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Vince Tempera: Ufo Robot lího scritto Io

I mercati generali, la trattoria in via Zama a Milano e le sigle dei cartoon

Dom 01 Feb 2009 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Musicista, compositore, arrangiatore. Impossibile non pensare alla frase "dirige Vince Tempera" che, sin da bambini, sentivamo pronunciare da Pippo Baudo durante uno dei "suoi" numerosi Festival di Sanremo. Ma, da quest'anno, ad altri sarà ceduta quella bacchetta. Perché Vincenzo (in arte Vince) ha deciso di intraprendere un'altra avventura che si chiama "La Corrida", la trasmissione condotta da Gerry Scotti in onda tutti i sabato su Canale 5.

Quando è nata la sua passione per la musica?
«è una passione che mi è stata trasmessa da papà e mamma. Papà era un patito di opera, mamma cantava... non da professionista. Una passione, la loro, di tipo "privato". Mamma era casalinga e papà vendeva frutta ai Mercati Generali di Milano. Lui era siciliano, si trasferì nel 1930 nel capoluogo lombardo. è stato uno dei primi ad aver aperto un banco ai mercati, dove ogni tanto andavo anche io».

Ricordi della sua infanzia?
«Ho visto tanto cinema. All'epoca i cinema erano aperti tre volte a settimana ed io ci andavo sempre. Facevo i compiti e poi andavo lì. A 6 anni ho cominciato a studiare pianoforte. Devo dire che ho avuto un'infanzia felice!».

Da giovane si esibiva con dei gruppi?
«Come tutti anche io ho avuto dei gruppi musicali con cui mi esibivo. Ma, in realtà, avevo un solo sogno: conoscere Gorni Kramer, uno dei più famosi direttori d'orchestra e compositori».

Ha coronato questo suo sogno?
«Nel 1967 al Festival delle Rose, dove debuttai dirigendo una canzone di Lucio Dalla. Avevo 18 anni ed ero il più piccolo. Ero paralizzato dall'emozione, ma lui mi ha aiutato molto. Poi c'è una curiosità: mentre dirigevo, avevo l'abitudine di muovermi come se facessi dei passi di un ballo... alla fine della serata Kramer faceva lo stesso e rideva sotto i baffi! E per i suoi 80 anni, sono stato chiamato dalla Rai per un concerto in suo onore!».

Lei ha lavorato anche con Lucio Battisti: che uomo e che artista era?
«Era un cantante molto schematico, ma con una voce che cadeva dentro! La sua particolarità era il timbro vocale. Come uomo era simpatico, con lui, Mogol ed altri ci incontravamo sempre in una trattoria a via Zara a Milano».

Quanta parte della sua vita ha dedicato alla musica?
«Tutta la vita!».

Questo ha comportato delle rinunce a livello familiare?
«Soprattutto quando i miei due figli erano bambini, li ho visti pochissimo. Ero sempre fuori per lavoro».

Uno dei due ha seguito le sue orme?
«I ragazzi hanno studiato musica, ma non ho voluto che seguissero la mia strada. In Italia la musica non è in un buono stato di salute. è un Paese strano il nostro. E non parlo delle polemiche riguardanti i Conservatori: anzi, penso che l'unica riforma che non andava fatta riguardava proprio quegli istituti. Mi riferisco alla musica in generale che non viene minimamente presa in considerazione».

Il suo nome si lega ad Ufo Robot, all'Ape Maia, a Capitan Harlock, a Daitan3 e ad Anna dai Capelli Rossi.
«I miei figli avevano uno 6 ed uno 3 anni quando mi arrivò questa proposta inaspettata: comporre le musiche di questi cartoni. Nessuno voleva farlo perché si trattava di cartoni giapponesi, difficili da interpretare e, da un punto di vista grafico, con dei disegni poco fluidi. Erano troppo lontani da cartoni come quelli della Walt Disney, Ma a me è piaciuta la sfida ed ho accettato insieme ad un collega! Abbiamo rischiato divertendoci ed è andata bene!».

Perché ha accettato?
«Per vedere lo stupore sul volto dei bambini!».

Quale sigla avrebbe voluto scrivere?
«Quelle che ho scritto... anzi una ce n'è: la sigla di un episodio di Star Trek... mai dire mai!».

Molti di noi la legano al Festival di Sanremo: come si dirige un cantante in quell'occasione?
«Con l'orchestra dal vivo bisogna dare una personalità all'arrangiamento, non è una riproduzione del pezzo che poi si trova nel disco. Pensa che quando diressi Masini che presentava la canzone "Disperato", abbiamo dovuto immaginare un tipo di arrangiamento completamente diverso: nel disco la canzone era con solo 5 strumenti, dal vivo avevamo un'orchestra al completo! E nelle versioni "taroccate" dei dischi di Sanremo, alla fine, c'era la mia esecuzione!».

Ed ora “La Corrida”: che esperienza è?
«A volte si ha a che fare con personaggi bravi, altre volte con persone che definirei surreali. Alla prima puntata si è presentato un tipo che mi faceva ridere perché mi ha fatto venire in mente un film di un po' di anni fa con Giancarlo Giannini e Oreste Lionello: aveva una faccia così buffa, impossibile trattenersi! La cosa divertente è che molti sono convinti... è il paradosso che induce al riso!».

Qualche tempo fa Quentin Tarantino ha scelto una sua musica per il film Kill Bill1.
«Tarantino, che è un collezionista, ha trovato in un mercatino di New York una raccolta di musiche, tra cui la mia del film "Sette note in nero" di Lucio Fulci ed ha deciso di usarla in un suo film... in quel momento mi sono stupito, ma molto di più quando mi sono reso conto della importanza del suo progetto! Ero emozionato alla prima proiezione italiana che si è svolta al cinema Adriano di Roma».

Cosa avrebbe voluto fare da bambino?
«L'astronauta... sono un sognatore!».               


UNA VITA IN MUSICA
Nato a Milano nel 1946, Vince Tempera si diploma in pianoforte e composizione al “Giuseppe Verdi”, iniziando a scrivere arrangiamenti e a suonare con le orchestre di Gorni Kramer, Gianfranco Intra e Franck Pourcel.
Nel 1967 arrangia e produce Francesco Guccini (con il quale continua tuttora a collaborare) e i Nomadi, mentre due anni più tardi debutta al Festival di Sanremo con la canzone “Zingara” di Iva Zanicchi.
Tra le collaborazioni si ricordano quelle con Battisti, Baglioni, Johnny Hallyday, Venditti, Sorrenti. Arrangia “Sei bellissima” e i tre successivi album di Loredana Berté. Verso la fine degli anni ‘70 scrive e produce una ventina di sigle di cartoni animati che venderanno più di 5 milioni di dischi: Capitan Harlock, Remi, Anna dai capelli rossi, L’ape Maia, Daitan 3, Hello! Spank e soprattutto Goldrake Ufo Robot, che da sola ha venduto 650.000 copie come singolo e 300.000 come LP. Autore anche di “Na-no Na-no”, sigla del seguitissimo telefilm Mork & Mindy. Tra le sue colonne sonore quelle di Fantozzi, Febbre da cavallo, Kill Bill1 di Quentin Tarantino. Da qualche anno compone le musiche per le fiction  Rai  come Raccontami, Nebbie e delitti, Tutti i rumori del mondo.
Come talent scout ha “scoperto”: Concato, Zucchero, Antonacci, Fiorello, Grignani.


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