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Il marketing che inganna

La legge ci obbliga a comprare auto non inquinanti e le case di produzioni falsano i controlli

Gio 22 Ott 2015 | di Armando Marino | Soldi

Non vi fate prendere in giro: non era il caso Volkswagen. È molto di più: siamo stati tutti ingannati da un meccanismo di marketing messo in piedi dall’Unione Europea e le case automobilistiche. La storia inizia con la Volkswagen, accusata dalle autorità americane di aver inserito nelle proprie auto un programmino informatico che consente di ridurre le emissioni della macchina quando vengono misurate in laboratorio. Questo episodio nasce dalla guerra commerciale tra America ed Europa, ma è servito a rivelarci l’inganno che da anni condiziona i nostri acquisti di automobili. La legge ci obbliga a comprare auto con meno emissioni inquinanti, entro limiti che vengono resi sempre più restrittivi ogni anno che passa (secondo standard chiamati progressivamente euro 1, euro 2 e così via). Fino a un certo punto questo meccanismo ha fatto piacere alle case automobilistiche, perché obbligava i consumatori a comprare un’auto nuova dopo qualche anno, pur di circolare nelle grandi città che bloccano i veicoli non aggiornati all’ultima norma anti inquinamento in circolazione. Man mano che i limiti diventavano più severi, però, aumentava troppo il costo di produzione delle auto e i produttori hanno iniziato a usare trucchi. Quello di Volkswagen è il più sofisticato, ma ci sono altre pratiche che riescono a ingannare i controlli: testare le auto in laboratori in alta montagna, dove l’aria offre meno resistenza, alleggerire le auto prima di portarle in laboratorio, ad esempio togliendo i sedili, gonfiare le gomme per ridurre l’attrito con i rulli su cui vengono fatte accelerare le auto sottoposte a test. Il risultato è che, mentre noi continuiamo a svenarci per comprare auto nuove, i dati forniti dalle auto e convalidati dalle autorità pubbliche, sia sui consumi di benzina che sulle emissioni inquinanti, sono regolarmente falsati. Così una politica ecologica di facciata è diventata un raggiro ai danni di milioni di consumatori. Finirà che chiuderanno l’incidente punendo Volkswagen e tutto andrà avanti come prima? O forse bisognerà confidare nei giudici. Codacons ha intentato un processo contro le case automobilistiche che hanno ingannato gli automobilisti sui dati dei consumi.


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