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Stage, il miglior modo per trovare lavoro

Il tirocinio funziona: quasi un terzo degli stagisti viene confermato

Lun 01 Dic 2008 | di Maurizio Targa | Attualità

Il giorno dopo la discussione della tesi, in genere, comincia il calvario per i giovani laureati italiani. Curricula inviati a tappeto, spesso senza risposte, colloqui, incontri ed estenuanti attese. E spesso, finisce che la tappa successiva alla “corona d’alloro” sia lo stage. Se spesso tale strumento è stato frequentemente bollato come sfruttamento, il tirocinio, come si diceva una volta, rappresenta il mezzo più diffuso ed efficace per trovare un’occupazione: la metà dei neolaureati entra nel mondo del lavoro proprio attraverso lo stage.
Ad un anno dalla laurea, secondo uno studio della Actl (Associazione Cultura e Tempo Libero) che ha realizzato un sondaggio presso 270 aziende, il 53% dei giovani italiani lavora (dati 2007). Pur se al di sotto delle medie europee, il valore italiano è in crescita dello 0,6% rispetto all’anno precedente, e più in generale le prospettive per i neolaureati, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, sono abbastanza buone: le grandi società li cercano per far loro assorbire la cultura d’azienda proprio attraverso gli stage. Ecco quindi che il tirocinio diventa una tappa quasi necessaria: il 90% delle aziende conferisce agli stagisti dei rimborsi spese che solitamente oscillano dai 500 agli 800 euro mensili e, dato ben più importante, i tirocinanti vengono confermati in quasi il 30% dei casi, col particolare ancor più significativo che, nel 54% dei casi, accedono ad un contratto a tempo indeterminato. Ma come scovano le aziende gli aspiranti stagisti? Dall’indagine svolta in questo senso Gidp/Hrda, l’Associazione dei direttori delle risorse umane, attraverso un questionario sottoposto a un campione di 129 direttori del personale di medio-grandi società, emerge che, per entrare in contatto con i neolaureati, il 48% delle aziende si avvale dell’ufficio placement dell'università (indicato dalla maggioranza delle imprese, come migliore canale di reclutamento), il 17% usa portali internet per la ricerca e il 9,3% il sito intranet aziendale. Seguono le agenzie per il lavoro, le società di selezione e gli eventi e le fiere per il lavoro. 


Forme di inserimento aziendale per neolaureati
44,3%    stage
20,1%    contratto a tempo determinato
12,1%     lavoro temporaneo
8,8%    contratto di inserimento
8,7%     contratto a tempo indeterminato
6%     contratto a progetto

Fonte Gidp/Hrda         



DIRITTI E DOVERI      
Cosa deve fare lo stagista, “ospite” dell’azienda
Lo stage non costituisce rapporto di lavoro. Il tirocinante è un ospite e come tale deve adeguarsi alle regole dell’azienda che lo accoglie. Nella circolare 15 luglio 1998 n. 92, il ministero del Lavoro ha precisato doveri ed obblighi di ambo le parti.
- Il giovane è tenuto a svolgere le attività previste dal progetto formativo e di orientamento.
- Deve seguire le indicazioni dei tutori e fare riferimento a loro per qualsiasi esigenza.
- Deve rispettare i regolamenti aziendali e le norme in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro.
- Per tranquillità dell’azienda, lo stagista è tenuto a mantenere la riservatezza sui dati, le informazioni o le conoscenze sui processi produttivi acquisiti durante lo svolgimento dello stage.
- L’impresa ospitante deve favorire l’esperienza del tirocinante nell’ambiente di lavoro, fargli acquisire le conoscenze e applicazioni più opportune e rilasciare un attestato di frequenza che le certifichi.
- Deve designare il responsabile aziendale incaricato di seguirlo e di certificarne i risultati, nonché provvedere alla copertura assicurativa INAIL ed RC.
- In caso di assenza per qualunque motivo dal posto di lavoro, lo stagista è tenuto ad una semplice comunicazione all’azienda e non gli è richiesta alcuna certificazione.
- Ciascuna delle due parti può recedere unilateralmente dallo stage in qualunque momento, con semplice comunicazione all’ente promotore.     


LE AZIENDE PER GLI STAGISTI    
Possono ospitare stagisti:

•  Aziende con non più di 5 dipendenti (1 tirocinante); con un numero di dipendenti tra 6 e 19, (max 2 tirocinanti contemporaneamente); con più di 20 dipendenti, (in misura non superiore al 10% del totale dipendenti).
• Università e istituzioni scolastiche statali e non statali
• Provveditorati agli studi
• Centri di formazione professionale
• Comunità terapeutiche
• Enti ausiliari e cooperative sociali
• Servizi di inserimento lavorativo per disabili
• Istituzioni formative private.
• Gli stagisti possono essere studenti, disoccupati, inoccupati, o soggetti portatori di handicap.   


Figure più ricercate
“In” ingegneri, economisti e medici. “Out” i letterati
Le aziende ricercano soprattutto ingegneri, economisti, medici o farmacisti: queste lauree, da sole, coprono oltre l’80% del totale delle richieste delle imprese interpellate. A molta distanza si piazzano le lauree in Giurisprudenza, Chimica e Lingue straniere che costituiscono dall'8% al 3% delle richieste totali. Poco cercati i laureati in altre discipline (Lettere e Filosofia solo lo 0,96%). La flessibilità e la capacità di lavorare in team sono invece, secondo l’indagine, le caratteristiche personali più preziose in un neolaureato. Importanti anche il “problem solving”, ovvero la capacità di risolvere i problemi, la dinamicità e l'operatività. Per quanto concerne la durata dell’esperienza di stage, nella maggioranza dei casi vengono proposti tirocini di 6 mesi; solo una piccola parte (8,5%) dei giovani dottori trascorre un intero anno in azienda con un contratto di stage, mentre il 7,8% collabora per soli 3 mesi e il 5,4% per 9. è prevista anche la possibilità di riconferma nel proprio ruolo, condizione che si verifica 7 volte su 10. Alla fine del percorso di tirocinio, comunque, circa un terzo dei neolaureati viene inserita nell’organico aziendale. «Non bisogna mai dimenticare – dicono proprio da Gidp/Hrda - che lo stage rappresenta un’ottima occasione di formazione per il giovane dottore, chiamato a seguire, con il supporto di un tutor, un progetto preventivamente concordato con l'azienda. Ciò fa sì che lo stagista entri in azienda con il suo sapere e ne esca con il saper fare.»


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