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Il marketing ha stravinto

E tutti in fondo abbiamo un po' perso (soldi e carattere)

Dom 01 Feb 2009 | di Alberico Cecchini | Attualità

Tutta colpa del Marketing?
Questa crisi sarà mica tutta colpa del marketing? No, però....
Per professione gli esperti di marketing rendono irresistibili i prodotti. E ci riescono bene. Troppo bene. Negli Stati Uniti, troppe famiglie hanno comprato troppo, abusando delle carte di credito,  incapaci di resistere alle tentazioni dell'acquisto. Quindi sono finite in bancarotta. Certo va detto che ci sono state impennate di costi su mutui, petrolio e altro, ma il gigante aveva i piedi d'argilla: l'assurdo indebitamento dei privati, causa principale della crisi mondiale attuale. Molte banche, dominate da dirigenti ancor più incontinenti, invece di contenere questa irresponsabilità dei singoli, ne hanno fatto un potente fattore di espansione momentaneo del proprio business, con la complicità gravissima delle autorità di controllo del credito. Ed è stato il crack.

Se li guardi ti incantano
Perché le famiglie americane hanno speso tanto?
Talvolta mi sforzo di guardare per curiosità antropologica le televendite di prodotti. Dopo alcuni minuti sempre mi convinco che ho di fronte un affare. Poi mi riprendo, non ho mai comprato nulla in Tv, giuro, però so che certo anch'io potrei cedere all'acquisto di una poltrona automatica ...per la terza età. Non ho ancora 40 anni, eppure tempo fa mi era sembrata davvero un buon affare!
Il fatto è che, se li guardi un po', ti incantano. Quando vedo i politici in Tv, di solito giro per fastidio, ma se mi soffermo per masochismo, li vedo così convinti che dopo pochi secondi sono portato a non mettere più in dubbio la loro buona fede. Sono veramente bravi a parlare, decisi, spigliati, senza dubbi! Quasi mi sento io quello negativo, sempre critico, un po' in colpa per i miei dubbi... di fronte ad un elegante signore che tanto si appassiona al nostro bene comune. Malfidato che non sono altro!

Diventano parte di noi
Uomini di marketing e politici fanno bene il loro mestiere. Ma come possono avere tutta questa presa su di noi? Stentiamo a credere che sia tutto scientificamente studiato, preconfezionato, calibrato per sedurci. Se stiamo lì esposti al messaggio, spesso è così penetrante che diventa parte di noi. Senza che ce ne accorgiamo. Certo normalmente abbiamo sufficiente distacco critico per non farci abbindolare. Ma ci sono momenti e momenti. Di stanchezza, di fragilità emotiva, di solitudine, di sentire qualcuno che vuole qualcosa da noi e per questo ci rende importanti. E loro lo sanno. Ripetendo e insistendo, prima o poi qualche molla la toccano e noi abbocchiamo. Diventano familiari, rassicurano, confermano quello che già sappiamo, lo dicono meglio di come lo avremmo fatto noi e per questo li ammiriamo un po' e pensiamo che ...meno male che qualcuno le dice certe cose e poi, qual è la verità?  Cosa devo fare, mettermi io ad investigare?... Insomma... sono così complicate le cose, le semplificano loro per noi...

Agiscono sull'irrazionale
Come è possibile che ci portino in massa addirittura a fare delle scelte così in fondo deleterie come nel caso delle famiglie americane che pur di comprare vanno sul lastrico e perdono pure la casa? Per non parlare delle derive autoritarie che sempre si sono avvalse del marketing o propaganda.
Gli studiosi dei comportamenti umani, comprendendo che la parte irrazionale è spesso più forte di quella razionale, hanno messo a segno una serie di tecniche per distrarre la parte razionale e solleticare l'inconscio per spingere le persone ad agire d'istinto. Sfruttando i meccanismi della compulsività, del ricalco e guida, dell'autorità, della competenza, della appartenenza, della gratificazione, ecc.

Spot efficaci seppur soft
Come è risaputo dagli esperti di pubblicità, il messaggio commerciale deve molta della sua efficacia proprio alla sua apparente debolezza. Tutti sappiamo che, vedendo uno spot, certo non corriamo subito come degli automi a comprare quella cosa. Pensiamo di saper scegliere con razionalità, ed in parte è proprio così. Ma d'altra parte proprio perché ci sentiamo liberi di scegliere o no un prodotto, poi acquistiamo proprio quello che abbiamo visto più volte pubblicizzato, lo conosciamo di più,  ci è più familiare. Quindi la pubblicità contribuisce a diminuire l'alea di incertezza che sempre circonda un atto di acquisto. Un prodotto stravisto ci spaventa di meno.
 
Il danno è prima
Anche le tecniche di marketing più aggressive ovviamente non avrebbero grossa efficacia su persone mediamente sane e mediamente soddisfatte. Infatti funzionano proprio perché tante, troppe persone non lo sono e pur di uscire dalla noia, dall'insoddisfazione, da uno stato in fondo di sofferenza dell'anima che deriva da rapporti umani poco gratificanti e materialismo di compensazione, acconsentono talvolta a lasciarsi condurre dalle proprie pulsioni senza più filtri di una responsabilità personale, abbandonando la diligenza del buon padre di famiglia. Probabilmente il danno c'è già stato prima, cioè un crollo vertiginoso della capacità delle persone di mantenere un carattere, di dire di no. Il dissipare quindi ne è solo una conseguenza. 
 
Come difendersi
Sottrarsi, sottrarsi, sottrarsi ...il più possibile dagli spot, spegnere la Tv, girare quando c'è la pubblicità, almeno abbassare il volume, informarsi di meno... ma meglio su internet o sui giornali, che rispetto alla Tv sono meno ipnotici e permettono un minimo di approfondimento.
Leggi spesso Acqua & Sapone (aiuta a non fare di tutti i giornali un fascio), se vuoi, perché si impegna nel rispetto del lettore e scegli i prodotti qui pubblicizzati in modo così poco invasivo. Gli inserzionisti pubblicitari di questa rivista ti permettono di leggere gratis questo giornale, ringraziali se vuoi, scegliendoli. Non tutto il marketing viene per nuocere. Anzi ad onor del vero, gli esperti di marketing fanno solo il loro dovere, come bravi chef rendono più appetibili e gustosi i piatti, sarà mica colpa loro l'eventuale indigestione per compensare solitudine e  debolezza. Certo che alcuni (troppi) usano ingredienti scorretti, inconsci, spesso sessuali, ben poco rispettosi della nostra dignità. Individuiamoli e lasciamoli ai deboli. 

Tutto il carattere necessario
In conclusione, soprattutto oggi occorre assolutamente mantenersi forti nel carattere in ogni momento. Mai sentirsi soli di fronte ai mali, impegnarsi per creare e mantenere relazioni rispettose, sane, di fiducia. Oggi più che mai, nell'epoca delle fashion victims, dello shopping compulsivo, dell'e-commerce che con un click  ti porta in casa un centro commerciale, o l'inferno della pornografia... o sotto ad un ponte con i casinò virtuali. La vita è bella, e le cose più belle della vita non si comprano. è banale lo so, ma milioni di famiglie americane lo hanno dimenticato e noi stiamo pagando anche per loro. E siamo a rischio anche noi se non recuperiamo, prima che sia troppo tardi, tutto il carattere che stiamo perdendo. Il carattere di saper dire di no. Quello dei contadini, dei montanari, delle massaie che cantavano serene, di chi conosceva la natura e sapeva che, se voleva mangiare, non c'era da stare lì a sognare, doveva conquistare tutto il carattere necessario per fare fronte alla povertà, al freddo, ai pericoli. Non sognava troppo, eppure sapeva gustarsi le stelle e la brezza fresca del mattino. Senza affrettarsi per i saldi.


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