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Posso contare anche su di me

Un corso di difesa personale rende consapevoli di capacità mai sperimentate prima

Lun 01 Set 2008 | di Alessandra Manni | Attualità

Ho 24 anni, sono alta 1.70 circa, peso più o meno 58 chili e sono in grado di mettere al tappeto un uomo... Non ho parentele lontane con Bruce Lee e neanche dei poteri speciali, ma ho intrapreso un corso di difesa personale: il “Real Self Defence, corso intensivo di difesa personale, un training completo mirato all'autodifesa reale ed efficace... usato dalle migliori forze di polizia Usa”, così veniva presentato sul volantino. Incuriosita, mi sono buttata in quest'avventura ed sto vivendo una delle esperienze più gratificanti a livello sportivo: ho scoperto un allenamento efficace non solo per il corpo, ma anche per la mente, che mi ha mostrato le potenzialità ed abilità nascoste del mio corpo. Ed è sorprendente testare effettivamente quello che anche io donna, generalmente considerata solo “vittima”, posso riuscire a fare attraverso la conoscenza di quelle tecniche che azzerano la differenza di forza con il sesso maschile. Non è una passeggiata, specialmente per chi, come me, non ha mai praticato nessuna arte marziale e deve imparare a coordinare braccia e gambe, tenendo il viso verso il petto per scaricare la cervicale, la guardia alta con le nocche delle mani all'altezza delle sopracciglia, ma non troppo vicine al viso, mantenendo intanto i gomiti stretti e in linea, in maniera da formare quasi un triangolo, le gambe leggermente piegate e il baricentro verso il basso.... Insomma una faticaccia! Almeno per i primi giorni, poi, con l'esercizio, ho cominciato a capire come dover posizionare il corpo, trovando il giusto equilibrio,  ed alla fine, guardandomi allo specchio, non mi è venuto più da ridere, ma ho cominciato ad apprezzare i miei progressi. La prima parte della lezione, come per quasi tutti gli sport, è dedicata al riscaldamento, durante il quale esplori i vari colpi, ma la parte più interessante è senz'altro quando cominci a provare le varie tecniche difensive per riuscire a fuggire ad un'aggressione. Se ti prendono al collo, se ti strattonano per un braccio, se ti afferrano da dietro, c'è sempre un modo per liberarsi e passare da vittima ad aggressore, anche se è importantissimo tenere a mente che, anche se la migliore difesa è l'attacco, ancora più sicura è la fuga. Per difenderci realmente dobbiamo aver presente che innanzi tutto dobbiamo preservare la nostra vita e non dobbiamo dimostrare niente a nessuno, quindi questo vorrà dire scappare, gridare e chiamare ad alta voce qualcuno per far credere che non siamo sole. La cosa più saggia da fare è evitare il contatto e vederlo come una soluzione estrema ad una situazione che non ha altre vie d'uscita. Solo allora, entreranno in gioco gli strumenti e le conoscenze tecniche acquisite per poter agire in modo ottimale in caso di aggressione ed avere maggiore chances di riuscita. Un’altra arma a nostra disposizione è   anche l'innata “furbizia femminile”: si può far credere all'aggressore che è lui ad avere la meglio e poi sorprenderlo con un colpo deciso. Questi aspetti psicoemotivi che entrano in gioco nella difesa personale sono molto importanti e per questa ragione vengono analizzati durante il corso, in modo da esserne coscienti e sapere come sfruttarli a proprio vantaggio. Come dice il mio Maestro Stefano Mazzilli: «alla base di una scelta d'azione corretta, che in difesa personale deve essere sempre rapida, essenziale, efficace, proporzionata all'offesa, ci deve essere un metodo di allenamento completo che armonizzi lo sviluppo psicologico e fisico, per rendere possibile una reazione reale ed efficiente ad un'aggressione». Dobbiamo essere responsabili di ogni nostra azione e, in particolar modo, quando si parla di difesa personale: le tecniche che vengono insegnate in questo corso, anche se di semplice apprendimento, possono essere pericolose e letali. Per questo motivo è chiaro che arrivare ad utilizzarle vuol dire trovarsi in una situazione di estremo pericolo dove è minacciata gravemente la nostra persona.
Oltre ad essere di grande utilità, è molto interessante e divertente conoscere queste arti difensive e farle proprie, soprattutto perché, durante l'allenamento, diventa un gioco confrontarsi con l'avversario di turno.
Con le mie compagne di corso si è creato un bel feeling e questo ci fa vivere quest’esperienza con molto (anche troppo!) divertimento.
Personalmente questo corso mi ha dato una maggiore consapevolezza delle mie possibilità. è ancora tanto il lavoro che devo fare per avere il pieno controllo delle mie azioni  e per questo non vedo l’ora di riprendere l’allenamento. Un'esperienza che consiglio a qualsiasi donna!

LA LEGGE  E LA DIFESA PERSONALE
È l'articolo 52 del Codice Penale che si occupa di difesa personale: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa”. Questo è quello che la legge autorizza circa la possibilità che ha ogni persona di difendersi. Ma la vera guistizia per le donne è stata fatta con la legge 15 febbraio 1996 n. 66, che, abrogando la precedente disciplina che considerava la violenza sessuale come un reato che offendeva la morale e la società, ha finalmente riconosciuto e tutelato il diritto delle donne, intendendo la violenza sessuale come delitto contro la persona. La normativa attuale punisce chiunque costringa una donna, con violenza o minaccia, a compiere o subire atti sessuali.


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