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Rinnovabili battono nucleare

Ven 21 Dic 2012 | di Stefano Carugno | Energia
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Un clamoroso bidone! Ecco cosa stavano per rifilarci i francesi con le 4 centrali nucleari che il governo Berlusconi nel 2009 aveva annunciato, se non fosse stato per la saggezza del popolo che con percentuali prossime al 100% ha rifiutato con il referendum del 2011 l'idea di tornare al nucleare.
A poco più di 1 anno dal referendum si chiarisce quanto gli italiani siano stati saggi: dal 2009 ad oggi in Italia è come se avessimo costruito, da soli, 2 delle centrali nucleari che ci volevano sbolognare i francesi, con la complicità dei nostri governanti.
Per chiarire, negli ultimi anni la produzione di energia elettrica proveniente dal fotovoltaico e dall'eolico installato è aumentata di circa 29.000 GWh l'anno (i dati definitivi 2012 del Gestore del Mercato Elettrico devono essere ancora ufficializzati). Una centrale nucleare EPR, ovvero del tipo che volevano appiopparci, produce a massimo regime circa 13.000 GWh l'anno. Fate voi i conti!
E a questo ritmo entro massimo un paio d'anni con l'istallazione di ulteriori impianti di rinnovabili raggiungeremo la potenza di altre 2 centrali nucleari.

Ma conviene alle nostre tasche?
Siamo tutti d'accordo che un pannello fotovoltaico è meno perocoloso di una barra d'uranio radioattivo e che quindi dal punto di vista ambientale non c'è discussione su cosa preferire. L'incredibile è che ci conviene anche economicamente.
Siamo realisti: se in Finlandia e in Francia la costruzione delle nuove centrali EPR ha visto più che raddoppiati i costi preventivati, come volete che vada in Italia? Il Governo parlava di circa 20 miliardi di spesa solo per i costi di costruzione, a cui vanno aggiunti gli altissimi costi per la gestione, per l'uranio, per la sicurezza, per lo stoccaggio definitivo dei rifiuti radioattivi e non ultimo per lo smantellamento il cui costo è stimato in circa 5 volte quello di costruzione: immaginate che le nostre centrali nucleari degli anni '60 (Latina, Garigliano, Caorso e Trino Vercellese) sono ancora lì e ci costano quasi 1 miliardo di euro l'anno senza produrre un solo chilowatt. Se tutto va bene, cioè se non ci sono incidenti o altri eventi negativi, la vita di 4 centrali EPR ci costerebbe quasi 200 miliardi di euro.
Con una cifra simile potremmo installare "impianti rinnovabili" che producano molta più energia delle 4 centrali nucleari di nuova generazione, senza aspettare il 2025, che era la data prevista per la loro entrata in funzione.

Più lavoro, più salute, meno debiti. Da subito
C’è da sottolineare anche che i soldi spesi per le centrali sarebbero stati gestiti da pochi "potenti" e avrebbero creato poche migliaia di posti di lavoro per la costruzione e poche centinaia per la loro operatività, dovendo aspettare fino al 2025 prima di vederne i primi benefici.
Con fotovoltaico, eolico e altre fonti rinnovabili si hanno da subito centinaia di migliaia di posti di lavoro, la spesa è di  molto inferiore e finanziata anche da noi piccoli privati che installiamo piccoli impianti (così lo Stato non s'indebita) e i benefici vengono goduti da una larga fascia della popolazione, facendo in più diminuire l'importazione di combustibili a grande vantaggio dell'ambiente e  della nostra bilancia commerciale. Da subito, non dal 2025.      



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