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SARDEGNA: Le spiagge e i venti del sud

La guida per andare nella spiaggia giusta a seconda del vento

Ven 02 Ago 2013 | di Mauro Bertocchini | Bella Italia
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Devo ammetterlo: mai mi sarei immaginato che la guida delle “Spiagge e venti del sud Sardegna” ottenesse un tale successo, al punto che il numero del luglio 2012 di “Acqua e Sapone” è andato a ruba, in tutti i negozi della Sardegna, consultato sia dai residenti che dai turisti di passaggio.
Pensate: c’è chi mi ha confessato di aver ritagliato gli schemi, in modo da poterli portare appresso, rendendoli “tascabili”. Fatto sta che in molti mi hanno chiesto di “fare il bis” e qua sono.
Per chi non conoscesse questo nostro studio, torno a ripetere che io e mia moglie abbiamo una  famiglia numerosa e ci spostiamo di spiaggia in spiaggia – anche di pomeriggio, a fine turno di lavoro - cercando però di pianificare il viaggio, in modo da non incontrare il “vento addosso” che non solo rovina la vacanza ma può creare seri rischi per la balneazione dei nostri piccoli.
Ecco allora il nostro “Le spiagge ed i venti della Sardegna”, frequentemente aggiornato, che riporta le posizioni di ogni singola costa, di modo che – ad esempio – mai andremo a “Plagemesu, comune di Gonnesa” in un giorno di Maestrale (vento di Nord Ovest), perché, oltre ad essere “aperta ai venti”, è proprio esposta a Ovest.
Ovvio che, in assenza di vento o con vento di Sud, la stessa “Plagemesu” diventa un paradiso, con acque limpidissime, protetta dalle colline retrostanti: non a caso, è la nostra spiaggia preferita, con il sole che tramonta sul mare verso le 21, mentre noi ceniamo a panini e pizze e scattiamo foto.
Quest’anno l’estate è iniziata molto tardi (a luglio si sono verificati alcuni “Flash Storm”, temporali improvvisi, assieme ad inconsueti abbassamenti di temperatura), così che tutto fa pensare ad uno “slittamento di stagione”, con clima estivo a tutto settembre ed inizio ottobre e l’acqua del mare calda fino a novembre.
Il nostro consiglio è godere di questi luoghi  fine agosto, quando cioè il caos di auto e turisti si dissolve e la Sardegna torna ai sardi ed ai pochi turisti stranieri, fortunatissimi per  sensazioni e profumi che si sentono maggiormente quando c’è meno gente attorno.
Provare per credere: parola di un continentale (nativo pisano) che ad un certo punto della sua vita ha deciso di trasferirsi qua definitivamente, per lasciarsi abbracciare tutto l’anno dall’Orma di Dio (assomiglia proprio all’orma di un piede, quest’isola).
E per finire, vorrei consigliarvi di farvi un giro “oltre le spiagge”, in quello che è un “museo a cielo aperto” - storico e preistorico  - cercando nei motori di ricerca le immagini e le informazioni di nuraghi, anfiteatri, tombe dei giganti, case delle fate (“domus de janas”), menhir e resti di città antichissime: non è un caso che la prima presenza umana qua è avvenuta nel “Paleolitico Inferiore” - cioè 500.000 anni fa – e la insularità ha contribuito non poco a conservare il tutto.
Allora, vi aspettiamo e scrivete le vostre esperienze ad “Acqua e Sapone” o sul nostro sito locale. Buona Sardegna a tutti!                

(Info su www.bertok.info)


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