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Istria magica

Mare cristallino, scogliere imponenti e ottima cucina a due passi dall’italia

Ven 29 Ago 2014 | di Testo e foto di Simonetta Bonamoneta | Turisti non per caso
Foto di 29

La penisola istriana che abbiamo visitato lungo costa è un percorso suggestivo che inizia da Novigrad, scendendo a Porec, Vrsar, Rovinj e Pola, interrotto dal  Parco Nazionale delle Isole Brioni e che qui risale a nord verso Rabac e Labin  fino a concludersi con Opatia, l’antica Abbazia, regina del turismo e della vacanza già dalla metà dell’800. Un pugno di terra sull’Adriatico, dove queste storiche città si susseguono come un filo di perle nel collo di una bella signora. Città dalle vicende secolari che si accomunano con il nostro passato veneziano, dove il mare è stato ed è sempre il vero protagonista.

LA CITTÀ NUOVA
Oggi Novigrad - Città Nuova - che s’affaccia sul mare, possiede un centro storico quasi tutto pedonale, conserva ancora buona parte dell’architettura veneziana, che si ammira sulle facciate dei palazzi che conducono alla piazza Maggiore, dove si trova una Loggia del XVIII secolo e tante altre testimonianze del periodo romano e medievale. Alloggiamo a due passi dalla città all’Hotel Nautica in uno splendido “Marina ACI”: abbiamo una stanza, da dove ammiriamo numerose imbarcazioni che si lasciano cullare dal mare. Anche il cielo si sta aprendo: un'ottima occasione per andare alla scoperta di questa allegra cittadina dalle case color pastello, dominate dall’alto campanile che svetta sull'abitato, come “mamma chioccia” circondata dai suoi pulcini. L’atmosfera di questo tranquillo borgo di pescatori, l’odore del mare e il bel camminare a piedi ci fa sentire bene, percorriamo uno stretto sentiero che gira tutto intorno alla città, ogni tanto attraversato da ciclisti o dal trenino turistico. La giornata si è aperta come un pacco regalo e ce la godiamo tutta al ritmo delle onde del mare. Finita la passeggiata ci rilassiamo al sole sul nostro terrazzino con vista. Più tardi decidiamo di rimanere a cena qui in albergo, rinomato per la cucina dello chef Ivan, vincitore del Premio Gastronomico Merano e col sommelier Ronnie che ci serve profumati vini della zona: dal prosecco a un Malvasia giovane, dunque più secco, per le capesante e il branzino alla piastra, fino al cabernet savignonese rosso per il dessert mousse chocolate, decorata con arancio caramellato che sembra quasi un quadro di Dalì. Il giorno dopo, poiché la meta è Porec, verso sud, facciamo un’escursione nella zona nei dintorni di Umago e ci fermiamo lungo il golfo di Piran, ad ammirare il panorama dal punto più alto, dove c’è il centro residenziale, l’Hotel Resort Kempinski con piscine, campi da golf ed un eccellente ristorante per una pausa di relax. Un luogo tranquillo ed elegante immerso nel verde. Nei dintorni ci consigliano di visitare la rinomata Cantina di Grassi Moreno, un orgoglioso italiano, che con l’aiuto del padre è riuscito ad imporsi nel mercato per il suo vino genuino. Ci racconta che recentemente, con la giornata dell’apertura delle Cantine, già alle 9 aveva tanta gente, soprattutto giovani, attratti dal piacere del bere poco ma buono, ed è stata una grande festa. Moreno ci racconta anche della sua vicina “Nonna Jolanta”, che ha un immenso uliveto biologico, dove il figlio Michel sta impiegando tutte le sue energie per un prodotto naturale come il suo olio e il suo tè di foglie d’olivo, assolutamente salutari e acquistabili anche in internet, potere della tecnologia.  
Il sole ancora alto ci permette di proseguire fino a Porec, la piccola e splendida penisola molto attrezzata, con una riviera che si distende lungo una ventina di chilometri, interessante anche sotto il profilo artistico e storico, con reperti archeologici e testimonianze che iniziano dal Neolitico. Fu un importante centro romano di cui conserva ancora molte tracce come la via Decumana, e fu anche la prima città a passare ai veneziani. Infatti, in centro si possono ammirare molti palazzetti storici dal gotico al classico, che rendono la città come un piccolo scrigno prezioso circondato dal mare. La Basilica Eufrasiana, notevole esempio di arte bizantina del V secolo, famosa per i suoi mosaici, è patrimonio dell’UNESCO. Dai giardini di palazzo Polesini, in un tramonto di fuoco, riusciamo a vedere le montagne e la baia di Venezia.
Lungo il porticciolo, una grande strada pedonale fa da cornice all’insenatura, dove al sole appare di un bianco sgargiante, ristorantini con i tavoli a bordo mare e negozi si alternano, donando alla cittadina un’atmosfera vacanziera. Per il pranzo c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma senza dubbio quello che più ci attira è San Nikola, perché in mostra ha delle fiamminghe di pesce che “parla” e noi decidiamo di…ascoltarlo.

        
LA PANCHINA DELL’AMORE
A pochi chilometri, Vrsar, vista dall’alto della città vecchia, offre una serie di panorami veramente suggestivi: la costa è frastagliatissima e le isole, con romantiche scogliere ricche di insenature dalle varie tonalità del blu marino, gli formano tutt’intorno un prezioso diadema. La scoprirono in tempi molto lontani i vescovi parentini che la scelsero come loro residenza estiva. Anche Giacomo Casanova, grande frequentatore di luoghi ameni, si sa che veniva in vacanza a Vrsar, non perdendo l’occasione di corteggiare le bellissime isolane che si annoiavano mortalmente durante le lunghe assenze dei loro mariti sempre per mare. Oggi, dal belvedere Casanova, quando si accendono le prime luci, il panorama che ci appare dalla “panchina dell’amore” è una gettata di lacrime di isole che si intersecano nel verde della vegetazione. Sotto, sulla punta, nel passato c’era una miniera di pietra ora utilizzata come scuola di scultura: è usanza che gli allievi abbelliscano strade e piazze con le loro opere. 

RICORDANDO VENEZIA
La tappa successiva è Rovinj, la cittadina che più di tutte ricorda Venezia. Il suo centro storico fiabesco, tutto pedonale, è situato sulla penisola di Monterosso, sulle cui rocce scoscese di calcare bianco, si sono ammassate nel tempo una moltitudine di case dai caratteristici camini, coi muri tutti direttamente sul mare, che si avvicendano una dopo l’altra, in un’esplosione di colori. Qui è un gran bel camminare, circondati da bimbi felici e una splendida gioventù. Sembra un parco giochi, sulla cui vetta troneggia la bianca cattedrale di San Giorgio e Sant’Eufemia, dallo svettante campanile dove siamo saliti per godere appieno dello spettacolare panorama. Una vista meravigliosa sulle campagne rovignesi ammantate di ulivi, con i due porti che abbracciano la città: quello di Valdibora e quello più pittoresco di Santa Caterina, dove sono allineate le Battane, tradizionali imbarcazioni a fondo piatto, utilizzate ancora per gare e feste. In lontananza, completano il panorama l’isola di Santa Caterina, l’Isola Rossa, lo scoglio dell’Asino, quindi lontano, molto lontano s’intravede Porec, il canale di Leme, Pola e le isole di Brioni.

L’ISOLA ROSSA
Qui facciamo un’esperienza diversa perché per raggiungere l’Hotel Istra, sull’Isola Rossa, dobbiamo lasciare l’auto al parcheggio del porto e prendere insieme a tanti altri ospiti il battello, compreso nel prezzo del soggiorno. In quindici minuti arriviamo, lasciamo i bagagli e facciamo il giro dell’isola a piedi, tra una rigogliosa vegetazione e bianche spiaggette che ci fanno sentire un po’ esploratori. Di fronte all’albergo un antico convento è ora il ristorante “La Lanterna” che, per concludere degnamente la giornata, ci offre un’atmosfera quasi mistica: naturalmente si mangia pesce freschissimo a lume di candela.  
Giungendo a Pola, la prima cosa che appare è l’anfiteatro del II secolo a.C. molto simile a quello di Roma, ma più piccolo e snello. La leggenda narra che fu costruito da Augusto e ampliato da Vespasiano per amore di una donna e, a guardarlo bene, le sue linee morbide ce lo confermano. Nell’isola pedonale del centro storico, la piazza con il tempio di Augusto, il Palazzo Ducale e i palazzi rinascimentali sono il cuore della città, rallegrato da bambini che giocano spensierati. Il mare tutt’intorno offre una vastissima scelta di candide spiagge e calette rocciose, tra le quali Punta Verudela su cui predomina l’Hotel Park Plaza, immerso nella vegetazione di un verde intenso punteggiato da tante piccole case colorate; sopra una baia lungo la quale si cullano numerose imbarcazioni, un vero paradiso per gli amanti del mare.

PESCE FRESCO E PIATTI GENUINI
A pochi chilometri, non perdiamo l’occasione di andare a Fazana dove c’è il traghetto per le Isole Brioni, ora Parco Nazionale, con una vegetazione esotica rigogliosa, popolata da numerose specie di animali, portati in dono al Maresciallo Tito quando aveva qui la sua residenza estiva, ora divenuta Museo. Le isole si possono visitare esclusivamente accompagnati dalle guide locali, a piedi o col trenino, ed è molto divertente vedere così questi luoghi protetti e incontaminati. Tornati a Fazana ci consigliano di assaggiare la cucina locale al ristorante Konopa Feral, dove la specialità è il brodetto, il pesce è sempre freschissimo e i piatti tradizionali molto genuini. Il giorno dopo ci incuriosisce l’escursione al Parco Nazionale Kamenjak di Premantura, alla punta estrema dell’Istria, 30 chilometri di costa frastagliata con un mare azzurro-verde introvabile altrove. Un paesaggio senza campeggi e alberghi dove vivono oltre 500 specie di piante tra cui 20 tipi di orchidee, visitabile dalla mattina alla sera, a piedi o in bicicletta, mai oltre l’orario. Si può mangiare, però facendo pic-nic oppure nel caratteristico Bar Safari, di fronte al mare, alla Robinson Crusoe, mimetizzato tra piante esotiche e alti arbusti che lo rendono esclusivo. Qui, c’è anche la grotta dove si rifugia una delle poche foche monache sopravvissute.

Proseguiamo il viaggio verso nord fino a Rabac, un delizioso porticciolo, nato come villaggio di pescatori, ora molto vacanziero, circondato da monti che si specchiano sulla baia, in un susseguirsi di alberghi, splendide piscine, vialetti fioriti, trattorie e boutique, dominati da Labin, città-museo con testimonianze gotiche, rinascimentali e barocche: un vero palcoscenico di storia.
Lungo la strada ci fermiamo a Moscenika Draga, un piccolo villaggio di pescatori che ha una lunghissima spiaggia di sassi, un angolino veramente romantico e suggestivo che fa tornare indietro nel tempo. Dopo il bagno proseguiamo e un’altra breve sosta la facciamo a Icici, prima di arrivare alla nostra meta, un caratteristico luogo di villeggiatura nato dopo la realizzazione del porto turistico Marina. Lì a fianco ci fermiamo per un piccolo pasto nel tipico ristorantino “Lucica” sul porticciolo dei pescatori, dove Vladimiro il cuoco e Giuseppe il pescatore si presentano con due fiamminghe di alici marinate su foglie di insalata, polipi, granchi, gamberi e branzini: un vero pranzo da re. Vladimiro è anche un collezionista di 25.000 conchiglie, con le quali ha arredato tutto l’ambiente con la speranza di guadagnare un Guinness dei primati, ma per noi ha già raggiunto un vero primato in cucina.

Un viaggio, dunque, molto interessante e ricco di sorprese, che si conclude con Opatia, la ridente città adagiata sul calmo golfo baciato dal sole, dove il clima così gradevole ha reso questo luogo una grande attrazione turistica. Lungo la costa si allineano storici ed eleganti alberghi in stile liberty, ville circondate da parchi e giardini che si affacciano sulla strada principale che si snoda lungo il mare, da dove svetta il moderno Hotel Ambasador, un candido monolito conficcato nel mare a sentinella come un faro di questo paradiso. 


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