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Treni e telefoni, l'ora della giustizia

Le scorrettezze di Trenitalia e compagnie telefoniche che avevamo denunciato sono state punite

Lun 01 Dic 2008 | di Armando Marino | Attualità

La giustizia non è come la vendetta, non basta sedersi sulla riva del fiume perché arrivi. Bisogna darsi da fare. Ogni tanto però si riesce a ottenere soddisfazione. E allora è bene dirlo, per mostrare che anche le ingiustizie macroscopiche non sono immutabili. è il caso di due vessazioni nel confronto dei consumatori che Acqua&Sapone aveva denunciato. Partiamo dalle suonerie dei telefonini. Sì, proprio quelle innocue canzoncine che insistiamo a installare nei nostri cellulari. Esistono miriadi di servizi per scaricarle, ma in molti casi, come avevamo raccontato, dietro l’offerta di suonerie gratis o a poco prezzo si nascondono trappole mangiasoldi. Perché in realtà, scaricando la suoneria ci si abbona a servizi costosi che poi è difficile disdire (anche perché gli operatori hanno la scusa che sono gestiti da società terze). L’autorità Antitrust, dopo tante denunce, se n’è accorta. E ha multato cinque società, Telecom, Vodafone, Wind, H3g e Neomobile, per una cifra complessiva di un milione di euro, proprio per le pratiche commerciali scorrette relative alle suonerie. La seconda piccola soddisfazione viaggia sui binari di Trenitalia. Avevamo raccontato degli incredibili abusi commessi relativamente al bonus per i ritardi dell’Eurostar. L’Antitrust ha scoperto che le percentuali di chi aveva diritto al bonus e lo ha poi effettivamente ricevuto sono scese dal 33% del febbraio 2007 al 23% del febbraio 2008. Cioè: meno di un viaggiatore su cinque che viaggiava in ritardo di almeno 25 minuti riceveva il bonus che spetterebbe a tutti! L’Antitrust ha constatato che c’era un totale arbitrio da parte dell’azienda. E ha elevato una multa di 845.000 euro per sanzionare questa e altre pratiche scorrette di Trenitalia, come quella di chiamare alcuni treni Eurostar City, nome molto simile a quello dell’Eurostar, ma convogli identici all’intercity. La multa è stata ridotta solo perché l’azienda si è impegnata a cambiare politica, rendendo più facile la richiesta di bonus. In questo caso però lo scandalo è ancora maggiore, perché l’azienda è pubblica. Quindi la multa alla fine la pagheranno sempre i contribuenti, visto che ovviamente i manager responsabili non saranno puniti. Ma è già un inizio. Continuiamo a vigilare. Segnalateci anche voi abusi e scorrettezze. Una chance di farsi giustizia, come avete visto, c’è sempre.


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