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La tv che fa male ai bambini

In onda programmi che calpestano i diritti dei minori

Mer 25 Lug 2012 | New York

I diritti dei bambini vengono sistematicamente violati dalla televisione. Trattati come se non esistessero. E dire che esiste un “Codice tv e minori”, recepito dalla Legge Gasparri, che pone dei paletti nelle trasmissioni tv. Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, tre lauree ed un passato da assistente negli orfanotrofi, quel codice ha contribuito a scriverlo. «A questo punto sarebbe meglio abrogarlo, visto che viene disatteso ad ogni ora del giorno. Almeno le famiglie sanno che la tv non è tenuta a rispettare i diritti dei bambini – spiega Marziale –. Ormai il confine tra informazione e talk show non esiste più, i casi di cronaca nera vengono trattati in ogni programma a cui i bambini hanno libero accesso. Non esiste più la fascia protetta e questo è un dato di fatto». Le sanzioni previste dal Codice arrivano fino a 500.000 euro, con sospensione del canale se c'è stata grave e reiterata violazione. Ma le multe non si fanno e l'Agcom è come se non esistesse. A 12 anni dal varo del Codice, la tv è sempre più aggressiva e poco vicina ai bambini. caso paradossale: le telenovelas mandate in onda nel primo pomeriggio, con assurdi intrecci familiari (vedi Beautiful). 
Tuttavia, non servono censure, ma più attenzione da parte della tv: «è antipedagogico far esibire i bambini in trasmissioni non dedicate ai bambini», spiega Marziale. Ma anche la famiglia deve fare la sua parte. «L'opinione pubblica ha una fetta di responsabilità: se continuano ad andare in onda certi programmi, è perché c'è un pubblico che li segue.
Bisognerebbe far togliere la patria potestà a quei genitori che permettono ai figli di vedere la tv fino a tardi da soli. In quel caso non ci può essere codice che tenga». 


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