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La Tuscia Viterbese

Paesi che muoiono, necropoli etrusche e cupole rinascimentali

Dom 01 Feb 2009 | di Angela Iantosca | Bella Italia
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Basta poco per trovarsi lontano dal traffico e dai rumori della città. Un'ora di autostrada per dimenticare la frenesia quotidiana, abbandonarsi al silenzio e passeggiare in territori che sembrano disabitati ma che, in realtà, hanno "conosciuto" l'uomo nella notte dei tempi.
è la Tuscia, terra degli Etruschi, dei Romani, dei Longobardi, dei Carolingi e della Chiesa.
Un territorio in cui lasciar scorrere i pensieri, mentre la campagna intorno si allarga e le colline basse si accavallano ad altre colline.
Affascinante d'autunno e d'inverno per i suoi colori che variano dall'ocra delle foglie secche al nero della terra fertile, imperdibile in primavera quando la natura si risveglia.
Ogni angolo giustificherebbe una sosta, ogni negozietto di specialità tipiche l'acquisto di qualche leccornia.

CIVITA DI BAGNOREGIO, LA CITTA' CHE MUORE

Arrivare a Civita contribuisce a creare quel senso di estraniazione che si percepisce in questo territorio.
Civita è la città che muore, la città che si sgretola lentamente ed inesorabilmente a causa delle sue "fondamenta" tufacee sottoposte alle sollecitazioni dei ruscelli che scorrono a valle, dei venti e delle piogge. Per raggiungerla si lascia la macchina all'inizio di un lungo ponte (che collega Civita a Bagnoregio) sferzato dai venti che tormentano i fianchi del paese. Difficile incontrare qualcuno nel borgo arroccato su uno sperone di roccia a 443 metri s.l.m.
Gli abitanti sono solo 15 e per lo più anziani: un bar, due negozi di prodotti locali nella via principale, due luoghi di ristoro e un bed & breakfast. La scenografia sembra quella del far west: polverosa, decadente, precaria. I “locali” danno l'idea di essere dei rifugi: il camino è acceso e il menu della casa prevede bruschette con olive o formaggi locali, salsicce di maiale cotte alla brace, zuppe di farro e ceci arricchite dall'olio locale. Ottima, perché assolutamente artigianale, la lavorazione della carne suina. E allora potete spaziare dal prosciutto ai capocolli, dai lombetti alla pancetta arrotolata con spezie e aromi. Il tutto annaffiato da un bicchiere di vino rosso.
Piatto del borgo: fettuccine rigorosamente fatte con il sugo di interiora di pollo.
Il centro di Bagnoregio ha origini etrusche, come attestano i numerosi reperti archeologici della zona e le tombe diffuse nel territorio, fra cui la celebre Grotta di S. Bonaventura, utilizzata dal Santo per raccogliersi in preghiera.
Secondo alcuni studiosi, in epoca romana era ubicato in questa zona un grandioso complesso termale, di cui attualmente non rimane alcun segno, denominato Balneum regis. Il paese che, mi assicurano, d'estate si popola di turisti e dei proprietari delle abitazioni solo apparentemente abbandonate, nella piazza centrale in terra battuta è dominata dalla facciata della chiesa di San Donato.

TUSCANIA
Come molti dei comuni limitrofi e come tipico di questa zona, sorge su alcuni (in questo caso, sette) promontori di roccia tufacea. Secondo una leggenda, a fondare questa località sarebbe stato il figlio di Enea, secondo un'altra testimonianza il fondatore sarebbe Tusco, figlio di Ercole. Come tutto il territorio della Tuscia, anche Tuscania è ricca di testimonianze del passaggio degli Etruschi. Oltre alla necropoli, imperdibile la passeggiata nel borgo medievale e la visita alle chiese romaniche di S. Maria Maggiore e S. Pietro che si trovano su un colle che domina la valle circostante.
Per deliziare il palato, oltre alle paste di casa dei primi piatti (lombrichèlli) e alle carni dei secondi (scamorrìta, ròcchie), nonché alle svariate minestre di legumi, mangiate la panzanella campagnola e le insalate di mazzòcchi, crescione o pisciallètti, i fagioli con pane e finocchio selvatico (Le facjòle co' le fette), funghi ferlénghi, bruschette (crostini) e pizza con gli sfrìzzoli. Per i piatti salati è d'obbligo l’olio di oliva locale. Da bere i d.o.c. del viterbese, come l'Est-Est di Montefiascone, l'Aleatico di Gradoli, la Cannaiòla di Marta.

MONTEFIASCONE
è di questa terra il vino doc Est!Est!Est!, nome nato da un episodio leggendario fatto risalire al 1111. A 590 metri sul livello del mare.
Sorto nell'alto medioevo, dall'VIII secolo è entrato nei domini della Chiesa. Come dimostra la Rocca dei Papi che, pur nella sua attuale decadenza, è ricca di storia. Per oltre cento anni è stato uno degli edifici più importanti in Italia. Nel 1074 vi ha soggiornato la Contessa Matilde di Canossa, nel 1111 l'imperatore Enrico V, nel 1185 l'imperatore Francesco Barbarossa e nel 1210 l'imperatore Ottone IV. Poi arrivarono i Papi: Innocenzo III e poi Martino IV. Durante il periodo della cattività Avignonese (1309 - 1367) la Rocca perse inizialmente importanza. Dalla Rocca si domina con lo sguardo il paesaggio circostante: da una parte le montagne innevate, dall’altra il Lago di Bolsena con i suoi due isolotti.

LAGO DI VICO
Lago di Vico è un lago di origine vulcanica e vanta il primato di altitudine tra i grandi laghi italiani con i suoi 510 m sul livello del mare. Per le sue peculiari caratteristiche naturali, è incluso tra le aree di particolare valore naturalistico del Lazio e tra i biotopi di rilevante interesse vegetazionale in Italia. Lo vedo al tramonto, mi fermo e mi avventuro oltre la siepe di una casa... Il Sole si specchia nella sua acqua e non resisto alla “violazione di domicilio”.

SUTRI
Ad una trentina di km da Viterbo, si trova Sutri, città antichissima che sorge su un imponente rilievo di tufo che domina la via Cassia. Proprio su questa via si trova la maggior parte delle testimonianze dell'età del paese: qui è possibile ammirare la necropoli etrusca formata da decine di tombe scavate nel tufo incorporate poi da quelle di età medievale, un mitreo successivamente incorporato dalla Chiesa della Madonna del Parto e l'anfiteatro romano, costruito in un periodo tra il I secolo a.C ed il I d.C. L'incertezza nella datazione è data proprio dalla mancanza di elementi architettonici e di testimonianze scritte. 

NEPI
Ad appena 10 km di distanza sorge un altro paese che merita una sosta. è il rumore dell'acqua che mi accoglie all'arrivo.
è l'acqua che scorre alle porte della città nota proprio per la sua acqua che scaturisce frizzante dalla sorgente. Le imponenti arcate che si ammirano alle porte del centro abitato sono dell'acquedotto fatto costruire intorno al '700.
Dopo una breve salita, parcheggiate la macchina e avventuratevi nel territorio che, per la ricchezza dei suoi reperti, richiede una visita attenta. C'è il Castello costruito in età romana e ampliato dai Borgia, il Duomo la cui struttura originaria risale probabilmente al V secolo, la necropoli in località Tre Ponti e le chiese.


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