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Fumetti che passione!

Come appassionare i bambini alle nuvole parlanti

Gio 30 Gen 2014 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
Foto di 3

I compleanni, il Natale, premi al merito, il merito di essere dei tesori di figli che riempiono la nostra vita. Ok, a volte la ingolfano pure. Quando viene il tempo dei regali, ad esempio. Altro che Amleto, sono dilemmi veri. Un videogame per la playstation oppure quel trenino di legno comprato nel negozio “solo-carinerie-naturali”? Parliamoci chiaro, mediamente i dubbi in realtà stanno a zero. I papà comprano l'ultimo videogame diseducativo e violento (della serie “controllo io che non esagerino”) e noi sagge mamme l'istruttivo rompicapo. Va bene, sto generalizzando. Anche se un po' è vero...
Ma quest'anno ci siamo voluti cimentare in un esercizio più difficile: comprare a tutti i figli dei nostri amici il fumetto giusto, quello che colpisce ogni bambino al cuore e lo rende un perenne innamorato delle “nuvole parlanti”. A me non dispiacciono, alcune serie sono veramente belle e coinvolgenti. Mio marito è un appassionato vero e mi racconta che a lui è andata così: fin da bambino leggeva i “Tex Willer” smessi di suo padre, i “Topolino” che sua sorella riempiva di “orecchie”, piegando le pagine per tenere il segno, ogni tanto sbirciava qualche numero di Linus. Poi una volta si è ammalato, si è beccato una di quelle malattie che ti tengono a letto per un sacco di giorni, vedi “orecchioni” o simili. Solingo e dolorante, la mia dolce metà allora ancora in stato bambinesco, ha chiesto alla madre, passando in edicola, di comprargli qualche fumetto. La povera donna, del tutto a digiuno in materia, ha finito col pescare a caso nello scaffale, deviando dai soliti titoli e portando a casa, del tutto casualmente, il primo numero di una nuova serie. Era Martin Mystere, un fumetto che frequenta tuttora le edicole d'Italia. Il marito-bimbo ovviamente ha reagito con diffidenza, come fanno spesso i bambini quando si aspettano un certo regalo e se ne vedono arrivare un altro. In mancanza d'altro, costretto a letto, si è comunque messo a leggere l'albo. Ed è stato subito amore per quelle storie d'avventura. Un amore durato per oltre trent'anni.
Ecco, più dei fumetti, mi è sempre piaciuta questa storia di passione fatta di carta stampata, storie e disegni che mio marito mi ha raccontato quando ci siamo conosciuti. E devo ammettere che, scegliendo i volumi da regalare, ho fantasticato di incontrare da grande uno dei bambini destinatari, magari proprio i miei figli, e sentirmi ringraziare per aver seminato il germe di un amore fumettaro tanti anni prima. Non riesco a immaginare un dono migliore.
La premessa teorica è questa, la pratica è decisamente più difficile. Per mirare a quest'obiettivo, credo si debba cercare di associare la personalità del bambino, al personaggio di carta giusto. Ho studiato un po' con mio marito e ho capito, ad esempio, che Tex Willer o Mister No, storiche serie da edicola, sono perfette per un adolescente o preadolescente che sogna l'avventura, ma se l'età è inferiore, meglio fargli sognare l'avventura con un bel volume di Tin Tin, mitica serie francese (tenendo presente che i valori morali sono aggiornati agli anni '30 dello scorso secolo, quando il “politicamente corretto” non esisteva). Martin Mystere lo vedo bene per i bambini che disegnano dinosauri e amano storia e scienze. Per ragazzini riflessivi ci sono le strisce dei Peanuts (quelli di Snoopy e Charlie Brown) o di Mafalda. Per l'umorismo Lupo Alberto (piace anche alle fanciulle, di solito) oppure per i maschietti le Sturmtruppen (ma il linguaggio è un po' sbracato). Sono solo esempi, la scelta è enorme. Lascerei perdere le serie che vanno di moda. Se esce un fumeto di Peppa Pig, potete stare tranquilli che i figli lo sapranno e se lo faranno comprare dai propri genitori. Sui classici un po' datati invece c'è margine di manovra. E chissà che curiosando tra gli scaffali non ci venga voglia di leggere. 


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