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Hong Kong

La ex colonia inglese, ora della cina, conserva il suo status di città indipendente per ordinamento, cultura e tradizioni

Lun 01 Set 2008 | di Stefano Cortelletti | Mondo
Foto di 21

Per un secolo è stata una colonia dell'impero britannico, ma non aspettatevi di trovare una città inglese. E resterà deluso anche chi si aspetta una città cinese. Ha una sua moneta, una sua lingua (un misto di dialetti cinesi), un suo governo e una sua identità ben precisa. Hong Kong, benché dal 1997 sia parte integrante della Repubblica Popolare Cinese, è solo uguale a se stessa. Niente cloni, somiglianze, analogie con l'Inghilterra o la Cina. Hong Kong è Hong Kong e basta.  Anche perché trovare un altro posto al mondo dove in un ippodromo messo nel bel mezzo della città si scommette sulle corse dei cavalli mentre si mangiano spaghetti con le bacchette, credo sia impossibile. È la Cina che non è Cina, un ricordo pallido della Gran Bretagna vittoriana.
Hong Kong può essere considerata una città piccola, ma con una densità abitativa che non ha uguali: sette milioni di persone concentrate in appena mille km quadrati. Ogni quartiere o isola (ce ne sono circa 200) è una realtà a sé, con le sue tipicità e la sua gente. E così si passa dai grattacieli mozzafiato di Kowloon al verde dell'isola di Hong Kong, passando per la parte vecchia dove ti vendono scarafaggi e topi secchi, frutta tropicale e carne invasa da mosche. Senza contare i diversi strati della città: non solo le strade intasate dal traffico, ma anche le passerelle sopraelevate che percorrono in lungo e in largo il cuore finanziario di Hong Kong, l'Hang Seng, quasi come avesse una doppia identità, caotica e motorizzata in basso, pedonale e a misura umana in alto. Si entra ed esce da un centro commerciale alla hall di un albergo, a un ristorante. Tutto sopraelevato e connesso. E tutto con lo stesso cuore pulsante: la voglia di vivere.
Se ci si sveglia la mattina presto e si passeggia per il centro, ci si imbatte in nuvoli di persone che praticano il tai-chi, l'antica disciplina nata come arte marziale ma diventata il metodo orientale per eccellenza per allenare corpo e mente. Ma solo la mattina presto: già alle nove tutta la città è avvolta da una cappa di smog, che unito all'altissimo tasso di umidità rende l'aria ai limiti del respirabile. Hong Kong è fascinosa anche per questo.
Ci sono due filosofie per visitare la città: gettarsi nella caotica Nathan Road, coi negozi che ti vendono dallo spillo alla portaerei, stretta tra altissimi grattacieli e intervallati da qualche tempio qua e là. Oppure andare nella parte vecchia, dove assaggiare la famosa zuppa di serpente ed i ravioli al vapore, rigorosamente con bacchette – lì è raro trovare un ristorante che adotti forchetta e coltello – e tutte le stranezze della cucina cinese, negozianti che usano il pallottoliere per fare i conti e botteghe dove farsi preparare tutti i medicinali più strani. Infine c'è la terza via: andarsene sul Peak, il punto più alto della città immerso nel verde, ed ammirare il panorama mozzafiato di grattacieli e navi che entrano ed escono dal porto stracariche di merci. Di notte, la vista toglie il fiato.
Ai margini della vita surreale di una città opulenta, ricca e molto cara (coca e panino: 10 euro) che sembra uscita da un romanzo di Isaac Asimov, c'è la “gente” che sopravvive. In un angolo del maestoso porto, migliaia di sampan, le case galleggianti, si trasformano durante il giorno in un mercato sull’acqua dove si scambiano cibi, si raccattano scarti di ogni genere e si rivendono per pochi dollari. Nessuna via di mezzo: o ricchi, o poveri.
Abitare ad Hong Kong significa rinunciare ai grandi spazi: gli appartamenti sono costosi, affollati e in miniatura. E anche gli alberghi sono sullo stesso stile: difficile trovare letti più lunghi di un metro e ottanta.
Ora, Hong Kong vista da turisti non lascia gran ché. Vederla da cittadini del mondo permette di coglierne tutte le sfumature. Non bella, ma fascinosa. Non coinvolgente, ma intrigante. Un mondo economicamente aperto, ma chiuso nelle sue tipicità. Un mondo da custodire gelosamente.


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