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Si vuole reprimere l’illegalità o fare cassa?

A frenare chi vìola le regole è la probabilità di essere puniti...

Mer 26 Apr 2017 | di Armando Marino | Soldi
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Far rispettare le leggi è importante, chi potrebbe metterlo in discussione? Non sempre però l'unica strada per farlo è prevedere una punizione per chi sgarra. Eppure ultimamente c'è una gran voglia di menare batoste sui trasgressori. Una voglia sospetta. Vediamo perché. 
Di recente, il governo ha stabilito ad esempio l'innalzamento della multa per chi viaggia su bus e metropolitana senza biglietto: fino a 200 euro. In realtà, già le singole città avevano le loro sanzioni, chi più pesanti chi meno, ma il governo così dà un segnale sulla necessità di punire i trasgressori e recuperare incassi dei biglietti. Si parla anche di una sanzione appesantita per chi parla al telefonino mentre guida. Anche qui, in teoria, non c'è niente di sbagliato. Stando alle statistiche, un incidente su cinque è causato dalla distrazione da telefonino. L'esperienza, anche in campo internazionale, dimostra però che a frenare l'illegalità non è tanto la durezza della sanzione (altrimenti la pena di morte sarebbe la più efficace di tutto, mentre è provato che non è così) quanto la probabilità di venire puniti. A Roma, ad esempio, il fenomeno dei "portoghesi", gli scrocconi che non pagano il biglietto dei mezzi pubblici, è molto diffuso, più che nelle altre capitali occidentali, ma anche più che a Milano. La differenza non la fa l'importo della sanzione, ma i meccanismi di controllo del pagamento che in altri posti sono molto più efficaci. A Roma incontrare un controllore è una rarità. Quindi, se anche la multa è pesante, ma la probabilità di venir beccati è scarsa, la maggior parte di chi non vuol pagare correrà il rischio. In fondo, se viaggio gratis mille volte e vengo beccato una, mi conviene comunque. Lo stesso vale per i controlli stradali per la guida con il telefonino o in stato di ebbrezza: da noi i controlli sono molto meno frequenti che, ad esempio, in Francia. Sorge poi il sospetto che dietro l'aumento della sanzione non ci sia tanto la voglia di reprimere l'illegalità, quanto quella di fare cassa. Spesso le sanzioni vengono inasprite infatti in settori, come il trasporto pubblico, la cui gestione è particolarmente inefficiente. Clamoroso il caso degli autovelox che amministrazioni provinciali in tutta Italia stanno installando a decine sulle strade di propria competenza. La moda è scattata, guarda caso, all'indomani della legge Delrio, che ha tolto potere alla Provincia, in vista di una abolizione che poi non è mai arrivata. Ora le Province hanno ancora diversi compiti da svolgere, non vengono più elette direttamente dai cittadini, ma hanno anche molte risorse finanziarie in meno e minacciano di dichiarare bancarotta. Una delle soluzioni che alcune hanno trovato (succede a Rieti, Ravenna, Salerno, Savona, Ascoli, tanto per citare i casi più clamorosi) è di moltiplicare gli autovelox sulle strade provinciali. La scusa ufficiale è la preoccupazione per l'incolumità degli automobilisti. Il sospetto è che invece interessi di più il loro portafogli. 


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