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Te lo d io il potere

I potenti discutono di tecnologie e soluzioni che sono gi superate o nate morte. E non sanno cosa gli sta arrivando addosso

Dom 29 Apr 2007 | di Romualdo Gara | Interviste Esclusive
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«Sono i comici i personaggi più autorevoli in Italia». Parola di Beppe Grillo, uno che del mestiere se ne intende. Tipo scomodo per le classi dirigenti del Paese. Perché riempie i teatri e riesce a farti ridere parlandoti di scandali, affari e ruberie intorno al mondo della politica, dell’energia, dell’informazione, della difesa dell’ambiente. Svela i meccanismi e fa i nomi e cognomi di chi ne è coinvolto. Il suo Blog su Internet (www.beppegrillo.it) è di gran lunga il più cliccato in Italia e uno dei primi nelle classifiche mondiali. 

«Siamo nuovi per questo mezzo di comunicazione – dice Grillo -, ma sta avendo un successo straordinario. Anche perché mi ha permesso di conoscere un po’ di più la rete Internet. Che è una grande occasione. Cosa che non conoscono i giornalisti e i politici. Non sanno cosa gli sta arrivando addosso. Capisci? Qui parlano ancora di digitale terrestre nel 2008. Due reti Tv sul digitale terrestre. Mentre fanno queste riforme c’è Google che ha preso You-Tube. è la più grande Tv del mondo. Oggi non c’è né la Cnn, né tanto meno Rai e Mediaset. La più grande Tv del mondo è Google. Questa gente non sa neanche che oggi negli Stati Uniti la maggior parte dei reality show sono guardati dagli americani attraverso Google. Gratuitamente. E di che Tv parlano i politici? Di mettere sul digitale terrestre due reti. Quell’altro, Berlusconi, dice: “banditi, mi smembrate le cose…”. è gente disinformata. Berlusconi, che si occupa di informazione, è quello che mi ha più deluso. Sulla comunicazione non sa nulla. Sono vecchietti di 70 anni che si vedono decurtare la vendita di formaggio e di tonno. Ora, dimmi te chi va sul digitale terrestre che non lo vede nessuno e quali sponsor vanno a investire sul digitale. è una tecnologia nata già morta e, invece, oggi su tutti i giornali parlano di digitale quando ormai è evidente che la rete internet sostituirà tutti i media. Avrai un’interfaccia col mondo e in rete ti cerchi le cose che vuoi tu. Quindi questa gente non ha capito un cazzo. è questo che mi fa impazzire a me». 
 
Intanto gli scienziati di tutto il mondo annunciano catastrofi naturali causate dai gas serra prodotti dall’uso massiccio di petrolio, carbone e metano. 
«Guarda – afferma Grillo – non è che ora vado a farti una lezione sul gas o altro che produce inquinamenti. Il problema è a monte: abbiamo bisogno di più energia per la crescita? Abbiamo bisogno di energia da gas, petrolio o carbone? Ma l’uso di questi combustibili che inquinano rappresentano un modello vecchio, degli anni ’60. Ripeto: abbiamo bisogno di energia in più o abbiamo prima bisogno di fare un pieno energetico di efficienza? è inutile fare un gasdotto dove si perde il 90% del gas durante il trasporto. Dico: abbiamo bisogno di queste cose? O, invece, di non buttar via il 50% di energia per fare una casa; il 60% per fare un automobile, che è un mezzo che pesa una tonnellata e porta cento chili di ciccia in giro per la città. Il problema è che abbiamo bisogno di fare le cose in un altro modo. Abbiamo bisogno di parlare di economia e non di soldi. Non è più possibile pensare di importare energia dall’Algeria e dalla Russia. Non voglio che i nostri figli dipendano da questo. L’energia è anche un passaggio mentale, soprattutto un passaggio mentale e culturale. La gente si immagina ancora grossi centri di approviggionamento con tubi che arrivano da mille chilometri di distanza; grandi centrali di rigassificazione, biomasse, carbone. Immagina poi che da queste grandi centrali la corrente parte per arrivare a 500 chilometri di distanza. Sono cose morte, finite. C’è la rete. 
La rete è questo: i paesi, le città si consorziano, si comprano la distribuzione e ognuno si fa l’energia con il sole, con il vento e poi la buttano nella rete elettrica attraverso un sistema computerizzato. Lo hanno già fatto 300 comuni in Italia. Comuni di 30mila abitanti, non di quattro case. è la micro generazione, non la macrogenerazione. Il concetto di rete vale per la comunicazione come per l’energia. Invece qui, questa gente parla di centrali a biomasse quando non abbiamo biomasse. Come fai a fare una centrale a biomassa se non hai la biomassa? Allora, la biomassa la porta in Italia la Marcegaglia, con le navi, dall’Indonesia. Portare il combustibile dall’Indonesia sprecando combustibile è psichicamente da malati mentali». 
 
I responsabili di questa follia? 
«I partiti – continua il comico genovese – ormai sono dentro i grandi costruttori di centrali turbogas, imprenditori nel settore dei rifiuti della gestione dell’acqua. L’acqua. Ci vogliono privatizzare la pioggia. L’acqua è un bene pubblico, ma viene gestito dalle municipalizzate. Uno sente municipio e pensa: meno male, è una cosa di tutti. Invece le municipalizzate sono società per azioni, investono in borsa e l’acqua allora non è più pubblica ma privata. Ma si può privatizzare la pioggia? è una follia. Però quando queste grandi società finanziano i partiti è come se ottenessero delle assicurazioni. Danno i soldi e sanno che poi ottengono i permessi che vogliono. Questa gente qua, questi partiti, non sono i rappresentanti dei cittadini. Sono i rappresentanti di abusivi, che sono questi partiti, i quali sono tutti in stecca con queste aziende che vogliono fare inceneritori, gassificatori. E fino a oggi l’hanno fatto pure con i soldi nostri. Anche il gas: è un discorso vecchio perché, a parte che l’effetto serra che provoca è maggiore di 20-30 volte rispetto a qualsiasi altro combustibile, per trasportarlo con i gasdotti ne perdi il 90% e poi ce ne sarà ancora per non più di 50 anni. è inutile mettesi a fare centrali a gas o altri combustibili. Il senso è l’efficienza energetica, il risparmio. 
Diminuire i consumi con le nuove tecnologie. Come fa la Svizzera, dove tutti i politecnici lavorano per portare i consumi al livello degli anni ’60 senza diminuire i servizi. Con le tecnologie. Facendo in un certo modo le automobili e tutto ciò che ci serve. Trasportando le merci il meno possibile perché oggi si può. Invece qui pensano ancora alla Tav, al corridoio numero 5. 
La realtà è che dal 2001 a oggi le merci si spostano sempre di meno, perché l’energia costa sempre di più e ha dei costi sociali che sono improponibili. Le merci arriveranno da più vicino e noi stiamo investendo 18 miliardi di euro per portare le merci dall’Ucraina alla Turchia. Ma siamo veramente malati».
 
Dobbiamo sopportare tutto questo? 
«No - risponde Grillo – perché oggi abbiamo un mezzo per mandare a casa questi incapaci: è la rete, la democrazia che parte dal basso. è un processo inevitabile.
Tanta gente oggi bypassa tv e giornali che sono in mano ai grandi gruppi aziendali, e arriva a informazioni a cui altrimenti non potrebbero accedere. Ci vuole più tempo, un po’ di pazienza. Ma le cose cambieranno. Sono già cambiate. Stanno già cambiando.
Se io posso vedere con Google qualsiasi cosa senza pagare, se posso informarmi su un’enciclopedia gratuita come Wikipedia, vuol dire che le cose stanno cambiando. è cambiata la produzione delle cose, perché ognuno è allo stesso tempo produttore e consumatore. Se produci un filmato lo metti in rete. Non hai più bisogno di giornalisti. Ma se dici una cazzata due secondi dopo sicuramente qualcuno ti dirà che hai detto o scritto una cazzata. E tutti sapranno che la tua informazione non era vera. Perciò questi industriali-cialtroni che pensano di controllare tutto hanno i giorni contati. Possono contrastare il futuro con il digitale per sei mesi. Ma saranno sommersi. 
è uno tsunami».

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