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Stato-papÓ, dicci la veritÓ

Si pensa a una tassa di soli 3 centesimi per disincentivare lĺabuso di aranciata e coca cola, ma si rimanda la norma per aumentare la quantitÓ di frutta nei succhi...

Ven 28 Set 2012 | di Armando Marino | Soldi

 È troppo chiedere allo Stato di non mentire ai suoi cittadini? Direi proprio di no. Anzi, è un principio di base che andrebbe rispettato a ogni costo, se si vuole poi chiedere al cittadino di non mentire allo Stato. E invece da noi accade il contrario, ed è storia di tutti i giorni. Prendete ad esempio la tassa sulle bibite gasate che tanto piace al ministro della Salute Renato Balduzzi. Ci tiene, la vorrebbe proprio inserire. E ha candidamente spiegato al Paese che lo fa per noi cittadini, per scoraggiare la nostra insana tendenza a farsi del male da soli ingollando ettolitri di caloriche bevande in lattina. Per persuaderci ha sfoderato i dati sulla crescente obesità, integrati da quelli sui costi drammatici per le casse statali derivanti dal nostro essere irrimediabilmente ciccioni. Si stima che ogni anno muoiano 52.000 persone per le conseguenze del grasso in eccesso. E il servizio sanitario sopporterebbe costi annui pari a 25 miliardi di euro. Una cifra improponibile in tempo di corsi. E allora ecco l'idea geniale del ministro: una bella tassa per disincentivare le sbevazzate di coca cola e affini. Ma l'apoteosi il ministro l'ha raggiunta quando ha risposto a chi contestava la tassa, sia per i costi a carico dei cittadini, sia per quelli sopportati dalle aziende, Balduzzi ha risposto sottolineando che in fondo "si tratta di appena tre centesimi". Un'affermazione che sbugiarda lo scopo stesso della legge. Se 3 centesimi in fondo sono un rincaro sopportabile, la tassa non disincentiverà nessuno, o quasi, dal bere bibite gasate. E allora a che serve? Sarebbe bello se il ministro confessasse che si tratta solo di un altro modo di fare cassa spolpando i cittadini, almeno non avremmo uno Stato che ci tratta come bambini, ci prende in giro. Ma non andrà così. Oltretutto, mentre stiviamo queste righe, la Coldiretti ha reso noto che la norma del decreto Balduzzi che impone di innalzare al 20% il minimo di succo di frutta vero presente nelle bibite, salterà e slitterà la sua applicazione a un futuro tutto da definire. Eppure quello sì che avrebbe reso piu salutare bersi un'aranciata. Ma probabilmente avrebbe anche costituito un serio costo in più per i produttori. Che ovviamente si sono schierati contro. Caro ministro, se proprio le piace lo Stato-papá, che ti dice che cosa è un bene per te, almeno che sia un papà del tipo che dice le cose come stanno. 


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