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Come educare i nostri figli

Perché i bambini non nascono con il libretto delle istruzioni? cosa fare se i figli si picchiano?

Lun 26 Mag 2014 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli

La considero una grave imperfezione del Creato, una macchia sul candore dell'universo e mi stupisco che i grandi filosofi non urlino di rabbia notandola: perché i bambini nascono senza libretto delle istruzioni? In fondo basterebbero alcune semplici indicazioni, non per forza il manuale approfondito, quello scritto in cento lingue che nessuno legge mai, ma almeno la tavola riassuntiva, quella in cui c'è scritto “come avviarlo la prima volta”, gli “errori più frequenti” e lo schema “problema-soluzione”. Chiedo troppo, eh? Scherzi a parte, a giudicare dal numero di libri di consigli alle mamme che vedo sugli scaffali delle librerie, sono abbastanza certa che la mia esigenza sia molto condivisa.
Ma veniamo al perché dell'odierna lamentela: i miei figli se le suonano. Si picchiano, si prendono a ceffoni, si azzuffano e rotolano per terra, si riempiono di pizzicotti, si strizzano parti “delicate” del corpo. Chi ha due maschi sa sicuramente di cosa sto parlando. Sono fatti così, sono come piccole belve chiuse nello stesso recinto. A una certa età scatta un meccanismo che per noi ragazze è decisamente meno frequente, picchiarsi diventa un modo di comunicare. Perché “la lotta” scatta non soltanto quando stanno seriamente litigando per qualche (generalmente futile) motivo. Ma è per loro anche un modo di scherzare e giocare insieme. E, ovviamente, io vedendo partire la rissa tremo per il timore che finirà con i cerotti o peggio al pronto soccorso. Per fortuna si fermano prima di esagerare a questi livelli, ma mi resta l'ansia che quando non ci sono finiscano col superare il limite. Va detto che il maggiore, che ha più forza e quindi potrebbe essere più “pericoloso”, è in realtà il più remissivo. Provoca il fratello, magari inizia proprio lui a usare la mani, ma alla fine si lascia sottomettere e le prende. Mi sono detta che, entro certi limiti, sono dinamiche abbastanza normali e quindi cerco di tenerle sotto controllo senza esagerare nella “repressione”.
Ascoltando i racconti di altre mamme e curiosando tra i blog che trattano di maternità, mi sono accorta però che le botte tra i figli non sono un problema solo mio e nemmeno solo di chi ha due piccoli torelli in famiglia. Dai racconti che ho letto, in molti casi le botte tra fratelli sono legate a situazioni di disagio familiare. Spesso, ho visto, esplodono in modo incontrollabile dopo una separazione traumatica dei genitori. Ho cercato di scavare nei miei ricordi, di tornare a quando ero piccola e me le suonavo con i miei fratelli (lo ammetto, non sono sempre stata la ragazza gentile e affabile che sono adesso...) e mi sembra di poter dire che in molti casi è semplicemente parte di un gioco e anche di un desiderio di fisicità. Abbracciarsi nella lotta è pur sempre abbracciarsi. Dunque forse, per limitare i pestaggi, basterebbe imparare ad esprimere in modo più tranquillo quel bisogno di affetto “fisico” che in tanti proviamo o abbiamo provato.
L'altro fattore ricavato esclusivamente dai miei ricordi (niente lezioni di psicologia, non è il mio campo) è un senso di ingiustizia, l'idea di essere trattati ingiustamente dai genitori, il sospetto che venga esercitata una “preferenza” nei confronti dell'altro fratello mi faceva nascere una rabbia esplosiva. Dai racconti di altre persone, specie su internet, mi pare di poter dire che situazioni così siano possibili quando i genitori non riescono a fungere pienamente da punto di riferimento, a far riconoscere in pieno la propria autorità. Allora i bimbi si sentono soli e pensano di poter fare affidamento solo sulle proprie forze per affermare le proprie ragioni. E se la dialettica non basta...
Ultimo caso: ho letto racconti inquietanti di genitori che faticano a tener ferme le mani, a evitare di picchiare i bambini. Anche su questo oggi c'è un'ossessione, perfino un innocuo sculaccione viene visto da molti educatori come un peccato capitale e questo mi sembra proprio esagerato. Anche se concordo pienamente sul fatto che il valore educativo delle botte sia pari a zero, soprattutto quando sono il riflesso non della decisione meditata di intervenire sul bambino, ma esplosioni di rabbia dovute a un momento di frustrazione del genitore. E forse l'ossessione degli educatori è giustificata dal fatto che in questo campo in Italia siamo rimasti indietro per molto tempo. E genitori maneschi ce ne sono ancora troppi. E in questo caso il riflesso del clima di violenza da parte dei genitori può benissimo trasmettersi nei comportamenti dei figli. Se siete quel tipo di genitori, non stupitevi se poi i figli vi imitano. E perfavore, cercate un metodo alternativo di impartire l'educazione.    


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