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Sei veramente felice a Natale?

Liberiamoci da quei riti che ci fanno star male e ascoltiamo solo noi stessi

Lun 01 Dic 2008 | di Alessandra Manni | Attualità

Sei veramente felice a Natale? La nostra cultura ci ha mostrato che è rispettando una serie di riti che si onora questo importante momento. Però c'è qualcosa che a me non torna. Io a Natale non sono così felice. Se immagino questo momento è come se tornassi bambina: mi sento serena, avvolta in un alone di amore... mi sento bene. Proprio tutto il contrario di come mi sento effettivamente il giorno di Natale. Non mi sento serena, non sento amore nell'aria e non sto bene! È come se perdessi la mia identità perché vengo travolta da tutti i “doveri del Natale” che mi sono stati imposti in tutti questi anni: corri a fare i regali, corri a preparare la tavola (perché non sia mai che i bicchieri o i tovaglioli non stiano perfettamente al proprio posto!), corri a salutare i parenti, scarta i loro regali (sempre con un bel sorriso stampato in faccia), corri a servire le portate, fai in modo che tutti stiano bene, passa più tempo possibile con i tuoi parenti e a mezzanotte tutti a messa. Diventa tutto così schematico e vuoto che non riesco a vivere la bellezza di questa festività. E non solo a me succede questo. Ho parlato con molte persone che conosco, coinvolgendole in una personale indagine, e mi sono accorta che la maggior parte di loro vive la mia stessa difficoltà.

INDAGINE PRIVATA TRA AMICI E PARENTI
Ho posto una semplice domanda “Sei realmente felice a Natale?”, perché, se ci pensiamo bene, non c'è motivo per non esserlo: siamo circondati da persone che ci amano e che amiamo, ci scambiamo doni e ... siamo tutti più buoni. Ma è proprio qui il punto: è vero questo “amore”? O è solo il risultato di convenzioni e “giuste” regole di comportamento che abbiamo vissuto passivamente fino adesso? Tra gli amici e i parenti che ho interrogato, la maggior parte di loro mi ha esternato un forte senso di disagio nel periodo natalizio. La risposta più frequente alla mia domanda è stata: “è una dura prova stare tutto il giorno con i parenti!”. Ciò che manda più in crisi è proprio il fatto di trovarsi insieme a tutta la famiglia. Molti di quelli che ho sentito, e mi ci metto anch'io in mezzo, a Natale si sentono frustrati, nervosi, quasi in gabbia, in quanto non riescono ad essere sè stessi. Si è costretti a stare con persone che, nel bene o nel male, hanno segnato la nostra vita e spesso rivediamo solo una volta l'anno. Degli “estranei”, possiamo dire. Molte volte i rapporti sono difficili anche con i familiari più stretti, tanto che, pur di andare d'accordo con loro nel periodo natalizio, diventiamo delle “pecore”, fingendo e mentendo a noi stessi.
“Addomestichiamo” il nostro carattere, mettendo da parte quello che non va, ma in questo modo non ci rispettiamo e non ci facciamo rispettare.

LA FALSITà CHE FA MALE
Mi ha colpito molto la frase di un mio amico: “Al pranzo natalizio mi mettono sempre vicino a mia zia. Con lei non mi sento per tutto l'anno, ma Natale si comporta come se tra noi ci fosse un legame fortissimo. Questa falsità mi distrugge!”. Oppure: “Non è un pranzo natalizio: è una corsa! Una corsa a servire, una corsa a mangiare e tutto per avere più tempo per il riposino pomeridiano. Non c'è scambio tra le persone sedute, è tutto così freddo e strutturato... che alla fine del pranzo mi sento vuota invece che piena!”. Ed ancora: “Non sento che questa festa mi appartiene. Non riesco a viverne il lato religioso. Mi hanno sempre imposto la messa di mezzanotte ed ora la rifiuto totalmente”.
C'è una delusione delle aspettative: da un momento di scambio di amore e di rispetto si riduce il tutto in uno scambio di regali e in una serie di convenzioni da seguire.
Ad onor del vero, non per tutti è così: c'è chi mi ha risposto che il Natale è un momento bellissimo, perché si sta con la famiglia e c'è un'atmosfera felice. In realtà tra tutti quelli che ho interrogato, in pochi mi hanno risposto in questo modo. Quello che mi ha fatto piacere è che tra questo gruppo c'erano tutti i neo genitori, o quasi, che conosco, felici di passare le feste con la loro nuova famiglia.

LIBERI DAI DOVERI DEL NATALE
Come difendersi da tutto questo? Semplicemente dando ascolto prima di tutto a noi stessi. Se sentiamo che quella cosa ci fa stare male, dobbiamo chiederci “perché la facciamo”? Il più delle volte crediamo di far felice una persona molto vicina a noi, che reputiamo più importante di noi, annullandoci. Questo però non fa felici né noi né chi ce la chiede, perché la facciamo con falsità e questo, coscientemente o meno, lo trasmettiamo.
Occorre un sano egoismo per amarsi veramente e rispettare la propria persona, distaccandosi dagli altri. è un argomento delicato, che tocca tutti in modo personale, che dovremmo attuare sempre nella nostra vita, soprattutto in momenti particolari come il Natale.
Per uscire dai propri inganni è indispensabile vedere la realtà in maniera onesta, liberandoci dai filtri che non ci fanno affrontare le falsità che viviamo. Il Natale, come la propria vita, merita di essere vissuto in prima persona!


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