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Addio code, basta un sms

Un sistema inventato da due ragazzi italiani risolve il problema delle file

Mer 25 Lug 2012 | di Francesco Buda | Attualità
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Milioni di ore di lavoro perse, nervi messi a dura prova, tempo ed energie preziose buttate per aspettare il proprio turno. È una delle più antipatiche, costose e inutili “tasse” che siamo costretti a pagare negli uffici pubblici, alle poste, in banca, dal dottore e in qualunque sportello di servizio al pubblico: la fila.
Eppure la soluzione ci sarebbe. Anzi c'è già: una volta preso il tuo numeretto, mandi un messaggino dal cellulare e ti dicono subito, con un sms, l'orario preciso in cui arriverà il tuo turno. Nel frattempo vai a fare la spesa, ti vai a prendere un caffè, porti a spasso il bimbo o ne approfitti per sbrigare altre faccende. Il sistema si chiama “You queue” ed è già operativo.  Lo hanno inventato il trentenne Alberto Silletti, ingegnere informatico con dottorato di ricerca, e Pier Mattia Avesani, 26 anni, informatico “puro”. «L'idea ci è venuta mentre eravamo in coda per un prelievo del sangue – racconta Alberto –; ci siamo detti: “perché non lasciare il nostro numero di telefono alla signorina dell'ufficio così ci richiama quando sta per arrivare il nostro numero?”». Ma gli impiegati non possono avvisare tutti gli utenti. «Perciò – prosegue Pier Mattia – ci siamo detti: “perché non inventare un software che faccia questo in automatico?”. E lo abbiamo realizzato». Complicati algoritmi calcolano continuamente i tempi di smaltimento delle file, considerando anche le dinamiche e la situazione concreta di quel preciso ufficio, se ad esempio nel frattempo apre,  chiude o si blocca uno sportello, e quindi se la fila scorre più o meno velocemente. Il sistema  è in grado di azzeccare l'orario in cui arriverà il turno di ogni utente che ha comunicato, con un sms, il proprio numeretto e l'ufficio presso il quale si trova al numero di riferimento. 
“Numero 256 laboratorio analisi via Rossi”, scrive il paziente in attesa di farsi il prelievo presso la Asl. “Gentile utente – lo avvertirà il sistema -, il suo turno per il servizio accettazione prelievo segreteria sarà a tale ora presso la sede di via Rossi”. 
L'idea è stata sperimentata presso l'affollatissimo ufficio immatricolazioni dell'Università di Verona. «Il debutto ha funzionato benissimo, utilizzato da circa l'80% dei 10mila ragazzi che volevano iscriversi», dice Alberto. Quel “prototipo” è stato poi perfezionato ed oggi è in funzione in varie sedi dell'Unità socio sanitaria locale 16 di Padova (dove ormai lo usa un utente su 5) e dell'Actv, l'azienda dei trasporti locali di Venezia. Entrambi gli enti hanno deciso di estenderlo a tutti i loro uffici, con un bel risparmio di tempo e di soldi per tutti. «Il nostro servizio dimezza il numero di ore di straordinari negli uffici», sottolinea Pier Mattia Avesani. 
Il software, poi, permette anche di fare le prenotazioni senza andare in giro per palazzi, uffici e sportelli. Anche in questo caso, basta mandare un sms al numero dedicato e il sistema, in pochi secondi, fissa l'appuntamento e lo comunica all'utente, il quale riceve un secondo messaggino pro-memoria pochi minuti prima dell'appuntamento. Noi abbiamo provato a prenotare le analisi del sangue a Padova per le ore 9 della mattina seguente. Abbiamo subito ricevuto sul nostro cellulare un messaggio di conferma con il numero assegnatoci e, alle 8:50 del giorno dopo, un altro sms ci ha ricordato che fra dieci minuti sarebbe toccato a noi. 
Ma come mandarli i messaggi? Che parole usare? «Il sistema “capisce” la lingua italiana – assicura Alberto Silletti – e riconosce parole come “prenotazione, visita, esame, analisi, numero” eccetera, quindi si tratta di scrivere semplicemente le parole chiave della prestazione richiesta, ad esempio se si tratta di visite mediche, e del luogo in cui ci si trova se già si è in coda (es. ufficio postale piazza Roma, ndr) o dove si vuole prenotare la prestazione». 
E se uno non vuole o non può più andare all'appuntamento? No problem: «Basta comunicarlo con sms, ma anche se l'utente non dice nulla, comunque questo non inciderà sulla regolarizzazione della coda, poiché il sistema “si accorge” del turno saltato e automaticamente aggiorna i tempi di smaltimento della gente in attesa». 
In Italia, il Paese con il più alto numero di cellulari in Europa, davvero tutti potrebbero utilizzare questo servizio, praticamente a costo quasi zero. L'idea farebbe bene anche ai rapporti tra le persone, spesso innervosite proprio dalle lunghe code, migliorerebbe l'efficienza del sistema e farebbe risparmiare montagne di euro agli enti pubblici, alle aziende e a tutti gli italiani, non più costretti a perdere ore e ore,  magari per un banale timbro, una semplice informazione o per pagare un bollettino postale o fare un'operazione in banca. 
I soldi scarseggiano? Almeno potremmo e dovremmo non pagare più questa occulta e dannosa “tassa”: lo spreco di tempo tra file, burocrazia e disorganizzazione. Perché le autorità pubbliche non usano, per installare questo sistema elimina-code, lo stesso zelo impiegato per diffondere ovunque le tecnologie del gioco d'azzardo o gli autovelox?        

 

 


Il fastpass disney
Quello che in italiano è chiamato “eliminacode”, in America esiste da decenni e si chiama “fastpass” ed è utilizzato nelle strutture con concentrazione elevata di pubblico. Un esempio è il parco divertimenti Disneyworld di Orlando (Florida): 41mila visitatori al giorno ed un fastpass che ti scrive subito sul biglietto l’ora esatta per l’ingresso alla giostra scelta, evitando le file. Si va all'attrazione prescelta e si prenota il giro. Arrivata l'ora esatta (vietato sgarrare anche di 10 secondi) si va diretti all'ingresso. Senza pagare un centesimo in più. E stiamo parlando di un semplice (per quanto grandioso) parco giochi.


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