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Occhio a “dottor internet”

Sempre più persone si affidano al web per reperire informazioni mediche o consultare il parere di un dottore. Ma è così sicuro?

Mer 01 Ott 2008 | di Alessandra Manni | Salute

In Italia una persona su 5 usa Internet quando ha bisogno di reperire informazioni mediche, è facile e veloce e soprattutto non costa niente.
Secondo i dati raccolti dal Censis nel 2007 è un comportamento diffuso soprattutto tra le persone più istruite, con un 34% di persone laureate, ed è sempre più frequente che questi pazienti interattivi si presentino dal proprio medico per discutere di diagnosi e terapie trovate navigando nel web. Siamo diventati tutti un po’ dottori? Sicuramente no, anche perché, se la rete è una miniera infinita di informazioni che possono soddisfare alcune curiosità, bisogna tener presente che è facile imbattersi in inesattezze, informazioni equivoche o addirittura pericolose.
La quantità eccessiva di fonti può generare contraddizioni e confusione, così si comincia a cercare un consulto diretto con un medico, tramite i molti siti che permettono questa comunicazione.
Uno di questi è “Medicitalia.it” dove i visitatori si affidano alle indicazioni dei medici iscritti a questo portale, che rispondono alle varie problematiche di salute proposte dagli utenti.

LA GARANZIA DELLE INFORMAZIONI
Su Internet le persone si fidano di indicazioni date da persone che si presentano come medici, ma che in realtà sono perfetti sconosciuti: sono tantissimi i casi di falsi medici nelle cronache nazionali  e non, e se può succedere nei rapporti “vis-à-vis”, non è così improbabile che succeda anche on line. Come fidarci allora di quello che ci dice il nostro sconosciuto “Dr. House”? Il primo passo per essere sicuri di consultare un sito con informazioni garantite è quello di accertarsi che compaia in esso il codice dell'Hon Code (Health on the Net Foundation Code of Conduct), un vero e proprio marchio di attendibilità per siti internet. Questo codice attesta che il sito si basa sui requisiti di credibilità: le informazini provengono da medici qualificati, non dispensano soluzioni facili, rinviano sempre ad un consulto reale, vengono dichiarati sponsorizzazione e conflitti d'interesse, le date di pubblicazione sono esplicitate. In secondo luogo, si può verificare che chi fornisce una data informazione sia veramente uno specialista: basta inserire il suo nome nel motore di ricerca Pub Med (www.pubmend.gov) e vedere se ha già pubblicato degli articoli su riviste scientifiche di buon livello. Altra mossa da compiere è quella di consultare le opinioni dei navigatori di Internet che, come noi, vogliono essere certi di consultare informazioni attendibili. Grazie al progetto promosso dall'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dal Centro Cochrane Italiano è disponibile sul sito “www.partecipasalute.it” il “Misurasiti”: uno strumento che dà la possibilità di esprimere la propria opinione sulle pagine trovate, per capire se possono essere utili o se invece è meglio cercare altrove.

ATTENZIONE ALLA “CYBERIPOCONDRIA”!
La maggior parte delle persone che consulta materiale medico sul web vuole trovare velocemente una spiegazione ad un proprio problema di salute. Uno dei rischi è quello di farsi sopraffare dall'ansia che, molte volte, può essere anche effetto di un vero disturbo: l'ipocondria, detta anche sindrome del “malato immaginario”. Questo termine fu usato per la prima volta da Ippocrate duemila anni fa, indica la paura o la convinzione ingiustificata di avere una malattia e colpisce incondizionatamente uomini e donne, in particolare dai 40 anni in su. Di conseguenza si può dedurre che l'autodiagnosi selvaggia on line incentiva le tendenze ipocondriache: sembra infatti che uno studio psichiatrico ha rivelato che l'uso improprio delle ricerche potrebbe far nascere quella che viene definita cyberipocondria. Le manifestazioni sono diverse, dalle più leggere fino ad arrivare al livello “delirante”e in generale questo disturbo è legato all'ansia, che a sua volta è collegabile ad un problema appartenente sia alla sfera relazionale della persona sia alla sua identità.  Sommando questo disturbo al fatto che molte persone non conoscono i vari tecnicismi presenti sui testi medici, il risultato può essere quello di forviare le informazioni trovate. Per questo motivo i siti più attendibili e seri rimandano sempre ad un consulto medico “reale”!  

UNA PAGINA SU 20 RIPORTA NOTIZIE MEDICHE IMPRECISE
L’Anderson Cancer Center di Houston (USA) ha esaminato 343 pagine internet che trattano di carcinoma al seno, raggiunte attraverso 5 grandi popolari motori di ricerca (Google, Yahoo, Alta Vista, Overture e Alltheweb). Diciotto di queste pagine, ovvero poco più del 5 per cento, riportavano affermazioni inadeguate secondo 15 criteri di qualità precedentemente stabiliti, che comprendevano, tra le altre cose, una valutazione sull’aggiornamento dei dati, le credenziali degli autori, la conformità alle linee guida ufficiali sulla malattia e sulle terapie. Per quanto riguarda i siti internet dedicati alle cure complementari e alternative, hanno mostrato una possibilità 15 volte superiore di riportare affermazioni poco precise.

UNA VOLTA C'ERA... L'ENCICLOPEDIA MEDICA
Una volte c'era l'enciclopedia medica: 24 volumi che ti entravano dentro casa e ti cambiavano la vita. La proponevano sorridenti e convincenti venditori porta a porta che già sull'uscio riuscivano ad  insinuarti un dubbio sulla tua salute con frasi del genere “Lei sa che il suo pallore potrebbe essere sintomo di una grave anemia....” oppure “La vedo molto stanca: lo sa che potrebbe essere un importante campanello d'allarme che le segnala una carenza di minerali....”. Si spalancava così l'uscio al bravo piazzista e per il malcapitato acquirente iniziava una vita da malato. 24 volumi in 120 comode rate per scoprire di avere i sintomi di almeno la metà delle malattie conosciute. Le enciclopedie mediche, per carità, erano ben fatte, anche autorevoli, ma il problema è che quelle informazioni venivano gestite da persone che non potevano distinguere un semplice colpo di tosse dai sintomi della tubercolosi. L'enciclopedia medica porta a porta è stato un fenomeno molto diffuso in Italia, ancora fino agli anni '80, causato principalmente dall'incapacità dei dottori di ascoltare i propri pazienti.


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