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19 anni, senza lavoro, sola e incinta

Ho tenuto il bimbo: la cosa più bella della mia vita. Grazie ai giusti aiuti

Gio 25 Mag 2017 | di Patrizia Lupo | Bambini
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Avevo poco più di 19 anni quando è nato Michele. All’inizio non lo volevo, avevo paura perché mi sentivo piccola e non avevo nessuno che mi sosteneva. Il mio ragazzo, 20 anni e tanti problemi. Cosa avremmo potuto offrirgli? Io avevo già abortito una volta, sempre per gli stessi motivi. Quella mattina in cui  andai a chiedere di abortire parlai con un’assistente sociale alla quale raccontai la mia storia. Lei con le sue osservazioni mi fece riflettere e iniziai ad avere dei dubbi. Ne parlai al mio ragazzo e lui mi disse le solite cose, che non avevamo un lavoro, una casa, ecc... Tutto vero, però qualcosa mi diceva di no, che avrei dovuto andare avanti, crederci. Tornai a parlare ancora con l’assistente sociale, perché mi aveva detto di aiuti economici che avrei potuto avere da un’associazione che conosceva. Accettai un colloquio con un’operatrice del Segretariato Sociale per la Vita Onlus, che si occupa di aiutare mamme e coppie in attesa di un bambino e  in difficoltà come me. La signora mi parlò del Progetto Gemma, un aiuto economico per 18 mesi per sostenere le spese per il bambino e di aiuti anche dallo Stato e di altre cose ancora. Questo mi bastò a farmi  decidere di avere mio figlio anche da sola. I ricordi di quel periodo sono belli e brutti allo stesso tempo. Michele era la cosa più bella della mia vita. I problemi però  li creava il mio ragazzo, perché io dopo il parto avevo acquistato una nuova consapevolezza, lui no. Dopo parecchi tentativi ci siamo dovuti separare e lui non l’accettava. È stato un momento bruttissimo e andavo avanti grazie a Michele, alla mia famiglia, che mi aiutava, e alle operatrici del Segretariato con cui spesso mi sfogavo e chiedevo consiglio. Non avevo mai lavorato, poi ho iniziato a fare di tutto, anche per  ricostruirmi una vita. Sono stati anni difficili, ma belli, di cui non rimpiango nulla, anzi mi hanno fatto essere ciò che sono ora. Adesso sono sposata e ho vicino un uomo meraviglioso che si è preso cura di me e di mio figlio. A volte mi chiedo come sarebbe stata la mia vita senza Michele, che strada avrebbe preso. Forse mi ha tirato fuori da un vicolo cieco che avrebbe distrutto la mia vita.


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