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Lího tenuta: mai arrendersi

Famiglia e amica del cuore mi dicevano di abortire. Ma mi sono fidata e sono felice

Mer 26 Apr 2017 | di Patrizia Lupo | Bambini

La mia vita era serena fino a quando un infarto ha portato via mio padre. Da quel giorno tutto è cambiato: ho lasciato gli studi e ho iniziato a lavorare per aiutare mia madre e mio fratello. Avevo trovato lavoro, in nero, come operaia in una piccola impresa e con Daniele abitavamo in un monolocale freddo e umido. Non potevamo permetterci altro, perché lui pure aveva un lavoro precario e non sempre lo pagavano. Credo che quello sia stato il periodo più buio della mia vita.   Poi un ritardo e scopro di essere incinta: in quel momento è come se una scintilla impercettibile si fosse accesa nella mia vita. Avevo paura, già un’altra ragazza era stata licenziata perché incinta; pensavo alla mia famiglia, a mia madre che da allora non si era più ripresa. Come avremmo fatto? Anche Daniele era preoccupato e pensava più all’aborto che ad avere un figlio. Non avevamo preso nessuna decisione ancora, per farlo volevamo sentire anche il parere delle nostre famiglie. Da loro, però, nessun aiuto o parola di incoraggiamento. Anzi, per loro ero una pazza a pensare di avere un figlio ora. Avevano paura quasi che il bambino gli togliesse qualcosa. Anche la mia migliore amica la pensava allo stesso modo. Ci siamo trovati soli: Daniele era convinto, io no, anche se, passando i giorni, mi arrendevo all’idea dell’aborto. Presa la decisione, andai a parlare con un’assistente sociale e con lei venne fuori però tutta la mia incertezza e il perché di quell’aborto. Mi parlò allora del Segretariato Sociale per la Vita Onlus, un’associazione che aiuta donne in difficoltà come me. C’era una speranza e accettai un colloquio con loro. Mi dissero che ci avrebbero aiutato con il Progetto Gemma, un sostegno economico di 18 mesi per il bambino, mi parlarono di aiuti dello Stato, che avrei potuto richiedere dopo la nascita, e di altre cose ancora. La mia decisione era presa e non l’avrei più cambiata. Ora che sono mamma di una splendida bambina mi sento realizzata. Le difficoltà ci sono sempre, ma le affronto in modo diverso perché la forza me la dà mia figlia. Grazie a lei ho imparato tante cose, soprattutto che nella vita non ci si deve mai arrendere.


Per un aiuto sano

Segretariato Sociale per la Vita Onlus
Tel/fax 06.37.51.75.01 – 06.80.85.155
segretariato.vita@virgilio.it
www.segretariatoperlavita.it 


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