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Zac Efron: voglio mettermi alla prova!

Se potessi tornare indietro, non farei del male a chi amo

Mar 23 Giu 2009 | di Manlio Dolinar | Interviste Esclusive
Foto di 5

Un ciuffo “a virgola” che ammicca nelle edicole, in tv, ora al cinema. È il divo del terzo millennio, giovanissima miniera d’oro per la Disney, di cui è il volto maschile. Ha conquistato il cuore delle adolescenti in 5 continenti grazie alla serie tv “High school musical” dove, tra dolci storie d’amore (tra cui quella, divenuta reale fuori dal set, con Vanessa Hudgens) e balli dalle fantasiose coreografie, racconta i sogni da liceo di un’intera generazione bella, patinata e dai valori blindati (famiglia, amori casti e impegno). Zac Efron bello lo è davvero, uno sguardo “assassino”, sorriso tenero e faccia da schiaffi. E ora ha deciso di uscire dai poster per sfondare nel grande schermo. Lo aveva già fatto con la buona prestazione, soprattutto fisica (danzava continuamente), in “Hairspray”, con il suo antenato-alter ego John Travolta, ora si mette alla prova con una commedia brillante, dove si muove come lui sa fare solo per pochi minuti (e con le ragazze pon pon). La pellicola è 17 again, storia di un (quasi) quarantenne fallito (Matthew Perry, il Chandler di Friends) che dà la colpa a tutti della sua routine frustrante. Sta perdendo tutto: famiglia, lavoro, il residuo rispetto di sé. E torna nell’unico posto in cui è stato felice e vincente, il liceo. Guardando le foto dei suoi trionfi a basket (non diventa professionista perché rincorre la fidanzata durante la finale del campionato, avendo appena saputo che è incinta, per chiederla in sposa), un bidello “magico” lo riporta ai suoi 17 anni. La famosa “seconda opportunità”. Ma ora è compagno di scuola dei suoi figli, che cercherà di aiutare, e la moglie che vuole riconquistare è una splendida quarantenne inaccessibile. Una parabola di vita a lieto fine, un filmetto ottimista e tenero, una storia d’amore coniugale, filiale, amicale. L’ideale per il volto pulito della tv americana.
 
Il cinema ti sta conquistando. Stufo di essere un sex symbol per minorenni?
«Mi piace mettermi alla prova, anche per poter rispondere a domande diverse, che esulino dalla mia vita privata o da “High School musical” di cui, intendiamoci, sono sempre molto fiero. Ma ora con questa bella commedia e il film “Me and Orson Welles” (molto applaudita a Toronto 2008), sento di aver fatto qualcosa di bello, di essere cresciuto».

Anche tu, come il tuo personaggio, eri il re della tua scuola?
«Non credere, non è stata facile la scuola per me. Io ero nel mezzo, anche se molti non ci credono, c’erano mille altri ragazzi più belli, spigliati e sportivi di me. Io ero il più figo degli sfigati. Una strana età quella dell’high school (il liceo), un periodo di preparazione al college e all’età adulta, in cui fai tante cose e quasi mai giuste, per ragioni un po’ folli. No, non ci tengo a tornarci, lo ammetto. Non facevo nulla d’interessante, anche se era una scuola carina, non facevo quello che amo».

E cosa ama Zac Efron?
«Viaggiare, oltre che recitare e ballare. E ovviamente fare quello che piace a tutti… Col basket, invece, sport d’elezione del mio personaggio, non sono mai stato bravo, ero quello a cui non passavano granché la palla, quando e se giocavo. Ma nessun effetto speciale nel film: quello che vedete, anche se coreografato, l’ho fatto io dopo sessioni di duro allenamento, perché, se vuoi una cosa e ti impegni con volontà e lealtà nel farla, riesci sempre prima o poi. Non ero un eroe sportivo, entrare nelle squadre scolastiche era roba da ragazzi più grandi e più forti di me. Io sono un tipo da surf, skateboard, tennis, ping pong».

Fra 20 anni ti vedi come Matthew Perry?
«Matthew è straordinario, abbiamo collaborato e parlato tanto dello script, lui ha dato al personaggio il senso dell’humor e lo charme tutto particolare che ha. Ho imparato molto da lui, lo chiamavo spesso per consigli e chiarimenti, gli ho telefonato persino a Natale. Lì non ce l’ha fatta più e mi ha detto che non dovevo chiamarlo più! è divertentissimo, uno che sa far ridere prendendo straordinariamente sul serio il suo lavoro. Magari essere come lui tra 20 anni fa, ha classe e personalità. E dovresti vedere che successo ha con le donne quel fantastico ragazzo! è leale e ha senso dell’umorismo, le qualità che preferisco negli amici».

Ma ti sposerai prima?
«Sposarmi? Non ancora, ho solo 22 anni, perché continuate a chiedermelo? È un passo che va affrontato con riflessioni attente, rispetto e convinzione. Non capisco chi cambia moglie come le camicie, è una promessa sacra, la più importante della vita».

Non c’entrano nulla i sorrisi che rivolgevi a una grande attrice spagnola nella notte degli Oscar?
«Penelope Cruz è un’attrice incredibile e sì, lo ammetto, agli Oscar sono rimasto senza fiato, è una donna stupenda. Dentro e fuori».

Come stai affrontando questa fama galoppante?
«Crescere e cambiare, andare avanti è una regola nella vita e nella carriera. Correre fino al prossimo step e conquistarlo, questo mi piace fare. Quindi non si tratta solo di non rimanere ingabbiati in dei personaggi, ma di riuscire sempre a fare altro. Anche dirigere e produrre, in futuro. Perché so bene che posto fantastico in cui lavorare possa essere il set di un film, quanto possa essere spontaneo, creativo, quanto tu possa sviluppare talento e maturità in un ambiente che spesso si trasforma in qualcosa di speciale, in una famiglia».

Se potessi tornare indietro, cosa non faresti?
«Sarei meno egoista, forse non lascerei una certa ragazza, ma sono convinto, come si vede nel film, che non sia così divertente tornare indietro. Certo, penso di aver fatto errori, anche grandi. Ma gli unici che vorrei cambiare sono quelli che hanno provocato dolore agli altri. Però si dice che dagli errori si impara…».

Cosa odi del vivere sotto i riflettori?
«I paparazzi, anche se ci impari a convivere, non ti abitui mai alle notizie false, all’aprire dei giornali e scoprire cose, anche brutte, che sai non essere vere. Ma sono ancora capace, per fortuna, di vivere la mia vita, pur rimanendo sempre stupito che ovunque, sempre e comunque, ci sia una macchina fotografica pronta a immortalarci, o qualcuno che ci segue. E cerchi di seminarli, quando vuoi evitarli di solito ci riesci. Certo, è un’ovvietà, ma per me questo lavoro è fare un altro film, incontrare i fans, e questo mi rende felice. Il loro affetto mi onora, è come se tra noi ci fosse un accordo costante di onestà, impegno». 

PAGLIACCIO DELLA CLASSE
Zac Efron è nato in California da famiglia ebrea. Considerato il "pagliaccio della classe", per questa sua inclinazione il padre lo ha incoraggiato a intraprendere la carriera di attore all'età di 11 anni. Dal 2002, ha ricoperto ruoli in diverse serie televisive, tra cui Firefly, ER, e The Guardian. E poi CSI: Miami, NCIS, Zack e Cody al Grand Hotel e The Replacements. Nel 2006, è diventato protagonista nel Disney Channel Original Movie “High School Musical”. Da metà maggio al cinema con il film “17 Again - Ritorno al liceo”.


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