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Vacanze: con figli o senza?

A che età dei figli i genitori sono pronti a tornare a fare vacanze senza di loro?

Ven 29 Ago 2014 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
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Abbiamo affittato un pullmino e ce ne siamo andati in giro tutti insieme, figli e genitori, saltando allegramente da una spiaggia all’altra, stereo rigorosamente spento e tragitti riempiti da chiacchiere, risate e una colonna sonora “autoprodotta”, tra “Azzurro” e “Volare”. La vacanza con una coppia di amici e con i rispettivi figli (quattro maschi in tutto, due dei quali in età a cifra singola) è stata spensierata abbastanza da far prevalere i momenti di divertimento su quelli di tensione e litigi, che del resto non mancano mai in una vacanza di gruppo. Osservando i miei amici così legati ai figli (solo da poco hanno iniziato a trascorrere qualche serata senza di loro), ho cominciato a chiedermi se ci fosse un’età massima entro la quale fare le vacanze con la famiglia al completo. In realtà, mi pare che oggi l’interrogativo va posto al contrario di una volta. Prima ci si chiedeva a quanti anni si potevano mandare i figli a fare una vacanza da soli. Oggi il dubbio è rovesciato: a che età dei figli i genitori sono pronti a tornare a fare vacanze senza di loro?
Lo so, forse sono ossessiva, ma la dipendenza da figli che ha sviluppato la nostra generazione di genitori è un fenomeno che mi colpisce sempre e che osservo ancora con un certo sbalordimento.
L’ultimo viaggio con i miei credo di averlo fatto a 16 anni, ma nel frattempo avevo già iniziato a ritagliarmi dei weekend fuori con le mie amiche. Niente di speciale, si andava in montagna nella casa di una di noi, si facevano passeggiate, ci si raccontavano i primi amori, poi abbiamo iniziato a sperimentare l’ebbrezza di pratiche da adulti, come esagerare un po’ con il bere. Insomma, non proprio gioventù bruciata. I miei naturalmente volevano sapere con chi andavo e dove andavo e fino a una certa età continuavano ad esercitare una sorveglianza non troppo discreta, anche attraverso la collaborazione di una rete di altri genitori. Ma la pretesa di trascorrere le vacanze tutti insieme è svanita ben presto. Naturalmente faceva loro piacere che noi figli ci fossimo, ma non ce lo imponevano.
Credo che invece per alcuni amici diventati genitori lo “strappo” delle vacanze separati sarà durissimo. Di certo non mi sento di condannarli, perché con i nostri frenetici ritmi di vita, le vacanze sono uno dei pochi momenti in cui c’è davvero la possibilità di stare un po’ insieme senza essere condizionati dalle pressioni del tempo, dai nervosismi, dalle ansie quotidiane. E però alla fine credo che debba prevalere l’interesse dei ragazzi: la vacanza da soli è anche il momento in cui si confrontano veramente con la capacità di organizzarsi, confrontarsi con le difficoltà, fare scelte in autonomia che poi pagano sulla propria pelle. I genitori pagano un prezzo salato, quello di un grande carico di ansia, mentre i figli sono via. Ma è un prezzo che non si può evitare di pagare, se si vuole crescere ragazzi liberi dalle paure, indipendenti. In una sola espressione: attrezzati per la vita. Verrà anche il momento per me di dirlo: buon viaggio, figli miei.   


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