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Il codice della strada? È gia federalista

Firenze è la capitale delle contravvenzioni, a Milano si parcheggia sui marciapiedi, a Roma in doppia fila...

Mar 23 Giu 2009 | di Armando Marino | Attualità

A Firenze in media ogni macchina rimedia tre multe l'anno, mentre nella maggior parte delle città del Sud Italia la media è inferiore a una l'anno: da 0,2 multe per vettura di Agrigento a 0,6 di Reggio Calabria. A Lodi ci sono più ausiliari del traffico che vigili urbani. A Reggio Calabria i ricorsi da parte di automobilisti multati sono il quadruplo rispetto alla media nazionale. A Pavia, al contrario, il 96 per cento degli automobilisti paga le contravvenzioni entro i sessanta giorni dal ricevimento del verbale. L'Italia che guida, insomma, è un puzzle di contrasti apparentemente inconciliabile con l'appartenenza a un unico Stato e a un unico sistema di regole. Un caos che porta a una scomoda conclusione: il codice della strada, che in teoria è una legge unica, nella pratica è già federalista. Ogni città lo applica a modo suo. Una constatazione suggerita dalle statistiche della Fondazione Caracciolo-Aci, ma che in realtà ciascuno di noi potrebbe confermare girando un po' per l'Italia.
La mia prima multa a Milano, ad esempio, l'ho presa la prima sera che l'ho girata in auto. Mi sono accostato a un posto di blocco della polizia municipale e mostrando loro la cartina stradale aperta ho chiesto un'informazione. La vigilessa mi ha risposto che per accostarmi a loro avevo tagliato un viale, eseguendo una svolta proibita, anche se era notte e la manovra non aveva messo a rischio nessuno. Ho tentato di spiegare che, da forestiero, non avevo fatto caso alla segnaletica a terra, la linea ininterrotta che non può essere superata. Ma la vigilessa non mi ha risposto, si è allontanata con i miei documenti ed è tornata con la multa. Sono andato via sotto choc: a Roma avrei potuto far valere la mia evidente buona fede, a Milano invece i vigili non discutono, multano e basta. A Roma in genere si intavola una trattativa, che si può concludere con una multa, ma anche con una semplice, burbera ammonizione. In seguito ho scoperto che a Milano, di notte è assolutamente normale parcheggiare sul marciapiede, specie quando è giorno di pulizia strade. A Roma invece è tollerata di più la doppia fila. Ci sono addirittura parcheggi organizzati con parcheggiatori più o meno abusivi, che ti indicano dove lasciare l'auto in doppia fila e in caso te la spostano loro. A Palermo ho dormito in un albergo vicino al lungomare. La sera non trovavo un buco dove parcheggiare, perché c'erano divieti di sosta dappertutto. L'albergatore mi ha detto che di notte potevo tranquillamente ignorarli. E in effetti la mattina dopo il fatidico foglietto sul parabrezza non c'era. Quante volte si prendono multe perché ci si comporta in modi leciti nella propria città ma non in quella in cui ci si trova? Curioso che, con l'attuale ansia di federalismo, che a mio parere per il momento non ci ha portato a nulla di buono, nessuno abbia pensato a codici della strada locali, tanto per rendere legale il caos. Pro memoria per un futuro progetto da realizzare: una guida per l'automobilista itinerante. Titolo: Paese che vai, multa che trovi (e come evitarla).


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