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Piacere, Shakira

Viaggio nell'Italia dei nomi propri: esilaranti, classici o di tendenza. Vola Francesco (grazie al Papa)?

Gio 27 Ago 2015 | di Maurizio Targa | Bambini
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Ci sono i tradizionalisti, quelli che guardano fondamentalmente agli indimenticabili nonni. O i classici, che si rifanno a nomi rigorosamente di origine latina quali Marco, Antonio, Sabina. E ancora i creativi, fautori dell'importazione senza paura di nomi trendy, meglio orientaleggianti o made in Usa, magari con annesso errore di scrittura dovuto alla dubbia presenza di “h” o “j” o a declinazioni irrimediabilmente dialettali: famoso il “Valtere” registrato a Roma diversi anni fa. Sta di fatto che le idee sul nome da imporre al nascituro restano spesso confuse.

Tra Oceani e Falchi
Ci pensa l’Istat a dare una mano ai futuri genitori (o novelli, perché spesso la diatriba si allunga alle ore successive alla nascita, con una shortlist che non si chiude mai).  In che modo? L'Istituto di Statistica ha messo recentemente on line sul suo sito un divertente motore di ricerca, in grado non solo di proporre suggerimenti, ma soprattutto di fornire le classifiche dei nomi maschili e femminili più gettonati dal 1999 al 2014, assieme a un corollario di gustose curiosità per un evento, l'imposizione del nome, destinato a segnare fin dai primi vagiti la vita sociale dei nostri figli. In Italia vantiamo, per così dire, Chanel (Totti), Natan Falco (Briatore), Oceano (Elkann): passata la moda, avevano ritrovato spazio nomi semplici quali Marco, Andrea, Anna o Maria, che avevano popolato le classi dell’asilo di qualche anno fa. Ci siamo ricascati: muta nuovamente la diffusione dei nomi e cambia soprattutto nelle grandi città, dove a quelli più tradizionali, generalmente in declino, si affiancano delle new entries decisamente originali e che spesso arrivano dal mondo delle celebrità, anche se al vertice delle classifiche resistono i classici, magari quelli meno legati alla tradizione. La tendenza che si nota sempre di più è infatti quella di uniformazione a livello nazionale, a scapito dei nomi più locali; il Gennaro di Napoli o il Salvatore siciliano, per intenderci, che probabilmente vengono sempre di più visti come nomi “d’altri tempi”. 

A Milano vince Leonardo, a Roma Francesco
Nel capoluogo lombardo sono nati più di 7mila bambini in questi primi mesi di 2015; al primo posto delle preferenze si piazza Leonardo (scelto 154 volte), mentre al secondo troviamo Francesco, che sta vivendo ovunque una stagione di grande successo probabilmente per l’effetto Bergoglio. Seguono Alessandro (137), Matteo (135), Lorenzo (128), Riccardo e Andrea (122).Tra i più curiosi nomi dei maschietti meneghini troviamo Papa, Hermes, Galileo, Filicardo, Marcoesco, Arsenio, Alpha, Mosè, Aiace ed altri. Per quanto concerne le femminucce, all’ombra della Madonnina trionfa Giulia, gettonata 154 volte, seguita da Sofia (137), Beatrice (93), Alice (82), Giorgia (78), Emma (73) e via discorrendo. Ma anche tra i fiocchi rosa non mancano originalità quali Shakira, Armonia, Driana, Sefora. Rifiuto, o meglio opposizione, da parte di un encomiabile funzionario comunale per la tentata imposizione del nome Ladygaga ad una povera innocente brianzola. E a Roma? Nomi più o meno simili, tra i fiocchi rosa, a quelli milanesi: guidano la graduatoria Giulia, Sofia, Emma, Aurora, Ginevra, Chiara. Rispetto all’anno scorso, escono dalla top ten i nomi “colorati” come Bianca e Viola, e anche Matilde. Meno simili invece i nomi maschili delle due città, visto che nella capitale ai primi posti troviamo Francesco, Lorenzo, Matteo, Alessandro, Gabriele e solo al sesto posto Leonardo. Tornando alle femminucce, sempre grazie al nuovo Papa, Francesca all'ombra del Cupolone passa dalla 16° alla 12° posizione e, allargando lo sguardo al resto d’Italia, guadagna il primo posto in Campania e Basilicata. Sofia predomina incontrastata in 14 regioni, mentre Giulia vince in Valle d'Aosta, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Lazio. Proprio a livello regionale l'ISTAT ha comunicato soltanto il primo nome più scelto e, come Sofia, anche Francesco vince in 14 regioni. Fanno eccezione Lombardia ed Emilia-Romagna (dove troviamo in testa Alessandro) il Piemonte e la Toscana, dove comanda Lorenzo, Andrea in Valle d'Aosta e Giuseppe (12° nella classifica nazionale), in Sicilia.

Antonio è napoletano, Palermo ama Sofia
Al sud i nomi della tradizione stanno cedendo il passo. A Napoli tengono duro i classici, visto che il nome maschile più diffuso è Antonio, sia tra i nuovi nati che tra gli abitanti in assoluto; Vincenzo è il terzo nome assegnato ai bebè e al secondo posto tra gli abitanti, scavalcato nelle new entry da Francesco che anche sotto il Vesuvio sta andando molto forte. Tra le bambine i nomi più frequenti sono Gaia, Giulia e Francesca, che c’entrano poco con la top ten delle napoletane adulte, popolata di Anna, Maria e Carmela. A Palermo se i nomi maschili più diffusi e tradizionali tra gli adulti sono Giuseppe, Salvatore e Francesco ecco che invece i bebè si chiamano soprattutto Andrea, Gabriele e l'inossidabile Francesco. Allo stesso modo per le bambine, è crisi nera per Maria, Rosalia e Giuseppa, cui si sono sostituiti i trasversali Sofia, Giulia e Aurora, allineando così il capoluogo siciliano al resto d'Italia. Che si adegua al resto della penisola anche nelle stramberie: tra le palermitane hanno visto la luce nel 2014 anche Fauzia, Oliva, Venera, Idea e Principessa. Ma quanto è giusto imporre un nome bislacco al nascituro che lo porterà appiccicato a vita, quando di Sue Ellen e Memole si sarà persa memoria? Questo nemmeno l'Istat è in grado di dirlo.

 



Genitori troppo fantasiosi? Solo cartellino giallo

La scelta del nome è regolata dal DPR 396/2000 che contiene, dopo le riforme Bassanini, alcune modifiche rispetto al precedente Regio Decreto del 1939. Il testo ha introdotto importanti novità: è assolutamente vietato imporre lo stesso nome del padre vivente (in Italia non è ammesso il 'jr' come negli USA), di un fratello o di una sorella viventi, un nome ridicolo o proprio dell’altro sesso. Decade invece il divieto per nomi geografici: in passato vi era tolleranza per Italia, Europa o America; Asia era accettato in quanto legato alla ninfa greca madre di Prometeo. Prima del DPR 396/2000 l'Ufficiale dell'anagrafe poteva opporsi alla registrazione, oggi, pur in presenza di divieti, non può rifiutarsi Se i genitori intendono imporlo comunque, anche in violazione del comma 1 ("è vietato imporre il nome del padre o fratello viventi) o del comma 2 ("i nomi stranieri devono essere espressi in lettere dell'alfabeto italiano, con l’estensione alle lettere J, K, X, Y, W), l'ufficiale dello Stato Civile avverte del divieto, e, se il dichiarante persiste, ne dà notizia al procuratore della Repubblica il quale, a discrezione, può chiedere sentenza di rettifica. Stessa procedura laddove l’Ufficiale ravveda rischi di esposizione al ridicolo: è il caso del “cartellino giallo” ai genitori della mancata Ladygaga, che, per fortuna della bimba, hanno desistito.

 



La Top 20 italiana dei nomi MASCHILI scelti nel 2013

Francesco    10.553
Alessandro    7.235
Andrea    6.777
Lorenzo    6.747
Mattia    6.289
Matteo    5.945
Gabriele    5.799
Leonardo    5.496
Riccardo    4.721
Tommaso    4.188
Davide    4.075
Giuseppe    3.683
Antonio    3.387
Federico    3.350
Marco    3.310
Samuele    3.197
Luca    3.191
Giovanni    3.155
Pietro    2.960
Diego    2.923

 



La Top 20 italiana dei nomi FEMMINILI scelti nel 2013

Sofia    7.987
Giulia    7.313
Aurora    4.722
Emma    4.538
Giorgia    4.536
Martina    4.472
Chiara    3.908
Sara    3.890
Alice    3.661
Gaia    3.619
Greta    3.365
Francesca    3.243
Anna    3.119
Ginevra    2.941
Alessia    2.925
Viola    2.854
Noemi    2.776
Matilde    2.711
Vittoria    2.528
Beatrice    2.389


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