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Intorno… ai pizzi di San Gallo

Un patrimonio intimo e silenzioso di oggetti dimenticati, che raccontano la vita, gli amori e i sentimenti costruiti, punto dopo punto, sulla trama finissima del merletto

Gio 22 Nov 2012 | di Simonetta Bonamoneta | Turisti non per caso
Foto di 17

La splendida cittadina di San Gallo è un susseguirsi di immagini uniche, che spesso appartengono al passato, a cominciare dai 111 bowindo, le tipiche finestre abbombate dai vivaci colori, perfettamente conservate: ognuna ha un nome suggerito dalla fantasia delle figure o degli animali che le guarniscono, vivacizzando elegantemente le facciate di moltissime case del centro storico. Così c’è il bowindo del cammello, quello del pellicano, quello dei cigni...  Sì, perché, prima della classificazione dei numeri civici, gli edifici si distinguevano dai diversi appellativi, derivati dalle figure che rappresentavano. Nel cuore di tutto ciò l’Abbazia di San Gallo, simbolo della città fondata verso il 612, e Patrimonio dell’UNESCO dal 1983. Il vasto complesso barocco permette di ammirare una delle più belle e ricche biblioteche del mondo, con manoscritti originali che risalgono a più di 1000 anni fa, custodendo oltre 140.000 documenti. Un luogo da non perdere è il Museo Tessile, un rifugio lontano dai ritmi distratti della modernità, che conserva  dall’incuria e dall’indifferenza fragilissimi pizzi e merletti prodotti a cominciare dal 1700 da donne pazienti e precise che nei conventi, negli orfanatrofi, nelle scuole di ricamo o in case private passavano la loro vita sedute con ago e filo in mano. Migliaia di pezzi risalenti all’Ottocento e al Novecento, come i ricami provenienti dai Balcani, testimoniano un patrimonio ricchissimo e prezioso esposto, appunto, nel Museo Tessile. L’esposizione comprende anche più collezioni private. I tessili in mostra sono una chiara prova dell’interesse per l’arte popolare che ha dato impulso ad altre attività artigianali. Nei primi anni del XX secolo, Erna Rothenhàusler, Saj, di origine croata, apprese l’arte applicata prima a Winterthur e poi a Monaco di Baviera, quindi si trasferì a Mels, vicino a San Gallo, restando però fedele agli insegnamenti acquisiti nel suo paese d’origine: lo testimoniano i suoi lavori, ricchi di motivi folcloristici e le sue scatole decorate.
I luminosi teli di cotone di Istanbul, invece, hanno introdotto elementi orientali, persiani e islamici, con decorazioni delicate, ricamate in seta e oro, che, oltre a svariati motivi floreali, raffigurano qualche volta figure umane. Nel regno osmanico questi teli venivano indossati come cinta, scialle o copricapo; si usavano a tavola, nei bagni pubblici, come cuscini e servivano per ricoprire libri, mobili e specchi.
 
PIZZI CHE TRATTEGGIANO LA DONNA
Pizzi e merletti hanno tratteggiato la storia intima della donna, ponendola in un’atmosfera di lusso e raffinatezza senza uguali. Basti pensare a quel quadratino di stoffa di cui scrisse Honoré de Balzac: “la donna elegante si riconosce dal fazzoletto”. Esso ha sempre rappresentato un simbolo di eleganza, tocco finale da accordare all’abito, quel qualcosa in più che fece dire alla Marchesa de Stael che “… dal fazzoletto si può vedere la differenza che v’è tra una marchesa e una cucitrice”.

NON SOLO MERLETTI
San Gallo, comunque, non è interessante solo per questo museo, ma è una città dedita alle innovazioni, alla cultura, all’arte e allo sport. è sufficiente vedere il Centro Culturale Polivalente, sorto nel vecchio deposito delle locomotive della circolare urbana, in cui la società Konzert und Theater, il Museo delle Belle Arti, il cineforum Kinok e il ristorante Lokal propongono ispirati programmi a metà strada fra cultura e gastronomia. Inoltre, c’è lo shopping sfrenato nelle boutique del centro, alla ricerca dell’abbigliamento locale Akris o Martel, in cui ci si può procurare una bottiglietta di Champagne de St. Gall; oppure una visita golosa alla pasticceria Roggwiller, gustando i “St. Galler Spitzen”.

MUSEO A CIELO APERTO
La Svizzera, piccola ma concentrata, è un vero museo a cielo aperto nella grande Europa. Per ammirarla noi abbiamo optato per il treno. Abbiamo acquistato la Swiss Pass, una tessera che consente di viaggiare senza limiti in ferrovia, bus, battello e linee urbane per tutta la rete Swiss Travel System a un prezzo vantaggiosissimo. Una tessera che ti fa anche accedere gratis a oltre 400 musei, dando anche diritto ad uno sconto del 50% sulle tariffe degli impianti di risalita, di funivie e treni a cremagliera. Quindi saliamo su un treno per Schaffhausen, Sciaffusa per gli italiani: la cittadina conserva molti edifici rinascimentali, gotici e barocchi. è un gran bel camminare attraverso queste caratteristiche strade, tutte pedonali, fermandosi a fotografare, ad ammirare i capolavori del passato. Simbolo della cittadina è il Munot, la fortezza del XVI secolo, di forma rotonda, da cui si ammira un panorama visto dalla prospettiva delle aquile. Essa è collegata alla città vecchia attraverso un corridoio sotterraneo, pieno di ricordi misteriosi e suggestivi. Poi visitiamo  la cattedrale Munster, dal chiostro romanico,  e il vicino  Museum zu Allerheiligen nell’abbazia benedettina di Ognissanti, ricavato dagli ambienti millenari dell’antico monastero benedettino. Numerose facciate della cittadina sono affrescate da grandi pittori del passato, come la Haus Zum Ritter, della Vordergasse, decorata mirabilmente dal maestro Tobias Stimmer, tanto da essere chiamata la “Norimberga svizzera”, per le sue case dalle finestre sporgenti e per le graziose fontane sulle piazze. 

IN BATTELLO SUL RENO
Da non dimenticare la visita al borgo-icona Stein am Rhein, che consigliamo di raggiungere col battello. La navigazione è piacevolissima grazie ai paesaggi che si specchiano sul Reno, alternandosi continuamente: a vigneti collinari digradanti si frappongono graziosi e ordinatissimi villaggi, con castelli dall’aspetto severo. Diessenhofen, ad esempio, ha una deliziosa Torre dell’Orologio e alcuni edifici che risalgono al XVI e XVII secolo. Sul fiume continuo l’andirivieni di anatre e cigni che, ma non mancano aironi bianchi e cenerini, sempre in cerca di preda: questo tratto del Reno è particolarmente amato dai pescatori, grazie alle numerose specie di pesci che ci vivono. Raggiungiamo Stein am Rhein, cittadina importante sin dal medioevo per il suo caratteristico ponte sul Reno e l’antico monastero, uno dei migliori esempi urbani medievali. Impossibile sottrarsi ad un senso di sorpresa e ammirazione, quando si vedono profilarsi vicino al municipio le prime case dipinte, con finestre sporgenti e fontane fiorite, che fanno sembrare alcune facciate della cittadina un’impressionante opera d’arte. Interessante la visita del museo Lindwurm (dalla facciata stile impero, col famoso Sasha Morgenthaler mupets), della chiesa romanica del XII secolo e del museo del monastero di San Georgen (uno dei meglio conservati della Svizzera); del museo medievale del convento dei Benedettini e il Museo storico, ricco di collezioni d’armi, di tappezzerie pregiate e vetrate artistiche. Infine, non può mancare la visita al castello Hohenklingen, con un ottimo ristorante panoramico che domina la collina ricca di vigneti e di boschi: un osservatorio privilegiato per i turisti che vogliono abbracciare con un solo sguardo il Reno, il lago di Costanza e la catena delle Alpi.

LA PIÙ IMPONENTE D’EUROPA
Tornati a Sciaffusa, c’è un altro luogo da non perdere: Rheinfall, la cascata più imponente d’Europa! Il suo getto può superare i 1070 metri cubi d’acqua al secondo, riuscendo in certi momenti ad oscurare la luce del sole. Per i più paurosi, questo mondo d’acqua si può ammirare tranquillamente dalle terrazze del castello di Laufen: anzi, volendo, si può addirittura pranzare innanzi a questa meraviglia del creato. I più temerari, invece, possono imbarcarsi su uno dei ferryboat che rollando e beccheggiando attraversano più volte il Reno, per far vivere loro quest’esperienza unica.


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