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Cesare Cremonini: Ricomincio da un bacio

La stella bolognese sogna la luna

Sab 01 Nov 2008 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 8

Ha solo 28 anni e da 10 il suo nome è iscritto nel firmamento delle celebrità. Perché lui, Cesare Cremonini, ci ha fatto ballare (e continua a farlo) con la mitica "50 Special", sognare con "Qualcosa di grande" e cantare con tutti i successi che ha registrato nel corso della sua carriera da solista. Una carriera cominciata nel 2002 e che lo ha portato quest'anno alla pubblicazione del suo quarto album (uscito lo scorso 26 settembre). «Questo disco, "Il primo bacio sulla Luna", arriva alla fine di un periodo complesso della mia vita ed è in qualche modo il riassunto di tutti gli altri album che ho fatto».

Hai cominciato nei locali bolognesi e ti sei trovato a dover gestire improvvisamente una popolarità inaspettata. Come guardi a quel Cesare?
«Con simpatia ed un po’ di invidia: l’approccio che avevo al mondo dello spettacolo era da vero incosciente. Forse è anche per questo che suscitò tanto interesse nella gente. Ora andare in tv mi mette più in imbarazzo, forse anche perché adesso parlo di temi più intimi rispetto a prima».

Quando hai scoperto di voler comunicare tramite le canzoni?
«Quando avevo 11 anni ero innamorato della mia compagna di banco che non mi filava e riuscivo ad esprimermi solo con le canzoni … un po’ quello che mi accade oggi».

Come ti fa sentire lo scrivere canzoni?
«Molto bene: scrivere è sempre più un processo naturale e mi accorgo che è la più grande fortuna che ho. è come avere un'amica fidata che mi fa sentire meno solo».
Un senso di solitudine che "combatte" con una ricetta originale: "chiude la porta, quattro lenti giri di chiave dopo di corsa/ dove nessuno lo può cercare a chiudere gli occhi/ e sognare...", come scrive nella quarta traccia dell'album "La ricetta... (per curare un uomo solo)".

Il tuo è un album fatto di storie che parlano degli altri, ma anche di te, di esperienze osservate ma anche vissute. E il titolo suggerisce la tua tendenza al sogno ed al romanticismo.

«Ho scelto un titolo narrativo, perché mi incuriosisce immaginare il giorno in cui ci trasferiremo tutti in altro pianeta e mi divertiva l’idea che possa ricominciare tutto da un bacio. è affascinante pensare di poter esportare l’amore in altri luoghi. è l'amore che ci qualifica come esseri umani».

Come è nato questo album?
«L’album è nato a Bologna e ho impiegato due anni per scriverlo, giorno dopo giorno l’ho visto crescere. “Il primo bacio sulla Luna” racconta quello che ho provato e vissuto in questi ultimi tempi: non so scrivere se non in modo autobiografico, scrivere per me è una soluzione e una cura».

Quando componi - hai dichiarato in un'intervista - pensi solo a te e non al pubblico che andrà a comprare il cd: questo ti ha fatto perdere dei fan per trovarne dei nuovi o ha creato un interesse ancora maggiore nel pubblico che non sa mai cosa aspettarsi da un artista eclettico come te?
«Penso abbia creato un interesse maggiore anche se è chiaro che questa libertà artistica ha fatto storcere il naso a chi si aspettava da me sempre le stesse cose. Scrivere per me è un’esigenza non un mestiere. In Italia c’è musica per tutti e io non sono e non voglio essere quell’artista che deve costringere il pubblico ad ascoltarlo per forza».

"Dicono di me" è stato il tormentone di questa estate: cosa dicono di te? Te ne preoccupi?
«Credo che tutti abbiamo bisogno di essere apprezzati per quello che facciamo. Ma la canzone non si riferisce a me come artista. è una canzone d'amore che parla della vita comune e che nasce dagli echi di mia madre, che mi diceva di non uscire con l'amico con l'orecchino, di studiare e così via. Siamo tutti un po' superficiali, schiavi del pregiudizio. Devo ammettere che di me si dice un gran bene e non posso lamentarmi... Ma le canzoni a volte sono meglio di chi le scrive».

Nel 2006 hai scritto una canzone dedicata al padre e alla madre: sull'allontanamento necessario dai genitori per "salvarsi" e per ritrovare poi un rapporto più vero tra persone vere. Pensi che sia una tappa naturale nella vita di ognuno? Cosa hai scoperto allontanandoti?
«Non è così scontato l'allontanamento. Ed io ho dovuto farlo. Il mio rapporto con i miei genitori è cambiato in meglio quando mi sono affrancato da loro. è una cosa che consiglio perché credo sia molto importante aprirsi e mettersi in gioco».

UN POETA DI NOME CESARE
Avviato fin da piccolo allo studio del pianoforte, dopo alcuni anni tiene alcuni concerti di musica classica. La passione per la scrittura nasce ad 11 anni, quando in un quaderno scrive racconti brevi e poesie d'amore. A 12 gli viene regalato il primo disco dei Queen, band di cui è grande fan e che lo porta ad abbandonare la musica classica per dedicarsi totalmente al pop/rock. Nel 1996 costituisce, assieme ad alcuni compagni di classe, la prima band, i Senza Filtro. Nel 1999, con Nicola Balestri, Gabriele Galassi, Alessandro De Simone e Michele Giuliani, fonda i Lunapop. In quattro anni di attività il gruppo pubblica quattro singoli, vendendo oltre un milione e mezzo di copie. Nel 2002 diventa solista e pubblica l'album “Bagus”. Nel 2005 pubblica il suo secondo album da solista, “Maggese”. In occasione dell'anniversario della morte di Mercury, viene pubblicato il suo primo live dal titolo 1+8+24. Il 26 settembre pubblica il quarto album “Il primo bacio sulla Luna”, composto da 12 tracce.


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