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Addio all置ltima estate low cost

Il rincaro del petrolio mette in crisi le compagnie aeree a basso costo. ネ la fine della rivoluzione aerea?

Lun 01 Set 2008 | di Armando Marino | Soldi

I pessimisti hanno già scritto la parola fine: la stagione dei voli a un euro è già sconfitta, quella che ci siamo lasciati alle spalle è stata l’ultima estate low cost.
Certamente non è d’accordo con questa affermazione il papà di Ryanair, Michael O’Leary, simbolo di una rivoluzione dei trasporti che ha reso democratico l’aeroplano e trasformato la globalizzazione nell’esperienza concreta di un weekend a Parigi, Londra o Praga. Ma anche il gioviale manager irlandese, uno che ho visto girare per Milano in bicicletta vestito con l’immancabile camicia a scacchi e i jeans per andare a una conferenza stampa, è costretto ad ammettere che il momento è difficile. La sua compagnia ha visto crollare gli utili negli ultimi mesi e per l’inverno, così come altri concorrenti, taglierà una parte delle rotte. Il problema principale è l’aumento del costo del carburante: per chi vola cercando di contenere al minimo tutti i costi, la corsa inarrestabile del prezzo del petrolio è una variabile killer.
Le grandi compagnie stentano a trattenere la soddisfazione, dopo aver subìto gravi perdite a causa della concorrenza dei rivali “senza fronzoli”.
Personalmente la ritengo una cattiva notizia, perché i voli low cost  hanno aperto al mondo il tempo libero di tante persone che prima non potevano permettersi di viaggiare. Certo, non tutte le compagnie sono uguali, a volte le offerte erano poco chiare e a forza di tasse aeroportuali e supplementi le spese lievitavano. Alcune compagnie poi non avevano alcun rispetto del cliente. è il caso ad esempio dell’italiana Myair, messa sotto osservazione dall’Enac quest’estate a causa dei voli in ritardo di ore, con i passeggeri spesso abbandonati senza assistenza e informazioni.
Ma in generale è davvero una beffa che siano destinate a chiudere tante compagnie low cost che agli utenti hanno dato grandi vantaggi, mentre Alitalia, un’idrovora che ha succhiato i soldi dei contribuenti per anni, sarà salvata a forza di iniezioni di denaro pubblico.
Cosa ci aspetta?
Secondo O’Leary resisteranno solo un paio di società a basso costo, le più forti. Verranno introdotti supplementi per il carburante, ma questo potrebbe snaturare il modello. Uno studio dice che ogni 10 euro di aumento del costo dei biglietti, le low cost perdono il 6-7% dei clienti. Resta da vedere se il prezzo del petrolio tornerà a scendere. Credo però che la filosofia del basso costo e del gratis (la stessa che consente a questa rivista di regalare buona informazione ai suoi lettori) non sia destinata a scomparire e ci riserverà ancora delle sorprese. 


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