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Attenti al bullo

Scuola impotente, famiglie assenti: bullismo inarrestabile

Lun 01 Set 2008 | di Natascia Galeno | Attualitā

Parlare di scuola significa anche parlare di bullismo. Un fenomeno in forte crescita che però non arriva inaspettato. La perdita della famiglia come luogo di educazione o, peggio, di educazione a valori negativi come quelli del “tutto e subito”, del “solo i soldi hanno valore” lascia soli  i ragazzi nel momento cruciale della loro vita, quello che va dai 10/11 anni alla maggiore età. é in quegli anni che si completa la personalità dell’individuo e in cui il ragazzo è fortemente influenzato dai modelli che lo circondano. La famiglia delega tutto alla scuola che non ha però la forza di educare, di contrastare la misera cultura che i ragazzi assorbono dalla decadente Tv o dall’ingovernabile internet.
E i ragazzi reagiscono in questo modo. C’è di che preoccuparsi, perchè anche in Italia la crescita del bullismo sembra inarrestabile.
«Oltre ad abbassarsi l'età, sono coinvolti i bambini dai 7 agli 11 anni, – commenta Vincenzo Mastronardi, psichiatra e direttore della cattedra di psicopatologia forense e dell'Osservatorio dei comportamenti e della devianza della Sapienza, università di Roma - cresce il numero di donne interessate dal fenomeno: di queste l'80,9% affronta direttamente il bullo e solo il 18,9% si rivolge ad un adulto».
Tra i motivi scatenanti il colore della pelle (42% dei casi), mentre nel 35% dei casi la causa è nell'abbigliamento. La disabilità nel 32% degli episodi di bullismo.
Ma il fenomeno sta cambiando.
La nuova forma di bullismo si chiama "Cyberbullismo" ossia effettuata attraverso le nuove tecnologie. Cambia il mezzo (le minacce e le sudditanze arrivano attraverso gli sms, le mail e le chat), ma non cambia l'obiettivo: danneggiare la vittima, emarginarla e deriderla. Metterla in ridicolo.
Da interviste effettuate ai ragazzi emerge che il bullo è colui che vuole sentirsi più forte nel 43,2% dei casi, più grande nel 28,6% e solo il 2,2% crede che lo si faccia per scherzo.
E per quanto riguarda l'Europa?
Il livello di attenzione anche in Europa resta alto. E' l'Inghilterra il Paese più violento: qui la linea dura delle decisioni prese non ha però portato nessun vantaggio, anzi il fenomeno è in forte crescita. Anche gli altri paesi europei comunque hanno gravi problemi.
«La Commissione europea sta attuando un progetto concreto per agire contro queste forme di violenza - ha dichiarato l'On. al Parlamento europeo, Roberta Angelilli -. Importante è ridurre il divario di conoscenza delle nuove tecnologie tra i ragazzi e i genitori e gli insegnanti. Conoscere il mondo di internet può essere utile a monitorare meglio il comportamento dei più piccoli». è un po’ poco per un fenomeno che sta distruggendo una generazione. Sembra più un “rattoppo politico” per mettersi l’anima in pace che un tentativo serio di affrontare il problema.

INGHILTERRA: PEGGIO DEL TERRORISMO
Il fenomeno bullismo ha assunto in Inghilterra dimensioni più che preoccupanti dentro e fuori le scuole. Le bande di teppisti sono denominate “hoodies”, girano con felpe col cappuccio, per non farsi riconoscere dalle telecamere, hanno tra i 10 e i 19 anni, vivono nelle periferie delle grandi città come Londra, Liverpool, Manchester. Scotland Yard parla di circa 700 bande che infestano le scuole, perfino le elementari, e giocano alla “knife-crime, la guerra dei coltelli. Quest’anno i morti sono già stati più di 60, mentre negli ospedali del Regno Unito i ricoveri per ferita da coltello che coinvolgono adolescenti sono più di 50 al giorno: nel 2007 i delitti con coltello sono stati quasi 21.000. Le autorità parlano ormai apertamente di vera e propria emergenza, più grave di quella per il terrorismo.
Una recente indagine effettuata su 433 docenti inglesi ha rivelato che almeno la metà dei professori è stato aggredito fisicamente dagli alunni; a più di un terzo è capitato di dover rinunciare per qualche giorno ad andare al lavoro causa minacce; 9 insegnanti sui 433 sono stati aggrediti con un coltello, 4 con una pistola. Il governo inglese pensa di munire le scuole di metal detector, ma il problema non si risolve ,perché la violenza si sposta subito fuori la scuola.

SMONTA IL BULLO
Da qualche tempo è attiva in tutta Italia l'Associazione Smonta il Bullo (www.smontailbullo.it) in cui parlare delle proprie esperienze, segnalare, capire, condividere. Per saperne di più, chiedere informazioni, segnalare casi, capire come potersi comportare e ricevere sostegno è attivo un numero verde: 800 66 96 96.


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