acquaesapone Soldi
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

La fabbrica delle multe

La nuova “tassa”, che utilizza pure apparecchi truccati

Sab 01 Nov 2008 | di Fracesco Buda | Soldi

Una scure si abbatte sugli italiani: la multa stradale. È una specie di tassa mascherata in nome della nostra sicurezza e della legalità. In realtà è ormai una fabbrica che sforna verbali e incassa. Chi più chi meno, Sindaci ed Amministratori locali sempre più ricorrono ad apparecchi tecnologici per salassare chi guida e portare denaro nelle esangui casse municipali. Nel solo 2006, l'Aci calcola un miliardo e 100 milioni di euro rastrellati dalle polizie municipali dei capoluoghi di provincia. Quasi la stessa somma della tassa addizionale Irpef. Gli arnesi del mestiere sono tecnologie ingegnose quanto ingiuste e vessatorie. E spesso pure pericolose (ti fanno frenare di colpo, distraggono). Dopo l'incubo autovelox, l'ultimo grido in fatto di diaboliche macchinette spara-multe, sono i Photored, T-red  e altri  simili semafori “vampiri”: la luce gialla dura tre secondi o anche meno. Troppo pochi perché l'automobilista riesca a liberare l'incrocio prima del rosso. E così scatta la foto con tanto di sanzione, 136 euro e 6 punti tolti dalla patente. A Como, dove se ne sono accorti per primi, in soli sei mesi un unico semaforo ha fruttato 896 multe in 8 giorni. Bottino: 130.000 euro. A Segrate (Mi), 40.000 multe in 7 mesi. A Settimo Torinese 25.000 in 5 mesi. Ad Altavilla, nel vicentino, oltre 20.000 multe in sei mesi. Valanghe di contravvenzioni col trucco per milioni di euro, in tutta Italia, con ditte private che fabbricano sanzioni “a cottimo” e intascano la percentuale, complici - secondo la Magistratura - alcuni amministratori, funzionari pubblici e agenti di polizia municipale. «Norme e circolari ci sono, il problema è che le Pubbliche amministrazioni le ignorano, anzi, spesso i Comuni usano impropriamente certe strumentazioni, che di per sé sono valide» dice l'ing. Andrea Marella, esperto di sicurezza stradale del sito www.trafficlab.eu, visitatissimo in tutta Italia. «Un grosso problema - sottolinea - sono gli appalti e la gestione privata di questi apparecchi. Il Codice della Strada non prevede affatto che i proventi delle sanzioni possano finire a società private, come per molti autovelox e Photored e T-red.. Proventi che dovrebbero invece andare alle polizie locali per tenere corsi di educazione stradale, al miglioramento della circolazione sulle strade, al potenziamento e miglioramento della segnaletica». A Perugia il privato pare prendesse 25 euro a multa. Il “giallo” del giallo semaforico spara-multe è ora ad una svolta: oltre a migliaia di ricorsi davanti ai Giudici civili per far annullare le multe truffaldine, i responsabili dovranno vedersela con i Giudici penali che hanno fatto arrestare diverse persone. L'accusa è di aver truccato le regole degli appalti su questi aggeggi e di averli tarati male per lucrare su chi guida.

Strumenti di insicurezza stradale: creano incidenti? Denunciamoli
Vogliono educarci con arnesi vietati.  Otre alle macchinette spara-multe, c’è la piaga degli aggeggi che, in nome della sicurezza stradale, creano invece più pericolo che altro.
Sono i dissuasori di velocità: pannelli elettronici che ti dicono a quanti chilometri viaggi, con lucine lampeggianti. Come se i veicoli non avessero il tachimetro, fa notare il Ministero. Ce ne sono pure presso i semafori. Diversi dai Photored  e simili (che multano chi passa col rosso) questi, se si supera il limite di velocità, invece della multa, come punizione fanno scattare il rosso. Risultato? Inducono ad “inchiodare” all'improvviso con il rischio di tamponamenti e sbandate. Oltre a stravolgere la funzione del semaforo, che non è quella di controllare la velocità, ma il traffico. «Tutti questi sono dispositivi non omologati – chiarisce ad Acqua & Sapone l'avv. Fabio Dimita, Direttore amministrativo del Ministero dei Trasporti -, non ci dovrebbero proprio stare sulle strade italiane e come Ministero continuiamo a ribadirlo. Anzi, in caso di incidenti causati da questi impianti, si può fare causa all'Ente proprietario della strada ai sensi dell'articolo 14 del Codice della Strada».                        


COME  DIFENDERSI DALLE MULTE      
Quando contestare i verbali autovelox e per il “rosso”
Che fare se arriva una multa per eccesso di velocità o per passaggio con il rosso  (Photored, T-red e simili)? Ce lo spiegano due esperti. «Innanzitutto leggere con attenzione il verbale e controllare se il dispositivo che ha rilevato l'infrazione è omologato, così come gli stessi cartelli che devono segnalare la presenza di questi apparecchi - chiarisce l'ing. Andrea Marella, di www.trafficlab.eu, cliccatissimo sito internet che offre un servizio gratuito di divulgazione delle normative sulla sicurezza stradale  - è bene rivolgersi alle associazioni dei consumatori». Per sapere se un dispositivo è omologato, cioè se ha l'ok statale, «basta chiederlo alla nostra Divisione II della Direzione generale Sicurezza stradale, dati che presto saranno sul nostro sito» assicura l'avv. Fabio Dimita, Direttore amministrativo del Ministero dei Trasporti. «Inoltre, se la multa non è stata contestata dagli agenti immediatamente, ma arriva per posta, è bene verificare sul verbale se il dispositivo che ha rilevato l'infrazione è omologato anche per funzionare in automatico, cioè senza pattuglia vicino lo strumento che ha rilevato l’infrazione. Nel caso di postazioni autovelox, il verbale deve anche dire che c'erano cartelli o pannelli luminosi che avvertivano della presenza di dispositivi di misurazione della velocità. Quei segnali devono essere posti almeno 4 chilometri prima della postazione e devono essere ripetuti ad ogni incrocio».                              


Se arriva la multa a casa, quando fare ricorso al Giudice di Pace

• se è arrivata dopo 150 giorni dalla data del rilievo dell’infrazione

• se l'apparecchio (Autovelox, semaforo Photored, T-red ecc.) non è omologato e/o non è omologato per funzionare “in automatico” (senza pattuglia)

• se sul verbale non è indicata la presenza di segnaletica (cartelli o pannelli luminosi) che avvertivano della presenza dell'autovelox

• se l'autovelox non era ben visibile e - in caso di autovelox temporaneo - se non c'era pattuglia ben visibile vicino l’apparecchio

• se manca l'autorizzazione del Prefetto all'utilizzo dell'apparecchio su strada extraurbana senza contestazione immediata

• se il giallo del semaforo dura meno di 3, 4 o 5 secondi (in base ai limiti di velocità: 50, 60 e 70 km/h)


Condividi su: