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Ammiriamo i ricchi, ma non li amiamo

La politica di Obama e di Romney sui ricchi e la loro individuazione

Ven 28 Set 2012 | di Manuela Senatore da New York | New York

Un sondaggio del Pew Research Center condotto a fine luglio rivela che gli americani stimano i ricchi: la metà degli intervistati crede che lavorino più degli altri e che siano anche più intelligenti. La maggioranza, però, ritiene pure che i ricchi siano più avidi e paghino poche tasse. Per un terzo degli intervistati, i ricchi sono addirittura disonesti. I risultati rivelano il rapporto complicato che il pubblico americano ha verso la ricchezza: un tema politico spinoso per il candidato repubblicano alla presidenza Mitt Romney, che ha un patrimonio stimato di 250 milioni di dollari. Più del 70% per cento di americani crede che le sue politiche avvantaggerebbero più di tutti i ricchi. Il presidente Obama vorrebbe aumentare le tasse delle famiglie che guadagnano più di 250.000 dollari l’anno. Il Congresso, a maggioranza repubblicana, si oppone da sempre a questo incremento.

I privilegi della ricchezza
Il reddito è correlato all’appartenenza di classe. Tra quelli che affermano di far parte del ceto medio-alto, il 40% ha un reddito familiare di 100.000 dollari e oltre. Anche l’istruzione è legata alla classe sociale; tra il ceto medio-alto, il 53% ha un diploma di laurea o un master. Il matrimonio è ugualmente legato al ceto sociale. Più della metà degli adulti di ceto medio-alto è sposato, mentre lo è solo il 35% nel ceto basso. Similmente, le classi medio-alte hanno più possibilità di acquistare casa (i proprietari d’immobili sono il 2/3 nel ceto medio-alto e solo il 41% nelle classi basse).

No stress
I ricchi, ovviamente, sembrano immuni da una quantità di problemi, come la perdita del posto di lavoro e l’impossibilità di pagare il conto del medico. Mentre un quarto degli americani adulti dice di aver avuto problemi a pagare l’affitto o il mutuo lo scorso anno; un’esperienza condivisa solo dal 7% degli appartenenti al ceto alto. Il paese ha sempre avuto una relazione di amore e odio verso i suoi cittadini più agiati e le difficoltà finanziarie della Grande Recessione hanno solo ampliato le incomprensioni tra ricchi e poveri. Nonostante questo, gli americani ammirano le persone che si sono arricchite con il loro duro lavoro (il 92% per cento del ceto medio e l’84% del ceto basso dice di ammirare i ricchi). Ma come diventano ricchi i più ricchi? Secondo l’IRS (il fisco americano) la crescita sfrenata di ricchezza deriva dai guadagni di capitale e non dallo stipendio.

Come riconoscerli?
Come si riconosce un ricco? In passato lo spartiacque tra ricchi e poveri dipendeva da un semplice numero: un milione di dollari. Oggi i “milionari” non sono più tanto rari: ce ne sono più di 8 milioni in America. Quelli con più di un miliardo di dollari sono oltre 400. Serve un nuovo criterio per identificare i ricchi. Secondo la politica fiscale di Obama basterebbero 250.000 dollari di reddito annuale. Non sono d’accordo quelli che abitano nel Nord Est, dove avere 1/4 di un milione di dollari consente appena di appartenere al ceto medio; per esempio 250.000 dollari a New York consentono la stessa qualità di vita per la quale occorrono 151.000 dollari ad Atlanta, 129.000 dollari a Houston, e 125.000 a Roanoke (Virginia). A livello nazionale, il reddito familiare medio è di 51.914.

La moltiplicazione dei milioni
Forbes lanciò la classifica dei più ricchi d’America nel 1982. Allora, il prezzo d’entrata nel più esclusivo dei club era di “soli” 75 milioni di dollari. Considerando l’inflazione, il biglietto d’ingresso attuale, pari a 1.1 miliardi di dollari, è cresciuto sei volte rispetto a 30 anni fa (quando c’erano solo 13 multimilionari). I nomi al vertice della lista Forbes 400 del 2012 sono: Bill Gates, Warren Buffett, Larry Ellison e i fratelli Koch. La vera sorpresa è che tutti e 5 sono molto più ricchi di quanto non fossero nel 2011. Insieme, valgono 34 miliardi di dollari in più rispetto a un anno fa.

Il sogno americano
Ma un’analisi approfondita della lista rivela che il sogno americano è ancora vivo. Il 70% dei super-ricchi di Forbes ha fatto fortuna dal nulla; tra i venti nuovi arrivati, solo 4 hanno ereditato la loro ricchezza (tra questi c’è la vedova di Steve Jobs, Laurene Powell Jobs). Il successo di queste persone spesso significa posti di lavoro per altri americani. Andrew e Peggy Cherng, creatori della catena di ristoranti Panda Express, sono entrati in classifica con 2 miliardi di dollari e i loro ristoranti impiegano 21.000 persone.


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