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Cosa posso scaricare

Legale guardare, ascoltare ma non lucrare

Gio 11 Giu 2009 | di Alma Pentesilea | Media

Il popolo degli scaricatori cresce sempre di più: c'è chi sceglie di “downloadare” la musica, chi i film, chi i documenti, chi i libri. Ma cosa si può scaricare e fino a che punto l'azione è ritenuta legale? Abbiamo sentito uno dei massimi esperti in materia, l'avvocato Andrea Monti.

LA PREMESSA
«C’è una premessa da fare: il peer-to-peer (il condividere il materiale messo on line) in sé è assolutamente legale. Si tratta di uno strumento del tutto neutro che, in alcuni casi, può essere usato in modo non corretto. Né più né meno di un'autostrada, sui cui transitano di regola persone civili, ma che in alcuni casi viene usata anche da criminali. Si deve anche tenere presente che in diritto d'autore vale il principio che è vietato tutto quello che non è espressamente concesso. Questo significa che, se su un film o un brano musicale non c'è alcuna indicazione, allora è automaticamente vietata qualsiasi forma di redistribuzione o commercializzazione. Fatte queste premesse, è chiaro che si può scaricare solo materiale per il quale l'autore ha espressamente autorizzato la cosa».

L’ILLEGALITÀ DEL DOWNLOAD
«Il discorso è abbastanza articolato. Per una sovrapposizione di leggi (a loro volta confuse) si è creata una singolare situazione. Una parte del prezzo dei supporti di memorizzazione vergini viene anticipatamente attribuita al diritto di copia privata. La legge, tuttavia, non dice che la copia privata deve provenire da un originale (altrimenti sarebbe impossibile registrare trasmissioni televisive, per esempio). Quindi se questa tesi (che non è stata ancora mai "valutata" da un tribunale) fosse corretta, sarebbe lecito scaricare opere protette su supporti di memorizzazione per i quali è stato pagato a monte l'equo compenso, ma sarebbe comunque illegale rimettere in circolazione quello che si è scaricato».

SUL LAVORO È POSSIBILE SCARICARE
«Di regola non è consentito, perché si tratta di utilizzo a scopo personale di beni aziendali che sono stati concessi in uso al dipendente per lavorare. Ma i datori di lavoro potrebbero adottare politiche più flessibili, per esempio consentendo al dipendente di scaricare durante le pause».

IL LUCRO E IL PROFITTO
«Non solo il lucro (cioè il guadagno), ma anche il profitto (vantaggio di altro tipo, anche non economico) rende illegale l’azione».

 

LE PENE PREVISTE DALLA LEGGE
«L'arsenale sanzionatorio è abbastanza articolato e va da sanzioni pecuniarie alla reclusione fino a tre anni per i casi più gravi. Il download di opere protette dal diritto d'autore è punito in modo sicuramente meno grave, per esempio, del procurarsi e condividere materiale pedopornografico (per cui sono previste pene molto più pesanti)».

 

LA SVISTA DEL LEGISLATORE 
«Il problema della legge sul diritto d'autore (del 29 dicembre del 2007) - e di molte altre leggi - è che viene scritta in modo poco tecnico sia in termini giuridici, sia in termini informatici. Nel caso specifico, il Legislatore usando la parola "degradato", per indicare il fatto che sarebbe utilizzabile "liberamente" solo quell'opera che venisse trattata in modo da non creare danno economico alla vendita dell'originale (per esempio, una foto rimpicciolita, un suono ridotto a minore qualità), è stato troppo vago, prestando il fianco  a interpretazioni molto diverse, che solo i giudici potranno validare. Il punto è che per arrivare a questo risultato ci vorranno anni e soldi. Sarebbe stato meglio che il legislatore avesse scritto una legge corretta, evitando alle persone il rischio di vedersi coinvolte loro malgrado in procedimenti penali che costeranno cifre notevoli e che dopo l'assoluzione nessuno restituirà loro».

IL COMMA DA MODIFICARE 
«La modifica alla legge sul diritto d'autore (l'art. 70) è stata approvata nel gennaio 2008. Le modifiche sono certamente possibili, non appena ci sarà la adeguata "volontà politica"».

IL DOWNLOAD DELLE FOTO 
«Si possono scaricare solo quelle per le quali l'autore ha espressamente autorizzato la ripubblicazione. Praticamente, nessuna. Possono essere solamente viste ma non riprese, ripubblicate o manipolate. Chi lo facesse potrebbe anche essere oggetto di un'azione legale».

STATI UNITI ED EUROPA
«Gli Stati Uniti hanno una normativa - il Digital Millenniuma Copyright Act - molto criticata dalla associazione per la tutela dei diritti civili, perché si tratta di una legge che rischia di imbavagliare la libertà di ricerca scientifica e di espressione, per proteggere interessi economici di parte. La DMCA criminalizza la produzione e la diffusione delle tecnologie da parte di utenti che aggirano i metodi tecnici di copia-limitazione, rendendo tutte le forme dei software illegali. L'Unione Europea ha emanato una serie di direttive - alcune delle quali già recepite anche in Italia - che purtroppo ci mettono nella scia della normativa americana». 

 


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