveracci? Per le scintillanti Frecce Rosse ci sono stati problemi anche grossi, ma non così disastrosi. Evidentemente, per Trenitalia è una questione di priorità. Ecco un'altra lezione della neve: nell'Italia del 2012 il biglietto “di classe” ti dà anche il diritto di non restare prigioniero dei ghiacci. Ecco la lezione della nevicata: la neve non è uguale per tutti.


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