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Risparmiare e non inquinare: si puņ fare?

Obblighi di adeguamento degli impianti di riscaldamento: prorogati al 30 giugno

Mar 28 Mar 2017 | di Armando Marino | Soldi
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Risparmiare sulle bollette è cosa buona e giusta. Se si riesce a farlo riducendo gli sprechi energetici, tanto meglio. Le due cose però non sempre vanno di pari passo. è stato prorogato di sei mesi, fino al 30 giugno, l’obbligo di installare nei condomini con riscaldamento centralizzato le termovalvole regolabili sui termosifoni e i contabilizzatori di calore. Le prime sono valvole che permettono di regolare l’emissione di calore dei termosifoni. I secondi sono dei lettori digitali che misurano il consumo e permettono di pagare in proporzione anche a chi non ha un riscaldamento autonomo. Adeguarsi all’obbligo, segnala una simulazione del Sole 24 Ore, rischia di essere un’operazione piuttosto costosa, circa 120 euro a calorifero, per una media di oltre 1.000 euro per un appartamento di 80 metri quadri. Gli esperti spiegano però che per ottenere un risparmio vero attraverso la possibilità di regolare meglio i propri consumi di calore, può essere necessario anche cambiare la caldaia, installandone una con erogazione di calore flessibile, e procedere a uno studio del fabbisogno di calore di ciascun appartamento per calcolare una corretta ripartizione delle spese, altrimenti rischiano di guadagnarci solo i proprietari di appartamenti sfitti e chi abita nei piani intermedi. Altre operazioni non gratuite. Per cui il rischio è che ci vogliano anni per arrivare ad ammortizzare le spese. C’è da sperare che non siano troppi. Perché, lamenta Confedilizia, dall’Europa potrebbe arrivare un aggiornamento della normativa che obbligherebbe nel 2027 a cambiare i contabilizzatori di colore installati quest’anno per sostituirli con altri in grado di trasmettere a distanza i dati. Appena il tempo di vedere i risparmi e si ricomincerebbe a spendere. La sensazione è che queste norme pensate per risparmiare ridurre i consumi, un po’ come quella che prevede il controllo periodico della caldaia e si è trasformata in realtà in una tassa, troppo spesso si trasformino in un’occasione per alcune industrie, o per lo Stato e gli enti locali, di spremere denaro dai cittadini.


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