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Io e il mio ragazzo ce l’abbiamo fatta

Giovanissimi, squattrinati e senza casa. Ma abbiamo scelto la vita, aiutati dalle persone giuste: Giorgia è nata. Io sono felice

Mar 28 Mar 2017 | di Patrizia Lupo | Bambini
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Avevo voglia di vivere la mia vita e, da quando avevo conosciuto Cristiano, anche di avere una mia famiglia. Ci volevamo bene, ma i miei sogni restavano nel cassetto: senza lavoro come avremmo potuto realizzarli? Io dovevo ancora finire un corso professionale, lui solo lavori occasionali e pagati pure poco… Sono rimasta incinta. Incoscienza? Casualità? Non lo so. Adesso forse penso che c’era un disegno più grande. 

In quel momento però vedevamo tutto nero io e il mio ragazzo. Ne abbiamo parlato e l’unica “via d’uscita” per lui era l’aborto. Per me no, sentivo già che quello era il mio bambino. Lui però non si schiodava e da sola come avrei fatto? Di dirlo in famiglia non se ne parlava, tanto i suoi non ci avrebbero aiutato e anche i miei non navigavano nell’oro. Alla fine  sono andata ad informarmi per fare l’aborto. Ci stavo male però e sentivo che quella non era la strada giusta, ma lui non si convinceva. Ho voluto tentarle tutte, così ho parlato a mia madre: l’avevo delusa! Anche se non mi ha detto di abortire, mi ha messo davanti le difficoltà a cui andavo incontro: senza un lavoro, una casa, come avremmo fatto a tirar su un bambino? La delusa dopo ero io e forse avrei dovuto rassegnarmi. 

Cercai su Internet, non sapevo nemmeno io cosa, e trovai il sito del  Segretariato Sociale per la Vita Onlus, un’associazione che si occupa di aiutare chi aspetta un bambino ed era in difficoltà come noi. Chissà, magari ci possono aiutare. Li chiamai e convincei mia madre e Cristiano ad andare insieme da loro. Finalmente qualcuno che non ci faceva vedere solo negativo, ma che ci incoraggiava e dava speranza, anche se ci invitavano a non fare tutto di corsa, ma un passetto dopo l’altro, perché non sarebbe stato tutto facile. Ci avrebbero aiutato con il Progetto Gemma, un contributo economico per il bambino per 18 mesi, e ci dissero di aiuti dello Stato da richiedere dopo la nascita. Io ero felice e Cristiano ha deciso di andare oltre le sue paure di non farcela. Giorgia è nata e adesso viviamo per conto nostro una piccola e giovane famiglia che ha ancora tanto da imparare e tanta strada da fare. La cosa più bella però già l’abbiamo fatta ed è  nostra figlia.


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