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Bancarella Superstar

In barba alla crisi, gli ambulanti aumentano del 10% l’anno. Boom per bigiotteria ed abbigliamento on the road

Mer 26 Giu 2013 | Attualità

La crisi modifica le abitudini di acquisto degli italiani e moltiplica bancarelle e mercatini. Tra il 2009 ed il 2012 le imprese ambulanti di commercio al dettaglio – evidenzia il rapporto Unioncamere di maggio 2013 – sono aumentate di 17.458 unità, con una crescita di oltre il 10% rispetto all’anno d’inizio della crisi più dura, proprio il 2009.
Oggi, nel nostro Paese, ammontano a quasi 180.000 i negozi “on the road”. Quali nello specifico le bancarelle più gettonate? L’analisi mostra come siano quasi triplicate, sempre tra il 2009 e il 2012, gli ambulanti che trattano prodotti di bigiotteria, i quali alla fine dello scorso anno hanno superato quota 13mila unità. Saldi un po’ meno consistenti ma crescita comunque a due cifre anche per profumi e cosmetici (+22,66% pari a 399 imprese in più nel triennio) e per calzature e pelletterie (+16,89% pari a 858 attività in più). Ancora maggiore l’aumento numerico per quanto riguarda gli ambulanti specializzati nell’arredamento, casalinghi, elettrodomestici e materiale elettrico (+26,28% tra fine 2009 e fine 2012, con oltre mille imprese in più), boom per i banchi di tessuti tessili e di abbigliamento con +26,8%, mentre sono aumentati del 15,53% quelli di fiori e piante con un saldo attivo di 538 unità.

Mercatino antistress
«Questi dati – il commento di Unioncamere – confermano che, se la crisi ha inciso in maniera strutturale sulle abitudini degli italiani, ha anche fatto emergere nuove opportunità per quanti hanno deciso di aprire un’impresa. Chi opera nel commercio sulle aree pubbliche contribuisce ad animare le città, rendere vivi i centri storici e creare le condizioni per la valorizzazione del territorio».  
La tendenza riscontrata fa invece suonare ben più di un campanello d'allarme per i cosiddetti negozianti di fiducia, “fauna” che rischia con il tempo di diventare sempre più rara, sacrificata sull'altare di una recessione che narra di stipendi tagliati e lavoro che non c'è, soprattutto per i giovani. E così le famiglie aguzzano l'ingegno e limano spese ovunque sia possibile. Perché oltre all'acquisto di prodotti "no logo" nei discount, l'attenzione si è spostata, come detto, proprio su canali alternativi come i mercatini, nei quali prima si spulciava per curiosità e dove ora si va in cerca di prezzi che permettano di fare acquisti con maggiore tranquillità. «Nel nostro Paese – ha aggiunto la Coldiretti – sono ben 21 milioni gli italiani che negli ultimi dodici mesi hanno fatto la spesa al mercato. Di questi, sette milioni segue regolarmente questa abitudine, altri quattordici lo ha fatto almeno una volta negli ultimi tempi». Ed oltre il 90% di essi ha raccontato di muoversi tra i banchi all’aperto con minore stress rispetto alle gimcane effettuate nei labirinti del supermercato.

ABUSIVISMO DILAGANTE
Tuttavia c’è un ma: troppo spesso il commercio ambulante tricolore ricorda il far west. A Roma, ad esempio, il grido di dolore l’ha lanciato nel maggio scorso l'Anva-Confesercenti, che ha calcolato come nella capitale, su circa 7.500 venditori ambulanti presenti, almeno un migliaio sia totalmente abusivo, vale a dire oltre uno su otto. Dati, si affrettano a dire dall'Anva, con ogni probabilità sottostimati. Poi ci sono irregolarità di vario genere: bancarelle che si allargano a dismisura, violando qualsiasi elementare norma del codice della strada, altre che vendono merce totalmente difforme da quella del titolo autorizzativo. E ancora, chioschi bar, caldarrostai, banchi di frutta e verdura che spuntano prevalentemente nei mesi estivi per scomparire d'inverno. Il risultato sono migliaia di postazioni irregolari, che vanno a congestionare un territorio già saturo di attività commerciali. Poi gli itineranti: «È un fatto noto – conferma Valter Papetti, Presidente dell'Anva-Confesercenti – come gli ambulanti con licenza itinerante rilasciata in altri comuni vengano a Roma dove le possibilità di guadagno sono maggiori, ma, anziché "itinerare", restano e si trasformano il più delle volte in fissi». Cioé abusivi. Sommare tutte queste categorie porta il totale dei banchi anomali presenti a Roma, ma il fenomeno secondo Confesercenti è estendibile a tutte le aree metropolitane, sino ad oltre il 25% del totale. Un numero enorme che finisce per «inquinare» il dato dei regolari. Come fermarli? Basterebbero maggori controlli, perché questo è un commercio assai lucroso: in una sola giornata, in certi luoghi, si può arrivare a guadagnare anche fino a mille euro al giorno. A fronte di zero spese per chi non è in regola e di canoni di migliaia di euro per chi il titolo per esercitare ce l'ha. 


I MERCATI ITALIANI PIU' FAMOSI

Palermo – Ballarò
É il principale tra i mercati storici palermitani, molto frequentato dai cittadini. L’origine del nome si deve forse al villaggio di Balhara, vicino Monreale, dove arrivavano i mercanti arabi. 

Roma Campo de’ Fiori
Sede di un mercato che in sé racchiude la più tradizionale essenza romanesca, la piazza è nota anche per le esecuzioni capitali che vi avvenivano nel ‘600,  di cui fu vittima il filosofo Giordano Bruno. Di notte punto nevralgico della movida romana, ha fatto da sfondo anche a numerosi film.

Torino Porta Pila
Porta Pila è il nomignolo con cui viene chiamato dai torinesi il mercato di Porta Palazzo, il mercato all’aperto più grande d’Europa. È anche un grande crogiolo di culture e di tradizioni che qui arrivano da tutto il mondo. 

Napoli San Gregorio Armeno
Non si tratta di un mercato tradizionale, ma la sua fama lo rende uno dei luoghi più visitati di Napoli. San Gregorio Armeno è la strada dove dal 1700 si trovano le botteghe degli artigiani che realizzano i presepi. Qui durante tutto l’anno sono esposte le statuine tradizionali e quelle più originali, con le sembianze di personaggi storici, politici e d’attualità. 


Il mercato Balôn
Il mercato del Balôn prende il nome dall’omonima zona alle spalle di Porta Palazzo. A metà dell’Ottocento il luogo era frequentato dai rigattieri torinesi; oggi è il posto ideale per scoprire le botteghe che propongono prodotti e manufatti di ogni specie. Il sabato è il giorno del mercato che diviene il cuore pulsante di quest’area legata alla tradizione popolare. La seconda domenica del mese è la volta del Gran Balôn: dai giocattoli ai mobili d’antiquariato, dai pizzi e merletti agli oggetti per i collezionisti.


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