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Il popolo dei multati

Boom di multe stradali. Sono ormai una tassa sulla circolazione

Mar 23 Giu 2009 | di Francesco Buda | Soldi

Una tassa occulta e in continua crescita. La maggior parte arrivano “grazie” alla vigilanza dei Comuni, che trovano nel codice della strada uno strumento per rianimare i loro esigui bilanci. Nel 2006, ogni patentato ha subìto in media multe per oltre 130 euro nelle città capoluogo. L’anno scorso, abbiamo avuto una media nazionale di 1.400 multe all'ora. E si prevede che aumenti questo boom: più tagli fa lo Stato ai Municipi e più questi si rifanno sui guidatori, spingendo sull’acceleratore delle contravvenzioni.
Un pozzo senza fondo
Questa industria pubblica “fattura” volumi crescenti. Stando ai dati del Ministero dell'Interno, dal 2001 al 2008 il valore delle contravvenzioni inflitte è aumentato di oltre il 251% negli ultimi otto anni, passando da 816 milioni di euro a 2 miliardi e 50 milioni stimati nel 2008. Ancora peggio se guardiamo lo studio dello Sportello del Contribuente: le multe automobilistiche negli ultimi dieci anni sarebbero cresciute del 1.265%.
Come se non bastasse, a gennaio lo Stato ha ritoccato le sanzioni con rincari tra i 4 e i 29 euro. La maggior parte dei verbali viene redatto sulle strade urbane dai Vigili urbani. Questi, solo nel 2008, hanno irrogato 12 milioni e 642mila, dice il Rapporto  annuale sulle Polizia locale 2009, realizzato dall’Aci. Assai di più, ad esempio, della Polizia Stradale che - fanno sapere dal Ministero degli Interni - compila mediamente 650.000 verbali l’anno, con 2 milioni e mezzo di violazioni contestate nel 2007 aumentati a 2,7 milioni nel 2008.
Lo studio Aci conferma l'impennata della tempesta sanzionatoria, registrando complessivamente il 7,9% di verbali in più rispetto al 2007. Vi sono aumenti come il 190% a Reggio Calabria, dal 2006 al 2007. Anche se poi neanche uno su 100 le paga. Oppure a Firenze: quasi tre verbali ogni auto. In coda alla classifica Foggia, con una multa ogni 5 auto.  Il capoluogo calabrese ha il record dei ricorsi: nel 2008 quasi 15 multe su 100 sono state impugnate. Il Rapporto Aci riguarda 91 Capoluoghi di Provincia e altre 230 città, perciò la pioggia di multe è ancora più grossa, visto che i Comuni italiani sono 8.110 e visto che a dare man forte ai Vigili c'è un esercito di ausiliari del traffico.

Prima o poi arriva a tutti
Oltre i due terzi delle sanzioni inflitte dai poliziotti municipali riguardano l'accesso in zone a traffico limitato e il divieto di sosta. Risulta evidente che diventano inevitabili condanne la difficile accessibilità delle grandi città – quelle con Ztl sorvegliate da varchi elettronici e telecamere – e la inarrestabile carenza di parcheggi. Soprattutto chi vive o  lavora in zone così vigilate e senza adeguate aree di sosta, deve dunque rassegnarsi  ad essere impallinato prima o poi dalla tassa occulta sulla macchina, specie dove i mezzi pubblici sono carenti o comunque se si è costretti a girare in auto. Le altre infrazioni più comuni sono: eccesso di velocità, problemi coi documenti di circolazione, passaggio con il rosso o segnaletica orizzontale non rispettata, guida senza lenti o uso del cellulare senza auricolare. Infrazioni che fruttano assai meno delle prime.

Le càlcolino come tasse
Il codice della strada va rispettato. Ma pure le persone-contribuenti. Perché le Istituzioni, quando parlano di pressione fiscale, non ci mettono anche la voce “multe”? Parliamo di un giro che sovente frutta tra il 15 e il 30% delle tasse locali. A Caserta addirittura quasi metà dei tributi comunali arriva dalle multe.
Roma l’anno scorso ha rastrellato oltre 339 milioni di euro.  Sarebbe più vicino alla realtà delle cose, oltre che più giusto, far risultare le sanzioni stradali per come effettivamente le stanno utilizzando gli enti locali, cioè strumenti per fare cassa. Alla fine, però, il cittadino paga più volte e non solo economicamente.
Incassano senza dare sicurezza
La metà dei soldi incassati con le multe automobilistiche dovrebbero impiegarla per la sicurezza stradale. Cosa che non accade. Così zelanti nel reprimere chi guida, perché Sindaci e Assessori non rispettano questa norma prevista dal codice della strada? «Le multe sulle strade e il presidio delle Polizie locali sul territorio sono strumenti che devono essere orientati ad incrementare gli standard di sicurezza della circolazione e la prevenzione, non le entrate dei bilanci comunali», ha ribadito Enrico Gelpi, presidente dell'Aci. In media, solo il 7% dei poliziotti municipali italiani ha in dotazione un etilometro. Mentre a Stoccolma prevengono le tragedie causate dagli ubriachi al volante con 2.300 etilometri, a Roma la municipale ha 29 macchinette rileva-sbronza. Risultato: l'anno scorso hanno beccato 772 guidatori in stato d'ebbrezza, su oltre 2 milioni e 700mila contravvenzioni nella Capitale, di cui quasi mezzo milione per divieto di sosta. In 12 mesi. E le strade urbane, ma pure extraurbane, continuano a peggiorare e creare pericoli. Chi è dunque l'abusivo? Ma a loro però la multa non gliela fa nessuno.

La tassazione più iniqua
C'è chi prende anche 3-4 multe al mese ed è contento come Fabio, 46 anni professionista dei Castelli Romani, spesso a Roma per lavoro. «Parcheggio regolare non si trova quasi mai, magari! Già perdo un casino di tempo per il traffico, non posso girare pure un'ora per trovare parcheggio: la lascio dove posso. Basta che non blocco la circolazione: meglio pagare una multa che saltare un appuntamento che spesso vale più di tutte le multe che pago in un anno». Così la multa diventa una tassa per “parcheggio preferenziale” che paga chi se lo può permettere. «Ormai ci rido sopra: per me sono spiccioli, ma mi rendo conto che per un dipendente che non arriva a fine mese è un brutto colpo». Infatti l'importo della multa per divieto di sosta a una vecchia utilitaria che vale 2.000 euro è uguale a quello di un Suv nuovo da 80.000 euro.

Ha collaborato Francesco Avena


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