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Torna il ciripā

... Per motivi ecologici. Dicono

Ven 15 Giu 2012 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
Foto di 3

A volte ritornano. Il nome è accattivante: ciripà. Chi se li ricorda? Sono i vecchi pannolini lavabili. Un triangolone di stoffa foderato con materiale assorbente che si avvolge intorno al bambino e si deve lavare di volta in volta che il nostro piccolo eroe li sporca. Le nostre mamme se li ricordano, eccome. Una volta erano l'unico mezzo a disposizione per far fronte alla... produzione dei nostri pargoli. E loro raccontano di faticosi e lunghi lavaggi, di “fuoriuscite” sgradite e maleodoranti, visto che il ciripà si allacciava, non aveva gli elastici a prova di perdita applicati ai pannolini usa e getta di oggi. Fatiche storiche, povere mamme, montagne di ciripà da lavare, vestitini che si sporcavano, pasticci da risolvere che oggi a molte di noi sembrerebbero insormontabili.

Come mai allora il ciripà si è riaffacciato nelle case delle italiane? La parola d'ordine è sempre la stessa ecologia. Chi mi segue sa come la penso: non mi piacciono i fanatismi. E mi pare evidente che da qualche anno siamo vittime di una mania verde che sconfina in vere e proprie esagerazioni. Non che non ci tenga all'ambiente. Ma ho il sospetto che intorno alla giusta esigenza di preservare aria, acqua e terra dall'inquinamento, il mercato, come sempre fa dove vede possibilità di guadagno, abbia indotto una serie di bisogni artificiali, proponendo intere gamme di prodotti etichettati come “naturali” e “bio”, dietro i quali c'è spesso semplicemente una furba riverniciata di “marketing verde”. Che rischia di generare solo nuovi consumi, a prezzi spesso superiori ai marchi tradizionali, descritti come fonte di tutti i mali. Io credo che l'unica soluzione sia caso per caso, informarsi e ragionare con la propria testa, per capire se le scelte di vita “alternative” che il mercato ci propone valgano davvero la pena, siano ragionevoli per la nostra vita e abbiano davvero un impatto positivo sull'ambiente.

Dunque pannolini usa-e-getta o ciripà? I primi sono pratici e si trovano in tutti i supermercati. Ma ovviamente portano a produrre montagne di rifiuti, che rappresentano un vero problema, soprattutto in un Paese come il nostro che fatica a organizzare un decente meccanismo di smaltimento della spazzatura. Sugli usa-e-getta incombe poi la critica delle mamme più attente alla salute del proprio adorato: arrossamenti ed eritemi sono sempre in agguato con la pelle delicata dei bimbi. I ciripà, se sono fatti di materiali di qualità, dovrebbero minimizzare il problema. C'è da dire però che esistono marche di pannolini usa-e-getta che prestano maggiore attenzione anche a questo aspetto. Per quanto riguarda il rischio “perdita”, i ciripà moderni lo limitano con mutandine impermeabili che funzionano soprattutto se si trovano modelli ai quali è possibile fissare il ciripà stesso.

Il risparmio sulla produzione di rifiuti è garantito, ma sul fronte economico la faccenda è meno netta. I ciripà costano molto più cari di un numero equivalente di pannolini usa-e-getta ma nel conto bisognerebbe mettere la propria “manodopera” e il costo non indifferente dei lavaggi. Ecco perché la convenienza è difficile da stabilire e probabilmente varia anche a seconda del tempo a disposizione. Ci sono comunque gruppi di mamme che si sono organizzate e anche in rete discutono di come superare i problemi legati al ritorno dei ciripà.

Sì alla svolta verde dunque? Per fortuna i miei piccoli hanno superato quella fase, dunque non ho modo di fare test diretti. Personalmente credo che la scelta debba essere sgravata da pressioni ideologiche. In questo senso ho visto su internet un sito, nonsolociripà.it, su cui si possono leggere le esperienze delle mamme che stanno provando il ritorno a questo vecchio sistema e si scambiano idee e consigli. C'è da dire che, a differenza di tanti gruppi che predicano pratiche di maternità tradizionali o alternative, le mamme di nonsolociripà hanno un atteggiamento che a me pare sano. 

Nel loro manifesto c'è scritto che “abbiamo imparato che non tutte le mamme valutano con la nostra stessa bilancia il rapporto tra costi e benefici dei pannolini lavabili rispetto a quello degli usa-e-getta, ed è quindi necessario proporre, ma non imporre a nessuno la nostra scelta, evidenziando con onestà i pro e i contro di ogni scelta, tenendo ben presente che la maternità è una fase delicata della vita di una donna, e un approccio troppo deciso può essere decisamente controproducente”. Sottoscrivo pienamente.


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