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Latina scende in piazza contro le mafie

IL 22 marzo si sfila per le strade della città per la giornata della memoria e dell’impegno

Gio 30 Gen 2014 | di Angela Iantosca | Attualità
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“Se li dimentichiamo li uccidiamo una seconda volta”. Sono queste le parole pronunciate da Don Luigi Ciotti a Firenze lo scorso anno, di fronte ad una folla immensa, in occasione della Giornata della memoria e dell'impegno, in ricordo delle vittime di tutte le mafie. Perché solo con la memoria possiamo dare un senso alla morte di chi è rimasto per cambiare la propria terra, di chi ha deciso di fare il proprio dovere, di non voltarsi dall'altra parte, di non chiudere gli occhi, di non scegliere l'indifferenza, ma di essere parte viva della propria vita. Le vittime di tutte le mafie sono tante, troppe. Ed ogni anno crescono di numero. Per questo Libera, da 19 anni, le ricorda, pronunciando i nomi di chi non c'è più: un elenco lungo, che toglie il respiro, che ci pone di fronte alle nostre responsabilità. Sono nomi che raccontano di battaglie, di sfide, di gente che ha dovuto essere coraggiosa, perché lasciata sola. Sono più di 800 i nomi registrati in quell'elenco, senza contare chi non ha ancora ottenuto il riconoscimento, chi lo sta attendendo e chi non lo otterrà mai, per colpa di una burocrazia che anche in questo caso, troppo spesso, non permette di ottenere giustizia. Quest'anno Libera ha scelto Latina per ospitare la XIX Giornata della Memoria e dell'Impegno. Una scelta non casuale che vuole rendere visibili a tutti le criticità di un territorio che, nel silenzio e nell'omertà, ha accolto la camorra, la 'ndrangheta, la mafia, prostituendosi in nome dei soldi. Una scelta che acquista un significato ancora più forte alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi: gli attentati e le minacce ai politici di Aprilia e San Felice, il processo “Appia” che si è svolto a Velletri e che ha mostrato come i clan della ‘ndrangheta siano presenti anche ad Anzio e Nettuno da molti anni; le dichiarazioni di Carmine Schiavone sugli sversamenti di rifiuti nella pianura pontina. Latina e la sua provincia, negli ultimi 30 anni, sono state avvelenate da una economia e da una politica che non sono state in grado di tutelare l'ambiente e la sua gente. Basti pensare all'abusivismo edilizio che aggredisce aree di straordinario pregio, come il Parco nazionale del Circeo; al caporalato nelle campagne, agli accordi tra le mafie, variamente declinate, che si sono spartite il mercato ortofrutticolo di Fondi; agli investimenti nell'edilizia a quelli nel commercio e nella ristorazione. Ma ora è necessario dire basta, reagire, scendere in strada, far sentire che la gente non è indifferente a tutto ciò che le capita intorno. Da troppo tempo buona parte del litorale laziale è oggetto di traffici e attività illecite, investimenti criminali, vere e proprie forme di radicamento mafioso, capaci anche di condizionare l'amministrazione pubblica, come dimostrano sia lo scioglimento per mafia del Comune di Nettuno sia i risultati della relazione della Prefettura di Latina sui condizionamenti criminali che avrebbero dovuto portare allo scioglimento di quello di Fondi. Il prossimo 22 marzo i parenti delle vittime di tutte le mafie sfileranno per le strade di Latina. Con loro chi non c'è più, la gente, gli studenti e tutti coloro che vorranno unirsi per le strade di una città che ha deciso di prendere coscienza, di partecipare. Come stanno dimostrando anche i ragazzi nelle scuole che, attraverso incontri sulla legalità, hanno deciso di conoscere la loro terra, di comprendere la forza e il significato di certe manifestazioni e sfilate.
Per questo il 22 marzo rappresenterà solo l'inizio di un cammino, grazie al quale tutti prendano coscienza del loro potenziale, di ciò che devono fare perché tutto cambi.      


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