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Lorena Bianchetti: La felicità fa ciak con la verità

Il sorriso della televisione educata

Gio 01 Gen 2009 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile
Foto di 7

Negli anni ha conquistato il cuore di tanti telespettatori, ma alcuni rimangono ancora spiazzati di fronte ad una show girl che non rincorre l’Auditel scadendo nella volgarità. Avendola di fronte, non è facile ascoltarla senza farsi abbagliare dal suo sguardo. Conoscendola, però, si apprezza meglio il suo intrigante mix di bellezza e bravura, talento e caparbietà, disciplina e spontaneità, semplicità e valori.

Lorena, da dove viene tutta l’energia che traspare dal teleschermo?
«Fin da piccola ho sempre avuto un forte fuoco interiore per la comunicazione, per provare a capire il mondo e chi si ha di fronte, cercando il linguaggio migliore per entrarci in contatto. Io sono innamorata dell'altro, della persona umana. Oltre a molti difetti, ho anche il pregio di cercare sempre il bello che c'è in ognuno. È un grande dono che mi ha dato Dio e che mi hanno trasmesso i miei genitori.»

Quali sono le tue radici?
«Ho delle origini molto semplici, con un fratello ed una famiglia unita; i miei nonni erano contadini e pasticcieri. Da loro ho imparato la bellezza dell’artigianalità e del lavorare onestamente per ottenere dei risultati. Ho sempre lottato molto per raggiungere i miei obiettivi, ma quello che m’interessava era il modo in cui conquistarli: rimboccandomi le maniche e ringraziando il Cielo di avere la forza per costruire qualcosa di importante».

È stato difficile rimanere fedele alle tue scelte di campo?
«A volte, ma la vita è fatta di scelte: bisogna saper dire sì e no. In questi anni, inoltre, è cresciuta in me la consapevolezza della responsabilità di stare davanti alle telecamere. Anche in amore bisogna scegliere: le attrattive ed i canti delle sirene sono tanti, ma non esistono solo gli istinti».

Come vivi le tue relazioni sentimentali?
«Cerco di non vergognarmi mai di dire “ti voglio bene”, perché ogni istante deve essere vissuto in pienezza: l’ho capito quando rischiai di morire per essere stata investita da un’automobile».

Cosa pensi di come è presentata oggi la sessualità nei mass media?
«La sessualità a volte è banalizzata e svuotata della sua profondità. Credo che l'intimità non possa limitarsi alla cintola dei pantaloni in giù: se non coinvolge tutto il cuore della persona, inevitabilmente porta al deserto interiore. Senza giudicare le scelte private di ognuno, auguro a tutti di potersi innamorare profondamente e di vivere l'intimità con una maggiore completezza, necessaria per arrivare ad una vera maturità personale e di coppia».

Attualmente sei innamorata?   
«No, vivo da sola, ma sono serena perché fin da bambina ho imparato ad adattarmi a tutte le situazioni e non ho mai avuto difficoltà a socializzare». 

Cosa ti è rimasto della tua fanciullezza?
«Caratterialmente ero allo stesso tempo molto buona e dispettosa: sembra una contraddizione, ma i miei dispetti erano sempre finalizzati ad esprimere affetto. Tuttora, quando faccio uno scherzo o prendo in giro qualcuno, è un modo per dimostrargli che gli voglio bene. Inoltre, ho conservato la mia grande curiosità ed un carattere molto forte e deciso. Crescendo ho continuato a coltivare la mia interiorità e ad emozionarmi per le cose piccole e semplici, cercando di imparare a difendermi dai tanti adulti falsi ed immaturi da cui siamo circondati».

Ti piaci di più oggi o da ragazza?
«Come tutti, ho fatto degli sbagli, ma sono felice di averli compiuti, perché mi hanno sempre insegnato molto. Anche la sofferenza mi ha irrobustito ed ha fatto sì che oggi mi piaccia più di ieri».

Stai per compiere 35 anni e sei già un’affermata giornalista e conduttrice. Qual è il segreto per riuscire a realizzare i propri sogni?   
«È vero che ho già raggiunto molti risultati, ma non mi sento arrivata e so di avere ancora molto da imparare. In ogni modo vorrei aiutare i più giovani a comprendere che per realizzare i propri sogni si devono evitare le scorciatoie. Altrimenti ci s’indebolisce, si perde la propria identità e si diventa schiavi».

Si può essere felici se si è dipendenti dalle cose o dalle persone?
«Mi sono regalata un motto: la felicità fa ciak con la verità. Solo con queste premesse posso poi arrivare alla libertà. Se non sono schiava di nessuna dipendenza ed il mio cuore è puro, allora posso vivere in modo libero e riuscire anche a comprendere cosa è meglio per me. A quel punto, già nella ricerca sono felice, ma la vera realizzazione arriva se riesco ad esprimermi nel lavoro e nelle relazioni in modo utile per gli altri, senza mai tradire i miei valori interiori. Insomma, aspiro a vivere il consiglio evangelico di “essere nel mondo senza essere del mondo”».

Cos'è per te la libertà?
«Libertà non significa essere trasgressiva o infrangere le regole, ma è qualcosa che è dentro la mia anima e che mi permette di rispettare l'altro».

Come reagisci di fronte a chi non ti rispetta?
«Anzitutto cerco di pregare per la persona che mi fa soffrire e non mi rispetta, perché sta perdendo la possibilità di vivere qualcosa di bello. Contemporaneamente, provo a reagire con intelligenza, senza farmi intrappolare nella negatività e nella cattiveria».
 
Quanto è importante per te la preghiera?
«Molto, ma non mi piace ostentare e rischiare di strumentalizzare questo mio sentimento interiore; piuttosto cerco di viverlo e condividerlo nella quotidianità. Per me la preghiera non è la recitazione di una formula, ma è soprattutto la vita concreta. Inoltre, è anche un momento di silenzio e raccoglimento per staccarmi dall’ambiente nel quale tutti viviamo, pieno di rumore, falsità e moralismo ad intermittenza. Mi sento molto fortunata per il dono della Fede».

Riesci ad esprimere e tutelare la tua anima anche nel lavoro?
«Ogni àmbito dell’esistenza deve avere un'anima, altrimenti tutto si svuota. Anche nel mio lavoro cerco di esprimere la mia anima sia davanti alle telecamere sia dietro le quinte e nella redazione. È necessario, con molta umiltà, cercare di fare cultura senza stare solo a subire quello che c'è intorno, provando, già con il proprio stile, a trasmettere dei valori anche nei programmi d’intrattenimento. È un impegno continuo come persona: solo dopo viene la conduttrice. Sotto quest’aspetto, per me sono stati molto importanti gli anni di conduzione della trasmissione religiosa di Rai Uno “A Sua immagine”: quell’esperienza mi ha arricchito molto, anche perché mi ha permesso di conoscere bene Papa Wojtyla, che è stato un mio punto di riferimento umano e spirituale fin da quando ero bambina».

Quali sono le cose che contano davvero nella vita?
«Anzitutto il proprio percorso interiore. Spesso ci lamentiamo delle malattie fisiche, ma non sono nulla rispetto allo stare male dentro; infatti ci sono tante persone che, seppur malate, sono molto serene. Ma c'è un'altra cosa che dona una marcia in più: la Carità disinteressata».

BELLEZZA E STILE VINCENTI
Lorena Bianchetti ha molti ammiratori ed ammiratrici, anche insospettabili. Secondo un’indagine statistica svolta nel 2007 dall'associazione “Donne e qualità della vita”, Lorena è risultata essere la compagna ideale di viaggio per la maggioranza dei camionisti, superando nella speciale classifica Michelle Hunziker e Sabrina Ferilli. Ma la sua personalità emerge anche in radio: nei mesi scorsi, per la prima volta, ha condotto su Radio Due un programma dal titolo “Conflitto d’ascolti” conquistando immediatamente anche i radioascoltatori, che l'hanno eletta migliore conduttrice della fascia compresa tra la mezzanotte e le 2.


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