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Il piacere della lettura

La maggior parte degli italiani non legge nemmeno un libro l’anno. Ma 6 persone su 10 che leggono almeno un libro l’anno hanno tra gli 11 e i 17 anni

Gio 25 Feb 2016 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
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Metà degli italiani non legge libri, l’altra metà li scrive. Siamo un popolo di non lettori. La maggior parte degli italiani non legge nemmeno un libro l’anno. Ritornelli che sentiamo continuamente, ma che si riferiscono soprattutto agli italiani adulti. Secondo l’Associazione italiana editori, 6 persone su 10 che leggono almeno un libro l’anno hanno tra gli 11 e i 17 anni. Ma tutto sommato le statistiche non servono. Basta osservare i nostri figli per capire che il piacere della lettura per loro è molto più naturale che per gli adulti. Naturalmente ci sono ragazzi recalcitranti, ma alla maggior parte piace leggere. L’editoria per ragazzi è uno dei settori più floridi ed è strano vedere come questi ragazzi iperconnessi, sempre intenti a comunicare con i telefonini, continuino a maneggiare oggetti “obsoleti” come i libri, pesanti mattoni di carta stampata, i cui caratteri non si possono ingrandire strofinandoci sopra due dita come si fa con i tablet. Molti ragazzini maneggiano con disinvoltura anche gli ebook naturalmente, ma in fondo la questione centrale non è il supporto, ma la lettura in sé. è evidente, e lo spiegava bene già molti anni fa Daniel Pennac in “Come un romanzo”, che il piacere della lettura è un bene comune dei giovani che l’educazione spesso rischia di guastare, ingabbiando il piacere in una serie di regole e costrizioni.

Un sondaggio di una grande casa editrice americana di libri per ragazzi, la Scholastic Corp, mostra che i giovanissimi che leggono di più sono in grande maggioranza quelli che hanno più tempo e possibilità di leggere libri scelti autonomamente. Chiaro che i libri sono anche strumenti educativi ed è normale che insegnanti e genitori vorrebbero far leggere ai ragazzi libri che li facciano crescere. Ma credo sia altrettanto vero che, se ci si abitua a leggere tanto, il gusto della lettura con il tempo si affina, si educa. Il nostro compito di adulti, non facile, può essere quello di dare l’esempio, ma se poi si pretende che i nostri figli leggano ciò che vogliamo noi, c’è il rischio di rubare loro il piacere di mettersi davanti alla pagina scritta e accendere la fantasia. Loro sono capaci di farlo ed è per questo probabilmente che la lettura li affascina: meglio degli adulti sono capaci di abbandonarsi alle storie e lasciare che inneschino la loro immaginazione senza condizionamenti.

A proposito di dare l’esempio, ho letto questa bella frase di Roberto Denti, storico libraio per ragazzi che pubblicò nel 1978 il suo diario di libraio con il titolo “I bambini leggono”: “L'educazione non è fatta di parole (belle e corroboranti) o di consigli (utili o utilitari), ma di comportamenti. Capita che il comportamento degli adulti tenga conto di tutto, meno che del senso dell’umorismo”. Il volume è stato ripubblicato da Einaudi qualche anno fa, forse è ancora in circolazione. Geronimo Stilton, Harry Potter, il Diario di una schiappa, perfino Hunger Games. Forse vorremmo che leggessero altro, ma c’è tempo per scegliere titoli diversi e più “pesanti”. Lasciamo che si godano le pagine che li attirano di più. Lasciare che trovino la propria strada per conservare il piacere della lettura, questo è un bel regalo per il futuro dei nostri figli.


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