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Ribadisco: Lady Oscar non per bimbi

Ecco la risposta alle tante lettere arrivate dopo Il primo articolo sul mitico cartoon

Mer 01 Ott 2008 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
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Un consiglio per gli appassionati di anime e  manga: consultate animeclick, un quotidiano di informazione sul web imprescindibile per gli amanti del genere, sicuramente tanti tra i lettori di Acqua & Sapone. Animeclick, più che un sito, è un portale verticale dove sono recensiti centinaia di cartoni giapponesi, le news vengono  aggiornate più volte al giorno e la community è molto forte: l’ho sperimentata di persona. Sono stata infatti ivi crocifissa sull’altare di  Lady Oscar, a seguito di un mio articolo pubblicato qualche mese fa. In tre giorni sono stati postati 125 messaggi. L’articolo è stato poi ripreso da altri blog. A tutti ho risposto con gentilezza. Sono stata sarcastica solo con chi invocava il mio internamento a causa di una presenza del maligno nella mia persona. Per il resto i commenti sono stati piuttosto pacati e dovuti, credo, a qualche equivoco.
Il principale malinteso è l’età del mio bambino. Chi legge questa rubrica che tengo da cinque anni, da quando cioè ero in dolce attesa del mio primogenito, sa che mio figlio ha 4 anni. Il mio commento “non farò vedere Lady Oscar a mio figlio“ (per adesso, si intende) ha provocato risposte piccate perché molti  immaginavano un figlio adolescente, oppresso da una madre eccessivamente protettiva, un figlio che “non sarebbe stato in grado di distinguere il bene dal male” a causa delle mie scelte: “signora” – mi hanno scritto -, “è ora che suo figlio si svegli” (…a me sembra anche troppo sveglio per la sua età), “il mondo non è tutto rose e fiori”, “diventerà un signorino rinchiuso in una gabbia dorata”, “un ragazzo che ne ha piene le scatole di essere il cocco della mamma”, “che non saprà che il fuoco scotta prima dei venticinque anni”.
A quattro anni il mondo già non è rose e fiori perché i bambini sono costretti dentro regole che non hanno sottoscritto, dentro strutture rigide come gli asili, dove non c’è la mamma pronta a perdonarti se fai un capriccio, bensì un insegnante che giustamente ti rimprovera. Ma è anche l’età in cui si crede ancora (per poco, lo so) a Babbo Natale. Gli anime come Lady Oscar sono per bambini e  adolescenti da 8-9 anni in su e credo che su questo punto quasi tutti gli utenti di animeclick (e non solo) concordino. Per i piccoli come mio figlio ci sono i cartoni animati come La casa di Topolino, Little Einstein e molti altri. Semmai la vera critica imputabile al  mio articolo sarebbe che ho scoperto l’acqua calda.
Molti altri commentatori sono andati invece più in là, a causa di una lettura forse superficiale, e probabilmente maliziosa, dell’articolo o per amor di polemica. è stato scritto che io non volevo far vedere Lady Oscar a mio figlio a causa della sua componente omosessuale. Qualcuno ha titolato: “mamma contro Lady Oscar, è un cartone gay, non lo farò vedere mai a mio figlio”. Un altro ancora: “una mamma tenta di far passare la propria omofobia per istinto materno”. Nei loro articoli citano frasi che non ho mai detto e giudizi che non mi sarei mai sognata di esprimere. Sorrido all’idea di dovermi difendere da accuse così lontane dalla mia posizione. Innanzitutto perché io non amo Lady Oscar, l’adoro. Mi piace così tanto che vorrei essere io quella donna bella, forte, onesta e coraggiosa. In secondo luogo, Lady Oscar non è sicuramente un cartone gay, ci sono alcune ambiguità sessuali che in Italia sono arrivate molto sfumate e che una bambina di 10 anni non coglie certamente. Non ci sono baci saffici, ma l’imposizione di un nome e di un ruolo maschile da parte di un padre tiranno che alla fine si pente delle sue scelte. Lady Oscar è pieno di buoni sentimenti, di quei saldi valori portati avanti dalla rivoluzione francese, è la storia di un’amicizia che diventa amore. Ma ci sono anche tanti momenti tragici: un bambino che viene sparato alle spalle per gioco, una mamma che perisce investita da una carrozza, tanti poveri ammazzati dall’esercito e dalla prepotenza del Potere  e soprattutto alla fine della storia i protagonisti positivi muoiono entrambi. Troppo, per un bambino.
Quindi chiarisco, per onor di cronaca, ma non mi difendo. Non ce n’è bisogno. Basta rileggere l’articolo senza pregiudizi.
Per chiudere vorrei citare un brano di una bella lettera speditami in redazione da  Antonella L.: “Oscar è l’ultima eroina che parla del valore e del dolore di fare una scelta di vita , tant’è che accodandosi ai rivoluzionari, anzi, guidando ella stessa un drappello di soldati rivoltosi, diserta non solo al suo Re, alla sua Regina ed alla sua divisa, ma a tutto il suo stile di vita, rinunciando al titolo, ai privilegi nobiliari e così via. Oscar incarna la libertà dell’amore autentico, tant’è che, concedendosi liberamente ad André nonostante la differenza di rango e censo, ci insegna che, quando si ama veramente e profondamente qualcuno, le differenze non esistono più”. Sono d’accordo. Per questo consiglierò Lady Oscar a mio figlio adolescente. Vorrei capisse che l’amore vince tutto, sempre e comunque. E in ogni caso spero che, più che un cartone, varrà il mio esempio.


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