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Anima e libertà per una maggiore trasparenza

Ecco perché integrare la tua informazione con A&S

Lun 01 Dic 2008 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Il mensile Acqua & Sapone è uno dei dieci mensili più letti d'Italia e piace sempre di più perché ha un'anima pulsante e libera. Non è l'espressione di una lobby politica o economica...  semplicemente l'ho inventato io, decido io ogni singolo argomento da inserire, con quale taglio, in quale pagina e con quale lunghezza perché ne sono direttore ed editore. Ce ne dovrebbero essere molti di più di giornali così liberi! Se piace tanto, ovviamente, il 95% del merito va ad una redazione di preziosissimi giovani giornalisti di differenti orientamenti culturali, ma slegati da qualsiasi logica di potere (se ne vuoi far parte, una strada la trovi a pag. 27). Siamo selvatici non addomesticabili, liberi e in estizione, un po’ come gli orsi. Abbiamo un accordo per la distribuzione con l'omonima catena di negozi che, con rispetto e lungimiranza, non influisce mai sui contenuti editoriali. Si può dire la stessa cosa degli altri giornali e delle televisioni? No, purtroppo! Tutti rispondono a logiche, schemi, referenti, correnti, aree politiche. Politiche nel senso più limitante e deleterio per la verità.
è pur vero che dal confronto fra vari mezzi si può intuire con una certa approssimazione la verità dei fatti. Ma ci sono dei casi in cui certi interessi della politica, comuni fra i maggiori partiti, vanno contro quelli dei cittadini. In questi casi, si creano degli inquietanti 'buchi' ai danni di noi tutti.  è il caso per esempio dell'energia, dei rifiuti e dell'acqua.
Nei primi due casi si privilegiano non le scelte migliori in termini di sostenibilità ambientale e di democrazia, ma si privilegiano i mega impianti (centrali nucleari, termovalorizzatori) perché significano più soldi e potere ai politici, anziché piccoli impianti più ecocompatibili e raccolta differenziata, che danno potere ai cittadini.

Ora, per esempio, c'è una campagna mediatica sbalorditiva che tende a rivalutare il nucleare, bollando il popolo italiano come infantile e pauroso quando lo bloccò con referendum dopo Cernobyl. Invece il popolo italiano, allora, fu molto saggio. C'era troppo rischio e non si fidò. Come si fa oggi a dire che sbagliò alla luce dello scandalo infinito dei rifiuti, fra cui anche quelli altamente tossici degli ultimi decenni? Qui non siamo in Francia e oggi avremmo avuto scorie nucleari disseminate ovunque. Come infatti è oggi per le pochissime (grazie agli italiani) scorie che in 25 anni non hanno trovato ancora una sistemazione decente.  

Nel caso dell'acqua, poi, siamo all'assurdo totale: un bene primario per antonomasia, che necessita solo di tubature già presenti e pagate con i nostri soldi, viene privatizzato in maniera scellerata nel silenzio inquietante dei Tg. Tutti impegnati a parlare di gossip, di Alitalia (per salvare l'italianità!) e di nucleare (bisogna renderci indipendenti, che diamine!) e poi tacciono vergognosamente sul passaggio di fatto del controllo delle nostre acque ai francesi grazie ai furbetti del rubinetto (tutto il contrario dell'italianità e dell'indipendenza).
Però acqua in bocca, non se ne parli troppo, fa troppo comodo a tutti i politici. Ma non agli italiani.
A quando l'aria ai russi... magari con la giustificazione di una pretestuosa e fasulla purificazione?


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