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Ciociaria

L'olio al limone, il certamen ciceroniano è Totò, sindaco di Roccasecca (seconda parte)

Lun 01 Dic 2008 | di Angela Iantosca | Bella Italia
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ISOLA DEL LIRI - Nella storia della carta
Ho trascorso in questa terra molte ore, fin da bambina. Isola del Liri era una delle mete preferite di mio padre. Si partiva la domenica con il cestino delle provviste nel bagagliaio e si raggiungeva la cascata, dove rimanevamo a lungo ad ascoltare il suono dell’acqua che si scontra con l’acqua. Una volta, ricordo, riuscimmo anche ad entrare nel parco – chiuso al pubblico - da cui nasce la cascata: il Castello Boncompagni-Viscogliosi, da cui si possono ammirare i salti dei due bracci del fiume che cingono la cittadina ciociara, la Cascata Grande e la Cascata del Calcatoio. La prima, alta circa 27 metri, è una delle poche a trovarsi nel centro storico di una città. Liri è stata ed è terra di cartiere, grazie alla presenza dell’acqua e delle cascate naturali. Tra tutte l’ottocentesca cartiera Courrier, oggi Mancini: la fabbrica, che sorge su un isolotto, sul lato sinistro del fiume, è stata costruita nel 1832, subendo nel corso degli anni profonde trasformazioni. Parte integrante del centro dell’Isola del Liri si impone allo sguardo del passante come pezzo di storia industriale del Lazio. Anche uno storico come il Gregorovius, che queste terre visitò, ce ne parla con un certo stupore «Fabbriche, per lo più cartiere di grande imponenza e modernissime, sono state fondate esclusivamente da Francesi dell’epoca di Murat: fra essi spicca un signor LeFebvre. Quest’uomo giunse povero sulle rive del Liri, che per lui divenne un Eldorado, perché dall’energia dell’acqua egli trasse oro puro (…). Le due fabbriche principali LeFebvre, la Cartiera del Liri e la Cartiera del Fibreno sono edifici simili a castelli. È un piacere osservare gli operai preparare la carta, o meglio fonderla: la massa della poltiglia  scorre simile ad un fiume grigio, poi diventa lattea, si addensa, si fa compatta e finalmente la carta esce dal rullo calda». Ricordi di un’epoca ormai tramontata.
All’ombra delle cascate, da segnalare il Liri Blues Festival uno dei principali festival blues italiani. Non a caso la cittadina ciociara è gemellata con New Orleans!

MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO - La città dell’olio
è la città dell’olio. Un olio da bere, corposo, nutriente, genuino, dalle infinite varianti (ad ogni oliva il suo olio). è qui che ho assaggiato per la prima volta l’olio al limone: fresco e dissetante da versare sul pane caldo. Ma per ottenerlo è lungo il processo: è un rito che si rinnova di anno in anno a cui si dedicano gli anziani devoti alla terra e ai suoi frutti. Osservare la raccolta delle olive, i passaggi a cui vengono sottoposte nel frantoio (ormai pochi quelli con la macina in pietra), sentire l’odore della sansa che riempie le nari è un privilegio ormai concesso a pochi. Come passeggiare per i vicoli del paese silenzioso con le sue finestre antiche, i balconcini infiorati, i portali in legno. Monte San Giovanni Campano, situata sulla destra del fiume Liri, era l’ultima Città dello Stato Pontificio, al confine del Regno di Napoli, le sue origini risalgono alla fase dell’incastellamento del secolo IX. Pochi sanno che il nome di questa ridente e soleggiata cittadina della provincia di Frosinone era anticamente Castelforte, forse proprio perché protetta da un Castello quasi inespugnabile, ancora esistente. Il Castello Baronale, costruito alla fine del secolo XI, dal 1244 al 1245 ha avuto ospite San Tommaso D'Aquino. Si dice che nella stanza occupata dal Santo, in seguito trasformata in cappella, avvenne, da parte di una impudica donna, l'attentato alla sua purezza ma anche la sua vittoria, ricevendo dagli Angeli il Cingolo di Castità.


BOVILLE ERNICA - La città inespugnabile
A poca distanza da Monte San Giovanni Campano, si trova Boville Ernica che è circondata dalla cornice naturalistica delle valli del Sacco, del Liri e del Cosa. Camminando intorno alla cinta muraria, si può contemporaneamente volgere lo sguardo sull’intera Ciociaria, che offre la vista sulla flora dei Monti Ernici, gli uliveti ed i vigneti, vanto delle produzioni vinicole ed olearie locali. Percorrendo l’anello della strada che affianca le mura, sono visibili i territori di ben 72 comuni diversi appartenenti a 6 province di 4 regioni diverse (Lazio, Campania, Abruzzo, Molise). Le mura difensive, che facevano di Boville un paese inespugnabile, sono così ben conservate che ancor oggi la chiusura dei cancelli delle tre porte cittadine impedirebbe ogni accesso al borgo. Non mancano pezzi di arte unici come il sarcofago paleocristiano con una particolarissima decorazione a bassorilievo e l’unica opera a mosaico di Giotto, l’Angelo, proveniente dall’antica basilica costantiniana di S. Pietro di Roma e che il Monsignor Simoncelli, segretario del Papa Paolo V Borghese, riuscì a preservare dalla distruzione durante i lavori di ammodernamento e a portare nel suo paese, insieme ad altre importanti opere del Sansovino (la Madonna con Bambino) e del Bregno, che si possono ammirare nella chiesa di San Pietro Ispano.


ARPINO - Cultura internazionale
Quando si parla di Arpino, si parla di Cicerone. Qui nacque nel gennaio del 106 a.C. l’oratore più famoso del mondo romano. Ed è qui che, doverosamente, ogni anno in maggio si svolge il Certamen Ciceronianum Arpinas, una gara di traduzione e commento dal latino di un brano dello scrittore aperta agli studenti iscritti all’ultimo anno di liceo classico di tutto il mondo. Tra i suoi illustri cittadini anche Caio Mario e Marco Vipsanio Agrippa, cittadino onorario Ennio Morricone la cui famiglia ha origini arpinate. Arpino non primeggia solo nella cultura latina, ma anche in quella culinaria. Su tutte le tavole, in famiglia o nei locali, è possibile gustare prodotti tipici genuini. Il pane, ad esempio, per qualità, figura tra i migliori dell'intera nazione. In molti casi viene lavorato, come un tempo, con una lievitazione naturale e cotto nel forno a legna. Ma non c’è cosa migliore che esaltarlo con l’olio extravergine d’oliva, l’olio di Arpino. Da provare le ricottine fresche che ancora oggi si possono acquistare nei mercati, portate da “donne di campagna” e confezionate in cestini di vimini intrecciati e coperte da foglie di fico. Dall’allevamento ovino proviene il saporito pecorino posto in forme confezionate in fasce di legno. Altro formaggio saporito è la marzolina: si tratta di formaggio caprino semistagionato e stagionato che i pastori anticamente utilizzavano per soddisfare il pasto quotidiano. Piatto tipico le Sagne e i fagioli con i ruschi (asparagi selvatici), il piatto preferito da Marcello Mastroianni


ROCCASECCA - La città di San Tommaso
Roccasecca si lega inconfondibilmente alla sua posizione geografica: il paese è infatti posto all'ingresso di due gole che danno accesso alla Valle di Comino ed è sovrastato dal monte Asprano che con i suoi 553 metri d'altezza permette di controllare facilmente l'ampia Valle del Liri. Durante la preistoria si sa con certezza che vi furono diversi stanziamenti in questo territorio; del più importante rimangono resti di mura perimetrali. Per secoli comodo punto di passaggio per gli eserciti che attraversavano il fiume Melfa, il suo nome si lega soprattutto a San Tommaso d’Aquino. La cui presenza ancora si percepisce: per il silenzio di quelle colline, lo sguardo che si perde all’orizzonte, la vista dei resti del castello, importante baluardo difensivo posto nel 994 dall'abate Mansone a difesa del monastero di Montecassino, distante solo pochi chilometri. Se dovessi definire Roccasecca con un aggettivo userei il termine “mistica”. Da visitare la Chiesa di San Tommaso, la prima ad essere eretta nel mondo in onore del Santo. 


FROSINONE - Non solo industrie
Il capoluogo della Provincia, centro industriale e commerciale, conserva ancora tracce della sua storia millenaria, come l'Anfiteatro Romano, edificato tra la fine del I secolo e l'inizio del II. Le sue rovine si trovano ai piedi del colle su cui sorge la città, nei pressi del fiume Cosa. L'importante sito archeologico, sebbene coperto da un palazzo novecentesco, è tuttavia visitabile e fa intuire lo sviluppo urbanistico e monumentale dell'antica Frusino. Da visitare anche la Cattedrale di Santa Maria Assunta, rimaneggiata nel 1700 ispirandosi a Sant'Andrea della Valle a Roma.
Il Palazzo del Governo, collocato nel luogo dell'antica rocca di Frusino, il palazzo attualmente sede della Prefettura di Frosinone venne edificato a partire dal 1825. Al suo interno sono presenti arredi di notevole valore provenienti dalla Reggia di Caserta.


SORA - Qui abitava Cicerone
Quarto centro della provincia, la città offre diverse attrazioni come le chiese di Santo Spirito, Santa Restituta, San Bartolomeo Apostolo, e la chiesa cattedrale di Santa Maria Assunta, tutte situate lungo la strada principale (Corso dei Volsci). Di interesse storico e artistico vanno ricordate anche la chiesa e l'abbazia di San Domenico di Sora, costruita sui resti della presunta villa natale di Cicerone


CECCANO - Scelta da un imperatore
Ceccano è l'antica Fabrateria Vetus, città volsca, già esistente nel 330 a.C., detta, dai Romani, Trerus o Tolerus. Oltre ai monumenti del periodo dei conti di Ceccano, vi sono anche resti di età romana. Durante i lavori per la TAV in un sito archeologico già conosciuto (noto ai ceccanesi ma sempre ignorato dalle autorità) sono venuti alla luce ulteriori resti che hanno fatto pensare ad una villa patrizia romana addirittura appartenuta probabilmente all'Imperatore Antonino Pio.

CASSINO - 4000 anni di storia
Tutti la conoscono per l'Abbazia. Ma i primi insediamenti risalgono al Neolitico.
Qui Marco Terenzio Varrone edificò la sua villa. Apollo era la divinità più venerata, il cui tempio era posto su Montecassino, l'acropoli della città. Tale complesso sorgeva dove oggi è l'Abbazia. Secondo una leggenda San Pietro apostolo, transitando per queste terre per raggiungere Roma, predicò per primo il Cristianesimo ai Cassinesi. Quel che è certo che a Cassino vi fu un’antica comunità di Cristiani, come testimoniano molti martiri.


VICALVI - Antichissimo paese di 1000 abitanti
Paese di meno di 1000 abitanti, il comune di Vicalvi è situato su un colle della Valle del Comino. Sulla cima, a 590 metri slm, svetta un castello dell'XI secolo, visitabile su richiesta da effettuare al comune. Il castello è circondato dal vecchio borgo medioevale, fatto di case diroccate e fatto oggetto di recenti progetti di recupero urbano, che hanno riguardato anche la chiesa di S. Pietro.
Nelle vicinanze del castello sono visibili anche i resti di mura ciclopiche appartenenti ad insediamenti preromani, probabilmente relativi ad una città sannita. Contiguo al borgo medioevale è il borgo antico, fatto di case vecchie di alcuni secoli e tutt'ora abitate, che comprende anche la chiesa dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista. Dalle vie e piazze del borgo antico si gode uno splendido panorama sia verso la Valcomino ad est che verso la valle del Liri ad ovest. Lungo la strada che porta ad Alvito, troviamo la piccola chiesetta di San Rocco.
A poca distanza c’è l'antico convento di S. Francesco, fondato da Francesco d'Assisi nel 1222, nel luogo dove si dice che abbia fatto sgorgare acqua dalla roccia, creando una fonte.


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